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Tifosi del Lecce a Bari
Tifosi del Lecce a Bari

LECCE – “Una vittoria, seppure ancora parziale, per tutti i tifosi che hanno ricevuto un danno economico, ma anche esistenziale, nella vicenda del derby Bari-Lecce del maggio 2011″. Così l’avvocato Pinuccio Milli ha commentato la “storica” decisione del giudice monocratico Valeria Spagnoletti di ammettere i tifosi delle due squadre quali parti civili nel processo in corso nel capoluogo pugliese sul famigerato match conclusosi sullo 0-2 in favore dei giallorossi, ma costato poi la retrocessione d’ufficio in Lega Pro alla società salentina.

La decisione è da considerarsi eccezionale, poiché le istanze sono state accolte fin dalle prime battute dibattimentali ed hanno incoraggiato i legali impegnati in questo processo a chiedere di costituirsi parte civile anche nell’altro dibattimento che coinvolge il Lecce, ossia quello del filone di Cremona, in cui si dovrà accertare se anche in Lecce-Lazio di quello stesso campionato si potrebbero ravvisare condotte non regolari da parti di alcuni tesserati.

La vicenda segna al momento un punto a favore dei supporters, vittime ignare ed impotenti di tutta la querelle, nonostente l’avvocato difensore di Pierandrea Semeraro, Andrea Sambati, si fosse espresso contro la costituzione di parte civile dei tifosi del Lecce dal momento che questi non avrebbero subito alcun danno, in virtù dei circa 100 milioni di euro spesi dalla famiglia Semeraro durante la propria presidenza durata 18 anni. Nel frattempo, si attende di capire se il processo in cui devono rispondere dell’accusa di frode sportiva proprio l’ex presidente dell’U.S. Lecce Pierandrea Semeraro, l’imprenditore leccese Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, oltre che l’ex difensore del Bari Andrea Masiello, che però ha già patteggiato la pena ad 1 anno e 10 mesi di reclusione, potrà o meno esser trasferito al Foro di Lecce per competenza territoriale, così come richiesto nei giorni scorsi dai legali di Semeraro.

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