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537098_1434233790137731_1580973930_nLecce (di Massimiliano Cassone) – Possiamo parlare di calcio, finalmente a Lecce torniamo a parlare di calcio. Ripartiamo dalla partita interna con il Prato vinta per 2-0. Vittoria meritata per la caparbietà con cui è arrivata, risultato un po’ bugiardo per i toscani che avrebbero meritato di più.

Il Lecce ora viaggia sulle ali dell’entusiasmo e, siamo certi, continuerà a macinare punti anche nei prossimi incontri; però siamo curiosi di vedere come Lerda gestirà “l’affollamento” della rosa già da domenica prossima quando ci saranno Papini, Ferreira Pinto e D’Ambrosio a disposizione e, tra qualche settimana, quando recupereranno anche Berretta e Bellazzini.

Che materia strana il calcio, fino a qualche mese fa i discorsi che vertevano sul Lecce erano ben altri e negativi. Invece oggi dobbiamo iniziare a parlare di Miccoli che, secondo il mio modesto parere, non può fare la prima punta. Come ha dimostrato domenica, fino all’ingresso in campo di Zigoni, il capitano rimane ingabbiato nella marcatura poco ortodossa dei rudi difensori della Lega Pro che lo tartassano recidendogli la vena della fantasia e bloccandone l’estro.

Infatti, il Romario del Salento, tranne qualche sortita su punizione e un tiro da fuori, prima di regalare l’emozione delle emozioni ai tifosi giallorossi segnando sotto la sua curva con un colpo di testa degno del miglior ariete, era apparso abbastanza impalpabile. Poi, con l’entrata in campo della punta di riferimento, ha iniziato ad arretrare a prendere palla, a giocare meglio e al momento opportuno, mentre i difensori erano occupati a coprire qualcun altro, di testa ha scritto “una storia bellissima”.

E sarà materia di studio da parte del mister di Fossano e di discussione e riflessione nostra e dei tifosi pensare se poter vedere in campo insieme Bogliacino, Miccoli e Zigoni. La riflessione è d’obbligo e, magari, già contro la Nocerina capiremo, allenamenti a parte, se sarà possibile.

Possiamo  ipotizzare un Miccoli più esterno ma, a quel punto, bisognerebbe chiedere un lavoro da Superman al laterale difensivo di turno perché non possiamo certo pensare che il “capitano” possa anche fare la fase difensiva (la sua condizione fisica ancora non è al top), oppure si potrebbe provare un 4-4-1-1 con Miccoli poco dietro a Zigoni e Bogliacino sulla mediana, insieme a due interditori Parfait, Papini o Amodio più Doumbia con una squadra molto molto offensiva da sembrare quasi da fantacalcio, ma che potrebbe avere il suo perché.

Oppure un 3-4-2-1 con Zigoni rifornito da Bogliacino e Miccoli liberi da marcature asfissianti con quattro centrocampisti  a difenderne le sorti. Una cosa è certa, numeri e schemi a parte, ci sono dei calciatori che in queste settimane si sono guadagnati di diritto, sul campo, la maglia da titolare e parliamo di Doumbia e W. Lopez ma anche lo stesso Zigoni risvegliatosi dal lungo letargo iniziale…

Detto ciò, la patata bollente passa nelle mani di Franco Lerda che, dopo i problemi dei risultati (ormai alle spalle), incomincerà ad avere la noia che tutti gli allenatori sognano di avere e cioè l’imbarazzo della scelta. Ma lui sicuramente da fine stratega riuscirà a trovare di domenica in domenica, di avversario in avversario, la giusta quadratura…

Noi che lo abbiamo sempre detto, lo ripetiamo: la rosa di questo Lecce è superiore a quella dell’anno scorso. E ancora il mercato di riparazione non è aperto, se è vero che arriveranno un altro attaccante (importante) e un centrale difensivo, allora sì che Lerda per schierare la squadra in campo, con l’infermeria vuota, dovrà prendere una margherita e fare il classico “m’ama non m’ama”…

E dopo tanti problemi ben venga l’abbondanza. Bentornato Lecce.

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