LECCE – Mentre il gruppo 1 dei giocatori del Lecce è chiamato al raduno in sede odierno, aprendo le porte alla stagione 2026/2027, il presidente dei giallorossi, Saverio Sticchi Damiani, ha rilasciato un’intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia. In tal senso, c’è stato modo di analizzare parecchie tematiche legate al club di via Costadura, fra i lavori in corso allo stadio “Via del Mare“, il calciomercato, il sogno di ospitare una gara della Nazionale e magari qualche sfida di Euro2032 e non solo.
Sticchi Damiani parte mettendo il focus sulla nuova stagione, che vedrà il Lecce ancora giocarsi le proprie carte in massima serie per la quinta annata di fila, commentando poi l’addio di Corvino e la conseguente promozione di Trinchera: “La più bella soddisfazione è la frequenza con cui ricorre l’espressione “non era mai successo in più di cento anni di storia”, che speriamo di continuare ad utilizzare per altri risultati unici in campo e fuori. La ricetta dei nostri successi è avere visione e programmazione, l’unico modo per evitare gli sprechi e gli sperperi illogici del calcio. Come cambia il Lecce senza Corvino? Scelsi Pantaleo sei anni fa con la certezza che avrebbe fatto benissimo, il che non era scontato perché in molti lo consideravano a fine carriera. Ero sicuro, invece, che ci avrebbe dato tanto sul piano tecnico ed economico e così in effetti è stato, dopo il periodo con lui ne usciamo rafforzati. Mi sarebbe piaciuto concludere con lui il contratto triennale che aveva recentemente rinnovato, ma era stanco e le scelte personali vanno sempre rispettate. Conosco inoltre perfettamente la sensazione di profonda fatica che si prova a fine stagione, anch’io sono arrivato al triplice fischio di Doveri logoro e consumato. Adesso si va avanti senza di lui, non sarà facile, ma anche nei miei primi anni da presidente, prima del suo arrivo, abbiamo raggiunto risultati sportivi clamorosi, come il doppio salto dalla C alla A ed ora abbiamo tutti dieci anni di esperienza in più sulle spalle. Stefano Trinchera era pronto già da tempo per fare il primo in Serie A – commenta il presidente del Lecce – ha sempre accettato con garbo il suo ruolo solo per il grande rispetto che nutre nei confronti del Lecce e di Pantaleo. È l’occasione della vita ed ha tutte le qualità per fare bene, avrà il mio pieno sostegno. Il rinnovo di Di Francesco? È stata una proposta di Stefano che io e tutta la proprietà abbiamo accolto di buon grado, da tempo ci manca una continuità tecnica che vada oltre la singola stagione, dunque ripartire dallo stesso allenatore dev’essere un vantaggio da sfruttare. Ai ragazzi, nel giorno del raduno, dico: abbiate l’orgoglio di rappresentare al meglio una delle più interessanti realtà calcistiche del Paese, con una tifoseria dal calore e dai numeri sensazionali. Bisogna cambiare mentalità, il Lecce deve diventare un punto di arrivo, non di partenza“.
Il numero uno del sodalizio salentino si è espresso così sulle opere di ammodernamento dello stadio e della candidatura per gli Europei che si terranno fra sei anni in Italia e Turchia: “Già ora sembra un’opera imponente, l’impatto visivo dello stadio è emozionante, bisogna fare i complimenti alle imprese che stanno lavorando duramente ed al commissario Ferrarese che sta vigilando con competenza ed efficacia. Mi sembra ieri quando ne parlai per la prima volta con l’allora ministro Fitto, che senza indugio decise di sostenere il nostro sogno. Sarebbe bello ospitare la Nazionale per una partita prestigiosa che dia la giusta visibilità alla città di Lecce ed al nostro nuovo stadio. Non nascondo di aver già parlato con Malagò di questa possibilità, ci spero molto. Euro2032, qualche novità? È una sfida nella sfida, il nostro nuovo stadio sarà uno dei pochi che avrà i requisiti per ospitare gli Europei del 2032, ci sono altri importanti impianti candidati ma è una partita che possiamo giocare. Già il fatto di essere tra i 10 stadi papabili è uno straordinario punto di partenza per cui devo ringraziare sindaco, vicesindaco ed uffici comunali di Lecce che hanno accolto di buon grado questa mia nuova sfida ed in tempo record hanno predisposto la documentazione necessaria. Pochi giorni fa a Roma, in presenza del commissario per gli stadi, il presidente della commissione sport e cultura Roberto Marti ha ribadito che è una sfida che il Salento vuole vincere, per cui allacciamoci le cinture e partiamo. I lavori a Martignano? Procedono molto bene, il secondo campo è pronto e mister Di Francesco era molto contento di questa notizia. Poter alternare nel medesimo centro sportivo due distinti terreni significa poter disporre sempre di un manto erboso perfetto per gli allenamenti, a proposito di cose mai accadute“.
SSD si è poi focalizzato sul tema legato al nuovo sponsor tecnico, che sarà con ogni probabilità Adidas, marca di caratura globale dopo anni di produzione interna targata M908. Poi, si è espresso sull’imminente campagna abbonamenti, legata ai lavori al “Via del Mare” in sviluppo: “Le novità sullo sponsor tecnico arriveranno a brevissimo. La crescita esponenziale del club, anche in termini di appeal, unita all’ottimo lavoro svolto in questi anni con il nostro M908, ci ha posizionato su una fascia alta di mercato, rendendoci interessanti per dei marchi di fama mondiale. C’è un bel fermento per questo ulteriore passo in avanti. Quanto bisogna aspettare per la campagna abbonamenti? Pochi giorni, noi in realtà siamo pronti da tempo, ma aspettiamo i dati finali sui posti agibili che possono essere messi in vendita dopo i lavori. Rischiamo di perdere qualche centinaio di sedute, pertanto a breve avremo il dato definitivo e potremo iniziare la campagna“.
Così, infine, Sticchi su due temi legati al calciomercato, quali il futuro di capitan Falcone e la cessione di Ramadani al Corum: “Su Falcone ribadisco il concetto detto prima, bisogna cambiare mentalità e capire che il Lecce può essere anche un dignitoso punto di arrivo. Non amo particolarmente le interviste dei nostri calciatori in cui si propongono o sognano altri club. Falcone ha dato tantissimo al Lecce, ma ha anche ricevuto molto, perciò mi piacerebbe restasse con noi. Perché abbiamo venduto Ramadani? Su Ylber abbiamo esercitato un’opzione unilaterale per prolungare il contratto di un anno, poi è arrivata l’offerta dalla Turchia. Non potevamo proporre un rinnovo contrattuale triennale ad un giocatore che va per i 31 anni, si tratta di una operazione logica, Ramadani era contento, l’ho sentito qualche giorno fa ed era molto grato al nostro club. La scorsa stagione facemmo una operazione simile con Baschirotto da cui è scaturita la definitiva esplosione di Tiago Gabriel. La cessione di Ramadani aprirà nuovi spazi a Ngom, un classe 2004 su cui abbiamo fatto un investimento davvero considerevole“.















