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LECCE (di Massimiliano Cassone) – Dire che la partita vinta dal Lecce ad Ascoli per 5-2 è stata la gara perfetta per i salentini è di una banalità unica. È andato tutto bene, la sfortuna era in ferie e l’Ascoli, già tramortito di suo, non ha avuto la forza per contrapporsi alle folate offensive giallorosse; eppure, se dobbiamo parlare di calcio, il neo ieri c’è stato: due leggerezze difensive che hanno permesso ai bianconeri di mettere a segno altrettanti gol.

Delle sbavature però, quando si vince, pare non si accorga nessuno e tranne i soliti gufi che bubbolano sulle bacheche dei social, i complimenti sono venuti anche da chi ha sempre tirato fango sul progetto-Tesoro, cavalcando l’onda dell’ovvio e del qualunquismo travestito da diritto di critica.

Ebbene, chi ha memoria dovrebbe ricordare che la migliore gara del Lecce è stata quella contro il Barletta giocata in casa lo scorso 6 ottobre, con tantissime occasioni da gol: 8° Beretta, 16° Amodio, 24°, 27°, 30°, 35° Miccoli, 34° gol annullato a Lopez (posizione molto dubbia), 39° Bellazzini, al 40° fallo da rigore su Miccoli ma l’arbitro lascia correre, al 51° Miccoli, 78° ancora Miccoli. Dieci opportunità reali di passare in vantaggio, una rete annullata ed un rigore che poteva tranquillamente essere concesso. In quella gara i ragazzi di Lerda rischiarono soltanto al 59° quando Sales infilò la porta sbagliata ma l’arbitro aveva già fischiato.

Quel giorno scrivemmo che il Lecce aveva giocato benissimo e che era stato travolto dalla sfortuna. Non tutti erano d’accordo, ci fu chi iniziò a calcare la mano contro la società, contro i calciatori, contro tutto e tutti, facendo processi sui vari gruppi Facebook, rincarando la dose come se così facendo la soluzione potesse arrivare per grazia ricevuta dal “dio dei brontoloni”.

In quel caso affermammo che il Lecce era in crescita e non c’è stata settimana in cui non abbiamo scritto che questa compagine aveva bisogno del tempo giusto per diventare squadra dopo il reset quasi totale della rosa. Sono stati ben 22 i calciatori nuovi acquistati dal diesse Tesoro e su tanti è ovvio che qualcuno sia stato sopravvalutato o dimostratosi non idoneo alla piazza di Lecce, ma di questo è cosciente anche la società che non ha mai nascosto la volontà di correre ai ripari. Correre ai ripari significa intervenire sul mercato di riparazione e non correre via da Lecce come hanno detto taluni. Abbiamo sempre affermato che a questa squadra manca un attaccante e un difensore centrale e, coerenti con le nostre idee, lo ribadiamo anche oggi dopo una bellissima vittoria.

Non bisogna essere umorali, è vero che il calcio non è scienza, ma facciamo in modo che non diventi… demenza.

Nessuno si esalti, evitiamo “voli pindarici”, ieri non si è conquistata la promozione in B e nessuno si deprima al prossimo passo falso (ce ne saranno); lasciamo lavorare in pace il generale di ferro venuto da Fossano e questo Lecce, ne siamo certi, arriverà ai play-off ed una volta giunto lì, con i correttivi alla rosa, ci sarà da divertirsi.

La svolta è arrivata con la vittoria a Pagani, dove Doumbia diede un calcio, oltre che al pallone, anche alla sfortuna di una settimana prima segnando il gol vittoria, eppure anche lì ci fu chi criticò a prescindere.

È tornato Bogliacino, la squadra ha quasi trovato la quadratura giusta, Zigoni ha segnato 3 gol in una settimana svegliandosi dal torpore, nel frattempo Miccoli sta ritrovando la giusta condizione; ci sono tutti i presupposti per essere ottimisti. Abbiate pazienza…

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