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Ancora morti, dispersi e feriti. Il bilancio del naufragio di ieri è di 206 naufraghi e 34 corpi senza vita recuperati. Lo rende noto la Marina Militare. ”Nella notte -si legge in un comunicato – individuato un altro Gommone a 80 miglia a Sud-Est di Lampedusa, dove si sono dirette la Fregata Espero ed il Pattugliatore Libra della Marina Militare. La Nave Libra, accertate le precarie condizioni di stabilità/galleggiabilità, ha dichiarato lo stato di emergenza – ricerca e soccorso e sta procedendo a prestare soccorso e imbarcare i migranti”.

Una settimana dopo la strage di Lampedusa (339 morti secondo l’ultimo bilancio), ancora un tragico naufragio nel Canale di Sicilia che continua ad essere un’immensa tomba per le masse di disperati in fuga dall’Africa. Il naufragio è avvenuto al centro di un triangolo tra Malta, la Libia e Lampedusa. L’imbarcazione si sarebbe ribaltata per la ressa provocata dagli stessi migranti che cercavano di farsi notare da un aereo maltese.

“Bisogna agire subito. Non si può più perdere tempo nel prendere decisioni concrete ed efficaci. A questo punto sono pronto a dichiarare lo stato d’emergenza”. Lo ha detto il governatore siciliano Rosario Crocetta dopo la nuova tragedia al largo di Lampedusa.

Intanto, non si fermano gli sbarchi. Circa 500 migranti sono stati soccorsi in condizioni difficili per il mare agitato nel canale di Sicilia. Barconi in difficoltà o alla deriva, evidentemente non fermati dalle notizie della recente strage nel mare di Lampedusa. Un mercantile battente bandiera panamense ha tratto in salvo 210 migranti di probabile origine siriana in balia delle onde tra Malta e la Libia: per loro destinazione Trapani, nel primo pomeriggio.

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