VERONA (di Pierpaolo Sergio) – Contro un’Hellas Verona con l’acqua alla gola e retrocessa (insieme al Pisa) in caso di sconfitta il Lecce porta via solo un punto dal “Bentegodi” in un incontro brutto e sciatto, infarcito di un numero esorbitante di errori tecnici. I soliti limiti dei singoli e l’idiosincrasia per il gol rischiano di costare cari ai giallorossi che possono recriminare per un presunto fallo da rigore non fischiato su Cheddira nella ripresa e tirare un sospiro di sollievo per l’annullamento della rete di Edmundsson in pieno recupero grazie ad un’on field review suggerita a Massa dalla Sala Var. Vince la paura e perdono lo spettacolo e la voglia di offrire prestazioni dignitose per 90 minuti.
FALCONE voto: 6
È determinante al 16° quando nega per due volte consecutive la rete a Belghali, su cui salva deviando di testa, e subito dopo su Akpa Akpro mandando la palla oltre la traversa con un’altra deviazione miracolosa. Secondo tempo in controllo assoluto fino al 94° quando Edmundsson commette fallo su un’uscita alta segnando ma, dopo la revizione su richiamo del Var, Massa annulla la rete inizialmente concessa e che sarebbe stata un’atroce beffa capace di decidere l’esito di una stagione.
DANILO VEIGA voto: 6
A sinistra è mobile e deve mantenere dritte le antenne per contenere il rientrante Suslov fino alla sostituzione. Il compito non è semplice ma per tutti i primi 45 minuti si applica e limita l’esterno gialloblù. Poche le discese in avanti dove lascia l’iniziativa a Gandelman e Pierotti. Nel secondo tempo è più propositivo anche se col passare dei minuti perde di lucidità e sbaglia qualche pallone di troppo da scodellare negli ultimi sedici metri.
JEAN voto: 6
Al rientro da titolare dopo un’eternità, deve ricorrere ad ogni espediente per arginare le giocate degli avanti di Sammarco, soprattutto durante il primo tempo. Ripresa senza particolari problemi in cui controlla a dovere le rare incursioni dei padroni di casa, anche se pure lui sparacchia via alcuni palloni di troppo che potevano magari essere gestiti con maggior tranquillità e raziocinio per imbastire una qualche azione offensiva.
SIEBERT voto: 6
Prende per mano i compagni di reparto che guida con carattere sugli attacchi del Verona nel corso della prima frazione di gioco. Se la cava discretamente quando si tratta di distruggere il gioco avversario anche se la musica cambia quando prova ad impostare con i lunghi lanci in avanti spesso fuori misura. Tiene fino alla fine e non concede occasioni da rete agli avversari.
GALLO voto: 4,5
Su Belghali commette i soliti errori in marcatura che stavano per costare molto cari in un paio di occasioni durante il primo tempo. Fa infuriare anche Di Francesco che gli urla di tenere d’occhio l’esterno scaligero senza concedergli tanto spazio alle sue spalle. In avanti si affaccia di rado e con Banda non mostra certo l’intesa dei giorni migliori. Anche nei secondi 45 minuti è poco reattivo e partecipe giocando senza sussulti degni di nota ma con una condotta di gara timida ed ancora sotto le aspettative.
RAMADANI voto: 6
A centrocampo sono tanti i palloni recuperati nelle mischie che si accendono con i padroni di casa, ma anche tanti gli errori di impostazione del gioco. Al 66° si becca un cartellino giallo per un fallo su Sarr in gioco pericoloso con l’arbitro Massa fin troppo severo nel sanzionarlo.
COULIBALY voto: 6
Torna a giocare da mediano lasciando a Gandelman il compito di agire da guastare dietro Stulic. Vince tanti duelli contro i dirimpettai ma anche lui è poco concreto pallone tra i piedi quando sbaglia la misura di alcuni appoggi che fanno sfumare le già rare azioni offensive giallorosse. Al 52° provoca l’ammonizione dell’altro ex Salernitana Akpa Akpro che lo ferma fallosamente mentre stava per servire Pierotti lanciato verso l’area avversaria. Uscito Gandelman viene avanzato di qualche metro e prova ad innescare i compagni dell’attacco e ad affacciarsi in area veronese ma senza troppa fortuna.
GANDELMAN voto: 5,5
In difficoltà nel giocare troppo decentrato sulla destra anziché offrire una sponda all’isolato e spaesato Stulic. Meglio quando deve dare una mano ai compagni della difesa, ma non si fa vedere neppure sulle palle inattive che pure sono una risorsa che pur saprebbe sfruttare. Viene così tolto dalla mischia all’ora di gioco senza lasciare tracce anche nello spicchio di ripresa che disputa in condizioni non ancora buone.
→ (dal 59°) NGOM voto: 6
Gioca appena mezz’ora più recupero e sbroglia la matassa in alcune situazioni intricate senzas sbavature.
BANDA voto: 6
Schierato titolare nonostante una condizione tutt’altro che ottimale, prova un paio di accelerazioni sull’esterno andando poi ad accentrarsi per tentare il tiro in porta ma senza la necessaria precisione. Nella ripresa si accende con un paio di fiammate intorno al 70° quando entra bene in area di rigore anche se poi sbaglia puntualmente l’ultimo appoggio al centro. Al 74° impegna Montipò con un tiro che il portiere veronese alza non senza difficoltà oltre la traversa. Esce solo nel finale quando non ne aveva proprio più.
→ (dall’80°) N’DRI voto: 5,5
S’incarica appena entrato di calciare un’invitante punizione dal limite ma spara la palla in curva vanificando l’occasione. Generoso nel recuperare su un contropiede dell’Hellas in cui spende un fallo da ammonizione. Prova qualche sterzata delle sue fino al triplice fischio ma senza cavare il ragno dal buco.
STULIC voto: 4,5
Gioca quasi svogliato. Lento, macchinoso, appare avulso dalla manovra, tanto che dopo 38 minuti il suo allenatore chiede agli altri in panchina se abbia recepito o meno i suoi dettami tattici. Resta in campo fino all’ora di gioco, quindi lascia il posto come da consolidato e ostionato copione al compagno di reparto Cheddira senza suscitare rimpianti se non per la chance che gli viene concessa ancora una volta.
→ (dal 59°) CHEDDIRA voto: 5,5
La prima situazione da annotare gli capita al 76° su un buon pallone calciato da Banda dalla bandierina ma la sua spizzata finisce larga alla sinistra dell’estremo difensore della formazione di casa. Al 79° reclama un fallo da rigore per un’entrata in ritardo di Valentini ma Massa lascia proseguire anche perché accentua la caduta dopo un fallo che pur poteva starci. Sul prosieguo arriva acalciare in diagonale basso ma il portiere respinge. All’86° si fa ammonire per un’entrata da tergo, quindi si spegne dopo una deviazione fuori misura dal limite dell’area di porta su assist di un compagno.
PIEROTTI voto: 5
Sulla corsia destra di sua competenza è protagonista di un paio di accelerate nel corso del primo tempo. L’occasione più ghiotta per passare in vantaggio gli capita su retropassaggio lento di un difensore veronese, ma Montipò riesce ad anticiparlo di un nonnulla in uscita. Secondo tempo in cui propone le consuete e cucciute incursioni fin sul fondo senza andare mai al tiro e cercando astrusi retropassaggi o cross sul secondo palo dove non ci arriva mai nessun giallorosso. Viene richiamato in panchina a tempo scaduto.
→ (dal 90°) CAMARDA voto: S.V.
Mossa della disperazione. Gli capita appena entrato un pallone che poteva scrivere tutta un’altra storia e sarebbe stata davvero bella da raccontare al rientro dopo l’infortunio e l’intervento ad una spalla ma Valentini gli devia la botta a rete in angolo.
All. DI FRANCESCO voto: 5
Domandarsi se Stulic abbia o meno capito cosa gli chiedeva di fare dopo una settimana di ritiro e 38 minuti di gara già trascorsi è qualcosa di lunare che lascia capire quanto questo Lecce sia in confusione quando si tratta di costruire e cercare la via del gol. Il Verona dimostra maggior pericolosità dei salentini e i soliti errori così difficili da corregere pur a fine stagione nei passaggi e nelle posizioni mantenute male da alcuni suoi uomini sono lo specchio di una stagione che poteva raccontare altre vicende ma che rischia di decidersi solo all’ultima giornata in uno stillicidio di vorrei ma non posso gara dopo gara. E se il Var non avesse corretto Massa sulla rete in pieno recupero di Edmundsson, che aveva caricato Falcone in uscita aerea, la frittata sarebbe stata servita su un piatto d’argento.















