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LECCE (di Italo Aromolo) – Dopo due sconfitte, finalmente una vittoria a Benevento. Non è, almeno per ora, l’inizio di campionato del Lecce, ma è la storia del popolo romano: nel III secolo a.C., i Romani del generale Pirro tentarono due volte di conquistare la città, invano, e per questo la denominarono Malevento; al terzo tentativo, la città campana dovette capitolare e, dopo averla conquistata, i romani la chiamarono Benevento: da li’ iniziò la gloriosa ascesa del popolo romano.

Così, anche per il Lecce la terza “ battaglia” del campionato si presenta come un “malum eventum”: dopo due sconfitte di fila, i giallorossi arrivano al match di domenica in una disastrosa forma fisica, atletica e psicologica, per di più contro un avversario, il Benevento, tra le squadre più quotate per la vittoria finale, con una rosa molto competitiva e forte di una favorevolissima tradizione nelle sfide con i salentini.

I precedenti storici. Nella sua storia ultra centennale, il Lecce ha incontrato il Benevento solo in 6 occasioni, tutte nell’ex Serie C, collezionando un pessimo bilancio di 5 sconfitte e 1 pareggio. A rafforzare questo score negativo, che vede il Lecce mai vincente in terra campana, s’aggiunge la statistica dei gol fatti (solo 2, media di 0,3 a partita) e di quelli subiti (10, media di 1,7 a partita). Entrambi i gol sono stati realizzati da Fortunato Loddi nell’ultimo confronto (3-2) del 1976: Benevento- Lecce dunque non compare nelle cronache da ben 37 anni. Le due squadre si incontrarono per la prima volta nel marzo del ‘37: il 3-0 fu una debacle per i giallorossi allora guidati da Ferenc Plemich, allenatore più longevo della storia del Lecce, nonché primo straniero. Tre delle sei sfide si sono disputate tra il ’50 e il ’51: per i salentini si registrano  due sconfitte, entrambe per 1-0, e l’unico pareggio, a reti bianche (0-0).

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Curiosità- Al termine dell’ultimo campionato in cui il Lecce sfidò il Benevento, quello del 1975/’76, i salentini si classificarono al primo posto e furono promossi in Serie B; alcune analogie legano quel campionato a quello presente: un ex calciatore giallorosso, Mimmo Renna, alla guida tecnica , una sconfitta a Salerno con due gol al passivo e un inizio di campionato a rilento , con zero vittorie nelle prime due giornate.

Il Benevento oggi: condizione, sistema di gioco ed interpreti-  La squadra dell’ imprenditore dell’eolico Oreste Vigorito è un’habituè della Lega Pro: questa è la 49esima partecipazione, la sesta di fila. Negli ultimi anni gli “Stregoni” – così sono soprannominati i calciatori del Benevento – hanno sempre frequentato i quartieri medio-alti della classifica (nell’ultimo quinquennio due volte al 6° posto, tre volte ai play-off, sempre persi) : anche per quest’anno l’obiettivo è un campionato di vertice e i presupposti per puntare ai primi posti non mancano, sia a livello di squadra che di ambiente. Confermato dalla scorsa stagione, il mister Guido Carboni, con un passato tra gli altri nel Bari e nel Frosinone (dove subentrò proprio a Moriero), ha a disposizione un organico di grande spessore tecnico, la cui punta di diamante non può che essere Felice Evacuo, bomber di razza che vanta un bottino di 58 gol nelle ultime quattro stagioni di Lega Pro (108 partite). In un “Vigorito” che si preannuncia infuocato, Carboni dovrebbe plasmare il consueto 4-3-3, modulo ben rodato, finora utilizzato dagli “Stregoni” in tutte le sfide ufficiali. Il condizionale però è d’obbligo: nel test in famiglia pre-Lecce, dove ha brillato Evacuo con una tripletta, il tecnico ha mischiato le carte per quanto riguarda sia  il modulo, sperimentando un 4-2-3-1, che gli interpreti. Saranno certamente titolari, oltre al forte attaccante pompeiano, il portiere ex Reggina Paolo Baiocco (che pure ha avuto risentimenti fisici in settimana), i difensori Andrea Mengoni e Damiano Zanon, con un passato nel Pescara, insieme a Luca Milesi, in sostituzione dell’indisponibile Signorini; a centrocampo Guido Di Deo, in gol nell’ultima partita contro il Grosseto, e il 22enne Carlo De Risio; in attacco, alla destra di Evacuo, Alessio Campagnacci, che vanta il discreto bottino di 11 gol nelle ultime 3 stagioni alla Reggina. Per il resto, tre i ballottaggi: per il ruolo di terzino sinistro partono alla pari il camenurese Som e l’ex Bari Anaclerio; a centrocampo si contendono una maglia Espinal, giocatore di grande esperienza al 12esimo campionato di Lega Pro in carriera, e Marco Mancosu, fratello del trapanese che ha castigato i giallorossi nella scorsa stagione, con il primo in leggero vantaggio. In attacco, il dubbio per Carboni è tra Cristian Bonaiuto, giovane attaccante classe ’92, e il paraguayano Montiel, anche lui ex Reggina.

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Il Benevento arriva alla sfida con il Lecce in un ottimo stato di forma, mai battuto, con un bottino di 4 punti, conquistati esprimendo un bel gioco, sempre propositivo e votato all’attacco. Accade spesso però  chi si adagi tra lodi e trionfi sia schiantato dall’incontrollabile forza di chi è pronto ad esplodere in cerca di riscatto. Allora l’auspicio è solo uno: che, dopo oltre duemila anni, la storia si ripeta, che dopo due sconfitte arrivi finalmente una vittoria così che “Malevento” possa diventare “Benevento”, per dare il via alla riscossa. Sarà tutto nel segno degli antichi Romani? A Miccoli e compagni la risposta.

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