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LECCE – Che nell’ambiente calcistico leccese siano giornate convulse e da “notte dei lunghi coltelli” lo dimostrano le innumerevoli schermaglie tra chi bada esclusivamente al bene della maglia giallorossa e chi, dall’altro fronte, punta il dito contro tutte le contraddizioni di questo avvio di stagione da incubo del Lecce. Sotto l’emblematico titolo di “Lecce intra allu core” circolava oggi in città lo sfogo scritto da qualche tifoso, che, però, ha omesso di metterci nome e firma…

Riportiamo anche in questo caso il testo solo perché, tra quelle righe, si coglie tutta l’amarezza che gli innamorati del Lecce calcio stanno provando e che non cancella però l’amore per quella maglia:

La scelta fatta dal Lecce di richiamare dopo pochi mesi un allenatore precedentemente licenziato dimostra mancanza di visione, ma anche di valutazione dei problemi connessi ad un incarico così delicato. Un club non può essere gestito a livello personale e questo è uno dei motivi per cui i tifosi leccesi sono indignati davanti a scelte sinora fallimentari della proprietà. E’ dal novembre scorso che sembra mancare una progettualità. Il Lecce che oggi “ammiriamo” è privo di personalità e carisma. Non ci sono capacità e qualità individuali tali da garantire che questo gruppo centri l’obiettivo minimo dei play off. Sono arrivati giocatori svincolati o in prestito che sfigurerebbero anche in un campionato di “Eccellenza”. Chi opera fuori dal campo pecca nel non riportare il Lecce su un percorso sportivo glorioso; all’interno del campo, invece, si nota una preoccupante mancanza di strategie e di tattica. Dal punto di vista tecnico, nulla può più cambiare e bisogna attendere gennaio (prossima finestra di calciomercato) per sperare in rinforzi. Appare rudimentale il ricorso al modulo del 4-4-2 senza segnali di transizione offensiva. In fase difensiva la strategia propone l’impiego addirittura di 7 uomini (talvolta anche più) nell’area di rigore e, come successo nella partita di Perugia (vedasi il primo gol subito), i giocatori hanno mostrato carenze in fase di corsa e di aggressività per non subire una rete già dopo 1 minuto. E, per favore, non illudiamoci che si giochi col 3-5-2, perché non è così, non stiamo alla Playstation! Da un’attenta disamina delle partite disputate sino ad oggi, emerge una preoccupante indisciplina da parte dei giocatori. Nessun approccio fisico alla partita. La gara inizia e tutti i giocatori sembrano già stanchi senza aver ancora fatto alcun allungo, alcuna corsa. E’ doloroso veder giocare oggi il Lecce assalito da paure e amnesie. I giocatori non si aiutano tra loro, inveiscono contro l’arbitro, sono nervosi, come dimostrano i tanti cartellini gialli e rossi presi. Riguardo la partita di Perugia, Lerda a fine gara ha avanzato alcune osservazioni che palesano una “visione illusoria” dei fatti e spiegano (e fatto comprendere per via “indiretta”) la ragion per cui lo stesso non ha avuto grandi successi personali come allenatore. Guardiamo i dati: quest’allenatore ha disputato dal momento in cui i Tesoro sono ufficialmente i soli proprietari dell’US Lecce (novembre 2012) 11 partite di cui 6 perse (Lumezzane, FeralpiSalò, Sudtirol, Carpi, San Marino, Perugia ), pareggiate 3 (Pavia, Albinoleffe, Cremonese) e vinte 2 (Reggiana e Cuneo). Inoltre, nella conferenza stampa post-match, ha dichiarato di aver visto aspetti positivi, come lo spirito sacrificio dei giocatori scesi in campo. Ha poi affermato che ha bisogno di tempo. Potrebbe pur vincere le prossime 4 partite, visto che giocheremo con squadre abbordabili quali Foggia, Barletta, Paganese e Gubbio. Eppure, anche con queste eventuali vittorie, la situazione generale non migliorerebbe. E non si tratta di “gufare”, basta tenere in considerazione il fatto che dopo quel filotto ce ne sarà un altro contro squadre più ostiche quali Ascoli, Pontedera, Prato, Frosinone e Pisa. Passiamo ai calciatori. A livello individuale, Bellazzini sembra aver perso lo “smalto” iniziale; Miccoli non può giocare da solo ed il Lecce non dispone di un sostituto che può rimpiazzarlo quand’è fuori causa; Walter Lopez ha giocato appena 8 minuti durante la sua permanenza nel West Ham, più altri 316 minuti in tutta la stagione nell’Università di Craiova. Nel Cerro Porteno, ha ricevuto la media di 0,5 cartellini gialli a partita. Zigoni, a parte una gara, ha dimostrato di essere ancora a corto di preparazione e lontano dalla migliore forma fisica. Dei difensori poi è meglio non parlare, perché la realtà dei fatti è così lampante che le parole non basterebbero a descrivere la realtà. Abbiamo bisogno di una squadra che giochi coralmente, non individualmente, ma questa squadra dovrebbe possedere le qualità per poterlo fare. All’inizio tutti predicavamo pazienza perché i giocatori nuovi erano tanti, arrivati alla spicciolata ed avevano perciò bisogno di amalgama. Ma se esaminiamo ogni singola partita: il Lecce non ha mai fatto una buona prestazione e conseguito un risultato positivo fino dallo scorso mese di agosto, se vogliamo escludere il Santhià che era un impegno facile. Ternana (risultato al 90° di parità), Parma, Salernitana, L’Aquila, Benevento, Catanzaro e Perugia: queste 7 partite equivalgono al peggior inizio di stagione nella storia del Lecce. E’ umiliante per i tifosi del Lecce che da due anni mandano giù bocconi amari per responsabilità altrui, sentir dire che non sarebbe male finire il campionato tra i primi 9 posti per poter giocare i play off, quando un club come il nostro, ricco di storia e di tradizione, dovrebbe avere come obiettivo il posizionamento almeno nei primi 3 posti della classifica. Tra i dati che “brillano” di questa società menzionerei i 5 allenatori (considerando il Lerda-bis) in meno di un anno. I tanti validi collaboratori (tra cui uno dei migliori medici sportivi in circolazione) licenziati ed troppi giocatori affrettatamente scaricati in nome del contenimento delle spese. Oggi ci ritroviamo una squadra con età media di 27 anni, senza considerare che Chevanton non era più ritenuto fisicamente e professionalmente adeguato per il Lecce, salvo poi la firma del contratto con un importante e prestigioso club inglese quale il QPR che contrasta nettamente con tale valutazione.

                                                                                                LU LECCE INTRA LU CORE!!!”

Commenti

1 commento

  1. Scrivi meno e CANTA di più!! Vieni allo stadio e fai quello che ti spetta (cantare), per il resto ci sono i dirigenti (più o meno validi), l’allenatore (BUONO), i giocatori (BUONI ma ne mancano 2-3). 90% di colpa??? MORIERO!!
    Il resto?? Società e ambiente viziato e criticone.
    Vinciamo queste 4 partite (una già vinta in qualche modo) che dici tu poi vedrai che se dovvese succedere (e lo SPERO tantissimo) non ci fermerebbe più nessuno, SCOMMETTIAMO???
    Quest’anno andiamo in B perchè con la serietà e il lavoro oltre a buone qualità si vince sempre. Tutte le componenti ci sono manca la ciliegina… un pò di forza entusiasmo e ottimismo della piazza… TROPPO TROPPO TROPPO criticona!!

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