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Francesco Ghirelli

LECCE – Leccezionale.it ha intervistato il Direttore Generale della Lega Pro Francesco Ghirelli. Con lui si è parlato del difficile momento di crisi che sta investendo anche il mondo del calcio e della ‘norma sull’età media’, sulla quale si sta tanto discutendo in questo periodo. Abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza.

Direttore, la nuova dead-line è fissata per fine mese, il 29 agosto, quando i presidenti di terza e quarta serie saranno chiamati a prendere una decisione sulla norma dell’età media, come andrà a finire?

Ghirelli: “Mi auguro che tutti possano ragionare per il meglio”.

La questione dell’età media sta ponendo seri interrogativi sull’inizio del campionato: si partirà il primo settembre?

Ghirelli: “Secondo me preverrà la ragione. Chi non gioca perde 3-0 a tavolino, non è una minaccia ma è una regola”.

Secondo i calciatori, la norma sull’età media viola la legge sull’accesso al lavoro.

Ghirelli: “Secondo me no, assolutamente no. Bisogna fare chiarezza su qualcosa che appare diverso da ciò che è. Da noi possono giocare anche i 50enni. Le squadre che si adeguano partecipano alla spartizione dell’utile riservato loro, le altre no. Stiamo discutendo della legge Melandri; il 40% degli introiti va diviso in parti uguali tra le società, il 5% in base agli spettatori, il 5% per in base alla classifica, mentre per il resto i presidenti si riuniscono e decidono come impegnare tali risorse, che di solito sono quelle derivanti dalla commercializzazione dei diritti televisivi. Potrebbero dividerlo in parti uguali, invece hanno deciso di ripartirlo tra le società che utilizzano i giovani. La regola prevede che su 11 calciatori in campo (vale per 2/3 della gara mentre nei minuti finali va a decadere) ci possano essere 2 trentenni, oppure 4 ventiseienni. La cosa che non capisco è il motivo per cui non hanno scioperato l’anno scorso quando c’erano da dividere 23 milioni di euro e dovrebbero farlo quest’anno che ce ne sono 7 o 8, visto che gli altri fondi li abbiamo impegnati per finanziare strutture giovanili. Scioperare significherebbe creare un danno alle società, perché fino ad oggi hanno solo sborsato soldi per le fideiussioni, iscrizioni al campionato, calciomercato e, se non scendono in campo, non avranno la prima tranche di denaro perché i tempi giustamente si allungherebbero. Se poi, entro il 15 settembre, non avendo i primi soldi non pagheranno gli stipendi, arriveranno i controlli della Covisoc ed eventuali multe o penalità”.

Damiano Tommasi dell’Aic ha parlato a muso duro contro questa norma, si può trovare un punto d’incontro?

Ghirelli: “Il punto è che devono ragionare su questo calcio: è una struttura che non regge più, questa giostra è troppo esosa. Abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre possibilità. Credo  e spero che prevalga la ragione. Spero si giochi”.

Il diesse del Lecce Antonio Tesoro ha dichiarato: “Noi l’età media non la rispetteremo, perché altrimenti avremmo dovuto fare scelte di mercato diverse”. Cosa risponde?

Ghirelli: “Sulla posizione del Lecce posso solo dire che fa bene a ragionare secondo quelle che sono le proprie intenzioni. Ripeto che non è un obbligo aderire alla norma sul tetto medio dell’età. Sicuramente il Lecce è in grado di mantenere un alto profilo. Chi aderisce prende i contributi, le altre no. Lecce è una grande città, è una grande squadra, la piazza è da serie A e quello che mi sento è farle un grosso in bocca al lupo per il futuro. In Lega Pro abbiamo 69 club, tra cui squadre blasonate come il Lecce, la Salernitana, la Cremonese e altri club con stadi da appena mille spettatori; il nostro compito è far convivere tutti in modo sereno. La riflessione che ci sentiamo di fare è che questo calcio non va più bene. Per anni si è vissuto al di sopra di ogni logica economica. La crisi ha messo a nudo tutto ciò, le aziende non hanno soldi da investire nel calcio e le società spariscono. Ecco perché abbiamo pensato alla riforme, sono di vitale importanza. Da 90 club si passerà a 60: significa che se calcoliamo 30 calciatori per rosa, per 30 squadre, significa che 900 unità lavoro non ci saranno più a causa della crisi. Noi siamo la terza divisione, si deve capire, dobbiamo mantenere un profilo basso e stare con i piedi per terra. Ecco perché bisogna puntare fermamente sui giovani, loro sono la nostra componente principale per salvare il calcio. I nostri ragazzi non hanno nulla da invidiare agli stranieri”.

Cosa si augura per la nuova Lega Pro della prossima stagione?

Ghirelli: “Serve riportare il calcio ad un livello di normalità e sostenibilità, in modo che possa sopravvivere. Mi auguro che tutti capiscano il momento storico che si sta vivendo. Bisogna avere rispetto per tutte le famiglie che non arrivano alla fine del mese. D’altronde, noi chiediamo che si tiri la cinghia di un solo buco”.

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