MILANO (di Pierpaolo Sergio) – Il Lecce tiene testa alla quotata Inter per quasi 80 minuti ma non basta per uscire imbattuti dallo Stadio “Meazza“. Partita ordinata e attenta dei giallorossi che sfiorano anche il vantaggio poco prima della rete di Pio Esposito che decide il match per una sconfitta immeritata. Prestazione sopra la media per molti salentini con menzione per Falcone, Tiago Gabriel, Siebert e Coulibaly.

FALCONE voto: 6,5
Determinante al 6° minuto la deviazione su rasoterra di Bonny innescato da un retropassaggio errato di Maleh. Nell’occasione si fa male ad una spalla ma, dopo l’intervento di sanitari, resta al suo posto. Sarà l’unico intervento degno di nota di tutto il primo tempo, al cui tramonto offre un invitante pallone a Sottil su lungo rinvio di piede che però l’attaccante sciupa calciando a lato. Nella ripresa è presto chiamato in causa da un’incornata di Barella che smanaccia pur se in controtempo salvando la sua rete. Al 52° si accartoccia e bocca a terra un rasoterra lento di Diouf. Controlla bene fino al minuto 78 quando non blocca una botta da distanza ravvicinata di Lautaro Martinez col pallone che finisce sui piedi di Esposito che lo trafigge da pochi metri. Nel recupero si butta in area avversaria alla ricerca del disperato pareggio ma neppure questa volta ci riesce.

DANILO VEIGA voto: 6,5
Copre bene il suo versante di competenza offrendo una buona opposizione alle incursioni nerazzurre. È protagonista al minuto 24 di un rinvio affrettato che regala palla all’Inter, sugli sviluppi avviene un leggero contatto in area tra il suo piede e quello di Bonny. Maresca fischia il rigore ma il Var lo richiama alla revisione e la decisione viene revocata perché il terzino tocca prima il pallone. Al 63° viene ammonito per un’ostruzione su Carlos Augusto. La sanzione non lo limita e continua a macinare chilometri fino al triplice fischio in una prestazione generosa al pari di tanti suoi compagni di squadra.

TIAGO GABRIEL voto: 6,5
In allerta e sempre reattivo sui cross scodellati in area leccese, copre come si deve a turno Thuram o Bonny, scambiandoseli a seconda delle situzioni con Siebert e, senza tentennamenti, guida con personalità la retroguardia salentina nel contenere le offensive meneghine fino all’intervallo. Anche nella seconda frazione di gioco mantiene alta l’attenzione e limita la pericolosità degli attaccanti di casa costretti agli straordinari per scardinare, non senza una buona dose di fortuna, la difesa giallorossa.

SIEBERT voto: 6,5
Ordinato e con la guardia sempre alta, spazza via ogni pallone che spiove negli ultimi 18 metri e controlla a dovere gli avanti nerazzurri che così stentano a rendersi pericolosi. Nel secondo tempo, con l’uscita dal rettangolo verde di Bonny, gli tocca occuparsi di Pio Esposito. L’inter reclama nella ripresa due rigori per presunti interventi irregolari del difensore tedesco che tali non erano e al 73° potrebbe trovare la rete del vantaggio dopo una bella iniziativa in area avversaria conclusa con tiro parato da Sommer che salva il risultato. È ancora più sfortunato al 78° quando scivola in area piccola su respinta di Falcone su tiro di Lautaro Martinez che Esposito schiaccia a rete per il vantaggio interista. Una sfortunata casualità che non toglie nulla ad una prestazione di sontuosa.

GALLO voto: 5,5
Parte bene affaccianosi a più riprese nella metà campo dei padroni di casa. Col passare dei minuti è costretto più alla difensiva visto che l’Inter va subito a pressarlo non appena entra in possesso del pallone. Pur con qualche sbavatura, tiene botta e va al riposo sullo 0-0 anche grazie al suo contributo. Secondo tempo in cui invece si fa prenderedalla frenesia non appena entra in possesso della sfera sparacchiandola malamente in avanti con eccessiva foga e senza lucidità. Vanifica in questo modo anche una potenziale ripartenza in cui Sottil gli chiedeva un passaggio in profondità ed invece serve la palla centrale e fuori misura. Si salva pure lui da qualche scivolata di troppo di un terreno tutt’altro che perfetto ma non convince appieno fino alla fine.

COULIBALY voto: 6,5
Ritrova una maglia da titolare in un turno segnato dalle contemporanee assenze lamentate dal Lecce a centrocampo vista l’indisponibilità di Berisha e Ramadani. Scherma a dovere la propria area di rigore garantendo raddoppi e pressing sui portatori di palla avversari. Macina chilometri su chilometri ed è roccioso nei contrasti con centrocapisti ed attaccanti avversari a cui concede davvero poco.

MALEH voto: 6,5
Arretra la sua zona di competenza lasciando manovrare qualche metro più in avanti Gandelman. Si occupa così di proteggere gli ultimi venti metri in fase di non possesso provando a ribaltare appena ne ha modo l’azione. Si fa rispettare nelle mischie che si creano al limite dell’area leccese e cerca di verticalizzare anche se davanti la sua squadra è spuntata. Rimane in campo fino a 5′ dal termine quando viene tolto dalla contesa esausto.

→ (dall’86°) SALA voto: S.V.
Pochi minuti per lui nel finale, dopo lo svantaggio, senza possibilità di incidere.

PIEROTTI voto: 5,5
Molto mobile ma altrettanto impreciso in avvio di gara. Al 17° rischia un intervento da rigore su Thuram, ma l’arbitro Maresca ammonisce l’attaccante per simulazione e si salva. Al 39° conferma tutte le sue reiterate indecisioni quando vanifica malamente una ripartenza due contro due perdendo banalmente il pallone al limite dell’area interista. Secondo tempo con le idee annebbiate e senza acuti, impegnato solo a contenere e mai a ripartire. Ece soltanto nel finale per la disperata mossa alla ricerca del pareggio.

→ (dall’82°) N’DRI voto: S.V.
Prova qualche accelerazione e nulla più. Ingresso in campo forse tardivo visto lo svantaggio da recuperare.

GANDELMAN voto: 6
Prima da titolare con la maglia giallorossa per l’ex Gent. In area si vede poco per tutti i primi 45 minuti visto l’andamento del match, tuttavia si fa apprezzare per il continuo contendere la sfera ai portatori di palla di Chivu con cui va a contrasto senza risparmiarsi. Al 68° viene richiamato in panchina avendo dato il suo onesto contributo.

→ (dal 68°) KABA voto: 5,5
Poteva entrare nella storia se avesse avuto più freddezza e determinazione nell’azione in cui lascia a Siebert la stoccata a rete deviata e smanacciata da Sommer nel momento più complicato per l’Inter. Un eventuale vantaggio salentino avrebbe potuto scrivere tutto un altro finale per i giallorossi che invece escono immeritatamente battuti.

SOTTIL voto: 6
Per tutta la prima frazione di gioco tenta di incunearsi in area interista sfruttando la sua rapidità. L’occasione più clamorosa gli capita solo in pieno recupero quando, al 48°, riceve un lungo e preciso rinvio di Falcone, vede Sommer fuori dai pali e tenta di beffarlo con un tocco a scavalcarlo, ma il pallone non inquadra lo specchio finendo a lato del primo palo. Rssta in campo fino a poco più di 20 minuti dal termine per poi essere avvicendato e immettere forze fresche.

→ (dal 68°) TETE MORENTE voto: 5,5
Al rientro dopo alcune gare saltate per infortunio, stenta a trovare il passo giusto ed a farsi rispettare nei duelli con gli avversari. Poco nel vivo della manovra, si vede a malapena sia in fase difensiva che nelle sporadiche occasioni in cui il Lecce si è affacciato nella metà campo interista nella ripresa.

STULIC voto: 5,5
Deve fare reparto praticamente da solo. Bisogna aspettare il 44° del primo tempo quando trova il modo di calciare verso la porta ma sbaglia la mira in un’zione di contropiede in cui era stato comunque pizzicato in fuorigioco. Fino ad allora aveva limitato il suo contributo a qualche palla alta contesa e qualche appoggio verso gli esterni d’attacco ma senza essere mai davvero pericoloso. Stesso copion nel secondo tempo in cui non trova modo di calciare mai a rete.

All. DI FRANCESCO voto: 6
Partita complicata per via delle tante assenze e per la differenza di valori in campo. Tuttavia il Lecce dimostra di avere personalità e compattezza giocando un incontro fatto di tanta sostanza senza rischiare più del lecito. La squadra segue i suoi dettami tattici e prova a pungere in contropiede anche se i noti limiti tecnici penalizzano il coraggio mostrato. Perdere ad una manciata di minuti dal triplice fischio aumenta i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato, ma si può consolare con la prestazione corale di spessore dei suoi ragazzi. Cambi forse tardivi e non propriamente azzeccati.

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