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Montinaro 1LECCE (di Gabriele De Pandis e Tommaso Micelli) – “Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un’ovazione accompagna la prodezza di Parola”. Corrado Banchi, giornalista sportivo degli anni Cinquanta, descrisse così la prodezza effettuata da Carlo Parola, difensore della Juventus, nella partita contro la Fiorentina; era il 15 gennaio 1950 ed allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze era appena apparso uno dei più celebri vessilli che il nobile gioco del calcio porta ancora fino ai giorni nostri: il gesto tecnico della sforbiciata del centrale bianconero fu infatti scelto dalla Panini, azienda leader del collezionismo italiano che in questi giorni ha visto scomparire il suo ultimo membro storico, Umberto Panini, come copertina di tutti gli album di figurine.

Matteo Montinaro, nato a Lecce il 15 giugno 1996, da piccolo guardava con interesse questa figura raffigurante uno dei fondamentali più emozionanti del gioco del calcio ed ha lavorato sodo per sognare un giorno di passare dall’essere un appassionato collezionista ad un protagonista della raccolta dell’azienda modenese. Quest’anno il suo sogno sta andando avanti alla grande, scegliendo proprio il gesto reso celebre da Carlo Parola come marchio di fabbrica dei suoi gol, realizzati contro Melfi e Salernitana.

Montinaro 3“Tanti esami importanti”- Il ragazzo di Castromediano si descrive parlando soprattutto della sua propensione prettamente offensiva: “Sono un esterno offensivo che ama il dribbling con successiva conclusione o assist finale; preferisco giocare in ogni modulo che preveda gli esterni alti, dal 4-4-2 al 4-3-3 di mister Pedro Pablo Pasculli”. Il rendimento dell’esterno giallorosso, con picchi che vanno oltre ai gol in rovesciata, gli è valso le iniziali esperienze e convocazioni in prima squadra, avventure dalle quali Montinaro cerca di raccogliere il possibile: “Sono esami importanti, con gente professionista e di esperienza da cui si deve imparare tanto; Martinez è quello che dialoga di più con i ragazzi ma sto attento molto ai movimenti di Miccoli e Bogliacino, mister Lerda poi è un allenatore attento a noi ragazzi”.

“Un ambiente familiare”- Il campionato, affrontato con il gap di età dai Pasculli-Boys, va a gonfie vele: “A livello tecnico, nonostante la differenza di età, non siamo inferiori a nessuno e cerchiamo di dominare il gioco in qualunque campo. Anche la sconfitta di Ischia è giunta a seguito di una partita dominata comunque da noi sul piano del gioco”. La buona stagione della formazione Berretti è anche dovuta all’ambiente creatosi al centro di allenamento di Villa Convento: “Qui mi trovo benissimo, mi trovo a mio agio sia con mister Pasculli che con il suo vice Dell’Anna perché c’è un rapporto quasi familiare oltre che professionale; loro ci trattano come dei figli”.

Montinaro 5Con il mito di Alex– I modelli di Matteo Montinaro sono tinti di bianconero: “Sono un simpatizzante juventino e seguivo con molto interesse tanto Alessandro Del Piero quanto, specificamente nel mio ruolo, Mauro German Camoranesi”.

Il ragazzo leccese non è “genio” solo in campo: “Non penso solo al calcio, sto continuando gli studi e spero di riuscire a farli combaciare con i miei impegni calcistici”. Matteo Montinaro, esterno con il vizio dei gol (e che gol!), ormai si sta specializzando in prodezze magistrali che fanno stropicciare gli occhi a spettatori ed addetti ai lavori; aspettiamo presto una sua rovesciata in una delle due aree del verde prato del “Via del Mare”.

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