MILANO (di Pierpaolo Sergio) – Il Lecce bissa la sconfitta di misura patita mercoledì cntro l’Inter ed esce sconfitto per 1-0 anche contro il Milan. Prestazione sufficiente solo per un tempo in cui le parate di Falcone e gli errori di mira dei rossoneri lasciano il risultato in bilico. Ripresa dominata dai rossoneri che trovano la rete vincente col neo-entrato Fullkrug proprio come era successo con Pio Esposito quattro giorni fa. La crisi dell’attacco grida vendetta e le giornate passano inesorabilmente con la classifica che si fa sempre più precaria.
FALCONE voto: 7
Il primo interventi degno di nota lo compie al 34° su una girata improvvisa di Pulisic che respinge di piede. Rispetto alla gara di mercoledì contro l’Inter evita i lunghi rilanci in avanti manovrando con più calma dal basso. Nel secondo tempo è subito decisivo su un rasoterra di Ricci che lo impegna in una difficile respinta bassa a fil di palo. Al 62° si supera su diagonale a colpo sicuro di Pulisic deviando il tiro in corner. Ancora decisivo al 73° quando anticipa il neo-entrato Fullkrug a pochi passi dalla linea di porta. La diga cede al 76° su inzuccata ravvicinata ello stesso attaccante tedesco che trova il vantaggio, poi nega il raddoppio a Nkounkou con l’ennesima paratona di serata. Valore aggiunto di un gruppo che si conferma non all’altezza delle sue potenzialità.
NDABA voto: 6
Schierato sul centro-sinistra nella linea difensiva a tre, deve sudare non poco per tenere a bada le incursioni di Saelemaekers che sguscia via a più riprese al controllo di Gallo e Sottil. Sbroglia la matassa in avvio di ripresa su alcune incurioni pericolose in area leccese anche se alla fine deve alzare bandiera bianca pure lui in una serata che si chiue ancora in maniera storta.
TIAGO GABRIEL voto: 6
Deve mantenere ben dritte le antenne per opporsi efficacemente agli inserimenti fin nel cuore dell’area leccese degli attaccanti di Allegri che cercando di prendere sul tempo la linea difensiva giallorossa. Per tutto il primo tempo non concede praticamente nulla, facendo finire spesso in fuorigioco Leao e compagni.
SIEBERT voto: 5,5
Attento e reattivo per tutti i primi 45 minuti in cui chiude con tempismo e personalità ogni scambio negli ultimi vnti metri. Prova anche a sganciarsi in avanti nelle sporadiche riparteze leccesi e va al cross offrendo a Stulic una buona palla che l’attaccante non sfrutta a dovere mancando l’impatto con la sfera. Nel secondo tempo aumentano i pericoli per la porta di Falcone ed ha colpe sulla rete di Fullkrug su cui è in ritardo nella chiusura permettendo all’attaccante di sbloccare una sfida che si stava complicando e non poco per la squadra di casa. Cerca di farsi perdonare sventando due occasionissime per il raddoppio del Milan e finisce proietato in avanti in attesa di un cross che non arriverà mai.
GALLO voto: 5
Preso più volte in mezzo dalle discese lungo la sua zona di compatenza da Saelemaekers e Tomori supera il momento d’impasse stringendo i denti e mantenendo alta la concentrazione. Tenta di affacciarsi anche nella metà campo avversaria anche se i suoi cross non trovano mai i compagni dell’attacco prnti alla deviazione vincente. Cala nel secndo tempo fino a risultare in colpevole ritardo in chiusura su Saelemaekers nell’azione del gol milanista con l’esterno d’attacco che ha il tempo di prendere la mira e servire in piena area piccola Fullkrug. Anche prima
→ (dall’85°) KONAN N’DRI voto: S.V.
Ci prova ma rimbalza addosso ai difensori di Allegri che lo disinnescano con estrama facilità.
RAMADANI voto: 6
Smaltita la rabbia per la squalifica, si riprende il suo posto in mediana macinando la solita quantità industriale di chilometri. Recupera tanti palloni sporchi anche se poi vanifica le successive possibilità di ripartire e fare male ai padroni di casa a causa della mira sbagliata al momento di passare il pallone. Nel secndo tempo è chiamato agli straordinari ma gli manca la necessaria lucidità per opporsi ancora efficacemente alle scorrerie milaniste. Viene anche ammonito ed esce subito dopo per la disperata ricerca del pareggio.
→ (dall’85°) MALEH voto: S.V.
Giocatore dinamico e dotato di carattere. Viene sacrificato in panchina preferendogli un Gandelman che ancora non dimostra di che pasta sia fatto.
COULIBALY voto: 6
Va a ricomporre con Ramadani la barriera davanti all’area giallorossa che tiene bene all’urto per tutta la prima frazione di gioco. Se il Lecce va infatti all’intervallo sulllo 0-0 è anche merito suo per i tanti palloni che sradica dai piedi dei centrocampisti del Milan. Il secondo tempo è tutt’altro spessore e va in difficoltà davanti alle tante palle messe in profondità a tafgliare òa difesa giallorossa come burro. Fa quel che può ma dopo il gol al passivo è solo spettatore del disperato “vorrei ma non posso” della sua squadra che non riesce proprio a pungere lì davanti.
GANDELMAN voto: 5,5
Trova anche stasera una maglia da titolare. Va in pressione ocostante sui portatori di palla milanisti quando la manovra parte dal basso. Girovaga sulla trequarti senza mai accendersi. Non ha modo di impegnare Maignan e resta in campo per tutta la durata del match pur non dando mai l’impressione di poter colpire. In attesa di capire di che pasta sia fatto, al momento resta ancora un’incognita.
SOTTIL voto: 5
Gioca con l’etichetta di ex sia pure avendo appena 8 presenze in rossonero. Cerca di mettersi in mostra con alcune discese a tutta velocità nella metà campo avversaria ma poi vanifica ogni sforzo con una serie di appoggi fuori misura che gridano vendetta. Marcato con le maniere forti dai difensori di Allegri, reclama falli che Zufferli invece non gli fischia mai. Non trova il modo di calciare verso la porta di Maignan e si logora in un continuo vai e vieni a dare aiuto alla difesa in fase di non possesso.La sua scialba serata fatta di tanti errori gratuiti e di troppi spazi lasciati in copertura dura fino al 54° quando viene richiamato in panchina.
→ (dal 54°) BANDA voto: 5
Ci prova a dare velocità nell’asfittico reparto offensivo leccese ma neppure lui ha i numeri per trovare il tiro verso il bersaglio. Anche stasera finisce spesso con l’imbrogliarsi da solo e vanifica le poche palle che gli vengono recapitate.
STULIC voto: 6
La prima palla che potrebbe spizzare verso la rete la riceve al 23° da Siebert ma il suo tentativo di girata di testa fallisce per il mancato impatto con la sfera e l’occasione sfuma. Tanti i duelli, anche rudi, con i difensori rossoneri ma l’arbitro Zufferli troppo spesso sorvola facendolo innervosire. Si fa comunque apprezzare per come aiuta la sua squadra a salire e per alcuni palloni vaganti che recupera sulla trequarti. Esce a poco più di 20 minuti dalla fine in una scelta ultraconservativa del suo allenatore.
→ (dal 68°) TETE MORENTE voto: 5
Gettato nella mischia non si sa bene a fare cosa, conferma tutti i suoi limiti sbagliando passaggi, tentativi di colpi di tacco al limite dell’area di rigore ed agendo da falso nueve che non punge assolutamente. Ovvio che Di Francesco volesse solo fare più densità in mezzo al terreno di gioco quando il Milan stava dilagando ma l’esperimento è miseramente fallito ed il Lecce ha finito senza punta centrale.
PIEROTTI voto: 6
Confermato nell’11 titolare, comincia esterno d’attacco a destra ma ben presto viene arretrato a giocare da quinto di difesa quando il Milan attacca. Al 20° ha una ghiotta occasione per calciare a rete ma chiude troppo la mira e la sua conlusione si trasforma quasi in un assist che in tre dei suoi compagni non sfruttano a pochi metri dalla porta di Maignan. Nella ripresa risulta prezioso quando sventa un paio di occasioni da rete avversarie anche se la suaa generosità evapora quando si porta in attacco. È lì che la manovra giallorossa naufraga e le cifre dell’attacco restano da profindo rosso.
All. DI FRANCESCO voto: 5
Prestazione decorsosa solo per un tempo. Fino a quando reggono le gambe e Falcone compie miracoli il Lecce tiene botta, poi subisce l’iniziativa dei rossoneri che mettono alle corde l’11 salentino lasciato inspiegabilmente senza punti di riferimento in attacco con l’uscita prematura di Stulic. Cambi finali che non apportano la minima pericolosità negli ultimi 20 metri e altra sconfitta che lascia solo amaro in bocca e rabbia per non aver saputo reggere l’urto fino alla fine.















