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Pagelle (2)LECCE (di Massimiliano Cassone) Vola alta sul “Via del Mare” L’Aquila, una neopromossa dalle belle speranze, undici operai che hanno smontato i sogni di gloria di un Lecce impalpabile e brutto. Povero d’idee, l’undici giallorosso, tira una sola volta in porta in tutta la partita, anzi due con il gol di Miccoli allo scadere. Iniziamo dando il voto più alto a Pagliari ed a tutti i suoi “aquilotti”: 8. Hanno svolto il loro compito nel modo più intelligente, passeggiando sulle macerie di un Lecce che è imploso su se stesso. Bravi.

Perucchini 5: incolpevole sui due gol, il primo non lo vede partire proprio a causa della leggerezza di Vinetot e Martinez che lasciano a De Sousa tutto il tempo di fare una doccia, profumarsi, vestirsi e calciare in modo preciso in porta; il secondo è un calcio di rigore e quindi ingiudicabile. Però il giovanotto scuola Milan si è dimostrato impacciato nelle uscite, in particolar modo quando invita Carcione a nozze, lasciando la porta sguarnita. Fortunatamente il pallone finisce ad accarezzare il cielo.

Bencivenga 5,5: almeno lotta, ci prova. Anche se ogni volta che ha il pallone tra i piedi e tenta di ripartire ti fa venite la voglia di portare le mani agli occhi per non vedere quando la perde. Meriterebbe non più di 5 ma quel mezzo voto in più è per l’impegno e in una serata in cui nulla sarebbe da salvare è proprio tanto.

Vinetot 4: imbarazzante, distratto, confuso e confusionario, colpevole sul gol almeno quanto Martinez. Da rivedere. Ha bisogno di tempo ma oggi è stato inguardabile.

Martinez 5: che lui sia di categoria superiore lo sappiamo tutti, oggi però non lo ha dimostrato, a parte qualche chiusura da mastino, è scivolato nell’apatia di una squadra che oggi non è stata una squadra.

Rullo S.V.: esce per infortunio ed è un controsenso dirlo ma si salva dallo scempio.

Sales 4,5: paga lo scotto all’emozione e dimostra di essere come un pesce fuor d’acqua, non conosce i ritmi dei suoi compagni e della squadra, viene buttato nella mischia dopo poche ore dal suo arrivo e questo non è cosa buona e giusta.

Bogliacino 4,5: era lui o non era lui? Speriamo fosse la sua controfigura. Irriconoscibile. Non vogliamo rigirare il dito nella piaga. Merita rispetto per quello che ha dato. Si svegli…

Salvi 7: gladiatore, regista, gambe e testa di una squadra che lo lascia combattere da solo. Non ha paura di nulla eppure è arrivato in sordina come fosse un probabile rincalzo di qualche nome più importante. Bravo.

Ferreira Pinto 4,5: non vorremo infierire per il solo motivo che è arrivato da troppo poco tempo per conoscere automatismi e meccanismi di una squadra che già di suo non ha capo né coda. Corre come se lo inseguissero dei cani rabbiosi. Inconcludente.

Bellazzini 4,5: Confuso forse dai continui cambi di corsia, cerca di correre a destra, sinistra, al centro senza mai riuscire ad essere incisivo. Sembra giochi a “nascondino” ma da chi si nasconde? Forse dall’immagine che tutti avevamo di lui? Al momento è solo la controfigura del calciatore ammirato negli anni scorsi. Anche lui ha bisogno di lavorare molto.

Miccoli 5: per il gol e la rabbia che mette in ogni pallone che tocca nonostante la sua carenza di forma. Troppo solo… se non avesse segnato, anche se non è servito a nulla, non saremmo andati oltre il 4,5. La sua colpa più grande è quella di non riuscire a svegliare i “belli addormentati” vestiti di giallorosso.

Zigoni 4,5: troppo poco in tutto. Nella forma fisica, nei tiri in porta (nessuno), nei contrasti che vince, nella cattiveria che dovrebbe metterci su ogni pallone… troppo poco. Ha bisogno di crescere.

Doumbia S.V.: è entrato in campo?

Parfait 5,5: ottimo approccio alla gara, è un combattente si vede lontano un miglio. Poi si perde e inizia a ringhiare senza più mordere. Da rivedere.

Moriero 4: è un uomo vero e meriterebbe 10, però come lui ha detto, c’è molto del suo in questa “non partita non giocata”. Ha bisogno di tempo per imporre i suoi ritmi e le sue idee, questa squadra, formata da 20 elementi nuovi non è ancora l’orchestra sperata ma è solo uno sparuto gruppo di suonatori di flauto che stonano ogni nota. Ci vuole pazienza ma il voto per oggi non può essere più alto di questo.

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