CAGLIARI (di Pierpaolo Sergio) – Pessima prestazione corale di uno spaesato e presupponente Lecce che a Cagliari scende in campo con la testa altrove e le gambe molli e subisce per tutto l’incontro la voglia dei padroni di casa. I rossoblù hanno il solo demerito di non chiudere prima la pratica dopo la rete di Maldini e rischiano di pareggiare una gara incredibile con un finale arroventato per un rigore non concesso ai giallorossi su N’Dri e la clamorosa occasione fallita da Siebert da pochi metri. Per il resto si è visto un monologo rossoblù che ha messo alle corde i giallorossi sciatti e senza idee.

FALCONE voto: 5,5
Chiamato fin dalle prime battute a costruire dal basso l’azione, corre inutili rischi sulla pressione degli avanti rossoblù. Incassa la rete che sblocca l’incontro al 29°, quando Maldini viene lasciato liberissimo di colpire di testa da pochi metri dalla linea di porta. Al 39° blocca a terra un potente tiro di prima intenzione di Obert, nell’ultimo pericolo della prima frazione di gioco. In avvio di ripresa è subito salvato dal palo su rasoterra di Mendy. Stesso copione al 63° su punizione di Maldini dal limite che colpisce il montante. Subito dopo commette un grave errore su rinvio di piede che serve gli avversari che per poco non lo beffano, ma si salva sul pallonetto di Felici. Al 79° blocca in due tempi un tentativo di Fadera. Decisiva la parata su Sugamele poco dopo quando nega il raddoppio ai padroni di casa, così come la parata su Adopo all’84°. Finisce andando a giocare disperatamente all’attacco, beccandosi anche un’ammonizione per un acceso battibecco con un difensore cagliaritano.

DANILO VEIGA voto: 4,5
Da quella fascia il Cagliari sfonda a proprio piacimento fin dall’avvio del match senza che trovi necessaria opposizione da parte del portoghese. Si affaccia in avanti a cercare il dialogo con Pierotti, ma dalla sua zona dio palloni interessanti per gli attaccanti non ne arrivano. Deve spesso rincorrere gli avversari che puntano l’area di rigore salentina e deve ringraziare la loro scarsa mira sui cross se non sono altri dolori. Comico lo scontro con Ilic al 55° che permette a Fazzini di andare al tiro sparacchiato, per loro fortuna, in tribuna. Fino al triplice fischio sbaglia qualsiasi pallone abbia tra i piedi o tra le mani lasciando praterie ai contropiede del Cagliari che però non sfrutta tanta grazia.

GASPAR voto: 5
Si occupa di Mendy in collaborazione con Tiago Gabriel e si fa apprezzare per alcuni anticipi che spezzano le trame offensive dei padroni di casa. Tuttavia ha le sue colpe in occasione dell’1-0 lasciando soli due attaccanti a saltare nell’area piccola e concedendo libertà letale a Maldini. Al 37° è costretto al fallo da ammonizione per fermare un contropiede di Fazzini a dimostrazione di quanto il Lecce soffra la rapidità dei rossoblù. Ad inizio di secondo tempo è leggero in un rinvio e permette a Mendy di tirare e colpire il palo. Si rifà all’ora di gioco quando salva alla disperata su passaggio dal fondo dell’ex Felici. Esce al 66° nel triplo cambio dettato dal suo allenatore.

→ (dal 66°) SIEBERT voto: 5,5
Clamorosa l’occasione per pareggiare che fallisce da pochi metri in semirovesciata in pieno recupero. Almeno risulta più attento e ordinato nel controllare gli avanti cagliaritani, imponendo la sua stazza nei corpo a corpo. Anche lui commette però qualche distrazione di troppo che poteva costare più cara.

TIAGO GABRIEL voto: 4,5
Reduce dalla brutta prestazione nel primo tempo disputato contro la Roma, si addormenta letteralmente sul calcio d’angolo che porta al gol di Maldini, lasciato libero di incornare a pochi passi da Falcone. Salva alcune situazioni intricate al limite dell’area con interventi rudi ma efficaci ma non è ancora tornato quel difensore roccioso della passata stagione. Grave l’errore che commette sulla pressione del neo-entrato Felici che gli ruba la sfera e serve a centro area verso i compagni ma Gaspar sventa la minaccia con una deviazione in extremis. Resta sul rettangolo verde quando ad uscire viene chiamato proprio l’angolano.

GALLO voto: 4,5
Al rientro dopo aver saltato la sfida con la Roma, è tra i peggiori in campo dei suoi. Soffre la velocità di Zé Pedro e compagni che lo mettono in imbarazzo con inserimenti ficcanti come quello da cui scaturisce il corner su cui il Cagliari passa in vantaggio alla mezz’ora. Il copione non cambia per tutto il match con chiusure tardive, innumerevoli palloni passati agli avversari anziché ai propri compagni ed una chiara occasione da gol non sfruttata per poco dai rossoblù dopo un erroraccio in ripartenza che aveva spalancato la corsia mancina. Impalpabile e senza grinta come i cross che consegna a Caprile.

ILIC voto: 5
Prima volta da titolare dal 1° minuto per l’ex Toro dopo lo spezzone giocato con la Roma nel turno precedente. Accusa ben presto la fatica e stenta a trovare la giusta misura nei passaggi e nelle chiusure, permettendo agli uomini di Pisacane di attaccare a tutto gas la metà campo leccese. Al 58° ci prova su punizione dal limite ma la mira è alta oltre la traversa. Poco dopo viene richiamato in panchina perché era chiaro che fosse in totale confusione tattica e mentale.

→ (dal 66°) MALEH voto: 5
Avrebbe il compito di dare un po’ di logica allo sconclusionato giro palla leccese, ma anche lui si adegua alla serataccia della compagine salentina e del suo ingresso in campo non resta traccia.

NGOM voto: 4,5
Riproposto nell’11 titolare, va a singhiozzo in mediana dove all’inizio recupera alcuni palloni, ma poi ne perde tanti anche in maniera ingenua innescando le ripartenze degli isolani. Troppo lento e scolastico, finisce con l’essere fagocitato dai rossoblù che lo annullanno senza fare fatica. All’intervallo resta così negli spogliatoi per rendere il Lecce più offensivo, almeno nelle intenzioni, con Fatah.

→ (dal 46°) FATAH voto: 5
Alla prima giocata del suo incontro fa tunnel all’avversario e crea scompiglio nella difesa del Cagliari. I compagni lo cercano però troppo poco, impegnati a fronteggiare la foga dei dirimpettai. Ne consegue che da lì in avanti scompare dal campo.

COULIBALY voto: 5,5
Vince diversi duelli a centrocampo ed al 22° impegna in acrobazia Caprile in una non facile deviazione in angolo che risulta la prima parata degna di nota della partita. Schierato a ridosso della linea d’attacco, fatica col passare dei minuti a fare filtro a centrocampo. Con l’uscita di Ngom e l’innesto di Fatah, Di Francesco lo riporta nella sua posizione più naturale a far coppia con Ilic in avvio di seconda frazione. Tartassato dai centrocampisti isolani, guadagna qualche punizione e possesso palla ma si perde nel marasma generale anche lui.

PIEROTTI voto: 4,5
Si divide tra compiti offensivi e la necessità di supportare Veiga in fase di non possesso finendo spesso col non trovare la giusta misura nei passaggi e negli interventi. Cerca il fraseggio con gli attaccanti di giornata nel tentativo di sorprendere la difesa cagliaritana ma con scarsissima precisione. Quando la percentuale di errori aumenta a dismisura viene finalmente richiamato in panchina.

→ (dall’82°) BERISHA voto: 5
L’unica nota lieta è che si rivede in campo dopo i gravi guai fisici patiti fin dal dicembre dello scorso anno in poi, giocando i minuti finali di una gara in cui il Lecce ha avuto la possibilità di calciare qualche corner, ma le sue battute sono state tutte puntualmente sciupate con tiri bassi o imprecisi per la rabbia del suo allenatore.

STULIC voto: 5,5
Parte titolare per l’assenza forzata di Geubbels ma palesa le solite distrazioni. All’8° ha infatti sul destro un’occasione clamorosa tutto solo davanti a Caprile ma calcia alto. Buon per lui che fosse in fuorigioco. Al 42° si accende in ripartenza e costringe il portiere ad una respinta in corner sul suo sinistro basso. Ci prova ancora nel recupero del primo tempo ma il suo tentaivo è rimpallato in angolo. Sul finire del match potrebbe andare a rete ma il passaggio di N’Dri è troppo lento e Caprile sventa la minaccia. Finale convulso ma lui si defila.

MONTEIRO voto: 5
Esordio anonimo con la maglia del Lecce per l’esterno d’attacco svizzero piazzato alla sinistra della punta centrale Stulic. Si fa vedere per la prima volta al 18° con una conclusione da fuori area sparata però in curva. Da lì in poi si spegne perdendosi in inutili dribbling solo accennati e tanti palloni sprecati sulla trequarti con giocate lente e prevedibili, fino alla logica e inevitabile sostituzione.

→ (dal 66°) NDRI voto: 5,5
A destra prova a ripetere le buone giocate offerte anche con la Roma ma si accende poco e ad intermittenza. Clamorosa l’occasione che ha all’86° quando recupera un errato rinvio di Caprile, ma serve un pallone molle a centro area dove c’era il liberissimo Stulic che viene anticipato dal portiere. Reclama infine un rigore in pieno recupero per un fallo apparso netto del neo-entrato Gagliardini, ma l’arbitro Sacchi lascia correre al pari del Var.

All. DI FRANCESCO voto: 4,5
Lecce inguardabile e messo sotto scacco da un Cagliari che detta legge per 90 minuti con il solo demerito di non chiudere prima la sfida e rischia di pareggiare una partita dominata in lungo e in largo. Scelte tecniche discutibili ed una totale mancanza di concentrazione e di gioco fanno suonare nuovi campanelli d’allarme dopo lo 0-4 con la Roma di sette giorni fa, con l’aggravante che stavolta di fronte c’era una pari grado, almeno sulla carta. Difesa colabrodo, centrocampo che non filtra e non costruisce ed attacco spuntato sono lo specchio del Lecce attuale. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, si potrebbe dire che siamo ancora alla terza giornata e che la condizione deve per forza crescere. Ma se i segnali sono già così preoccupanti per lui, forse sarebbe il caso di un faccia a faccia con dirigenza e squadra e non di esternazioni in conferenza stampa sparse qua e là con la speranza che chi deve avere orecchie intenda.

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