LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Una reazione d’orgoglio nel secondo tempo evita al Lecce un’immeritata sconfitta casalinga contro la Fiorentina passata in vantaggio alla mezz’ora con Harrison. I viola tengono testa per un tempo, poi accusano le fatiche di coppa e soprattutto la voglia dei giallorossi che con Tiago Gabriel trovano il pareggio e sfiorano la tanto invocata e attesa vittoria, ma gli errori sotto porta negano i 3 punti alla formazione salentina. Applausi per l’autore del gol, Falcone e Gandelman, tanti fischi per Gallo e Cheddira.

FALCONE voto: 6
Il primo intervento della serata lo compie al 29° su tiro a giro di Mandragora che devia in volo plastico in angolo. Un solo minuto dopo incassa però il gol di Harrison che lo beffa con una traiettoria a rientrare che si insacca sul secondo palo in maniera imparabile. Poco dopo una scivolata di Piccoli non trova la deviazione vincente su cross basso dalla destra di Dodò e la sfera termina a lato. All’intervallo esce spazientito per l’andamento del match facendo chiaramente vedere di non gradire l’atteggiamento di qualche compagno e dell’arbitro Maresca. Ripresa senza sussulti in cui non è mai impegnato seriamente dagli avversari.

D. VEIGA voto: 6
Parte bene e si mette in evidenza con alcune iniziative sulla fascia destra che creano scompiglio nella retroguardia toscana. Al 10° Gosens, che lo controllava con qualche difficoltà, esce per infortunio a allora cerca di intensificare gli attacchi ma subisce una botta ad un ginocchio che fa temere per il prosieguo e che lo limita in parte da lì in avanti fino al triplice fischio.

SIEBERT voto: 6
Deve badare all’ex Piccoli con il supporto del compagno di reparto che lo aiuta a contenerne l’esuberanza. Si porta in avanti sulle palle inattive ma i traversoni messi in area non arrivano mai sulla testa dei pur alti difensori leccesi. La formazione di Vanoli nel secondo tempo si fa vedere molto poco nella metrà campo leccese e allora deve badare solo alla normale amministrazione.

TIAGO GABRIEL voto: 7
Prova con qualche lungo lancio ad imbeccare gli avanti ma questa tattica non porta frutti neppure stavolta. Anche lui nei primi 45 minuti si fa vedere in area viola sulle palle inattive ma senza fortuna considerato che di palloni non ne arrivano. L’inerzia cambia finalmente al 70° quando schiaccia di testa in rete un calcio d’angolo battuto da Gallo e sfoga sulla bandierina presa a calci la rabbia mista alla grande gioia che però comporta l’ammonizione che, da diffidato, gli farà saltare lo scontro salvezza di Verona.

GALLO voto: 5
Partenza a rilento e poche sovrapposizioni sulla corsia di sua competenza. Quando la Fiorentina alza i ritmi cominciano i dolori. Dapprima da quel versante ci prova Mandragora e il Lecce si salva grazie alla parata di Falcone, subito dopo dalla stessa posizione incassa la rete di Harrison a cui concede la battuta sul palo più lontano. Da lì in avanti va in attacco a cercare fortuna ma la serata storta è tutta nei passaggi fuori misura che spedisce in area e nel retropassaggio nel recupero del primo tempo da centrocampo verso Falcone, senza avversari nei paraggi, anziché sparare la palla in avanti, che fa arrabbiare anche il portiere. I “mugugni” del pubblico in tribuna sono inevitabili ma poi diventano fischi al momento del cambio dopo una serie ininterrotta di errori. Unica nota positiva la battuta del corner da cui scaturisce il pari.

→ (dall’84°) NDABA voto: S.V.

NGOM voto: 6
Un buon primo tempo per il numero 79 giallorosso che recupera diversi palloni in mezzo al campo e si affaccia sulla trequarti cercando anche la via del gol che non trova allo scadere della prima frazione di gioco perché calcia debolmente tra le braccia del portiere ospite. Ci mette almeno grinta e attenzione fino alla sostituzione che arriva poco prima dell’ora di gioco e necessaria per rendere il Lecce a trazione anteriore.

→ (dal 56°) GANDELMAN voto: 6
Ingresso che dà energia e slancio all’asfittico giro palla offensivo leccese. In area tenta la via del gol nelle mischie che si accendono davanti la porta di De Gea ma senza la necessaria fortuna. Con lui, pur a mezzo servizio, il Lecce mostra almeno di poter essere più pericoloso negli ultimi sedici metri.

Ramadani, N'Dri, CoulibalyRAMADANI voto: 6,5
Gli tocca lottare in mediana per recuperare palloni e smistarli verso i compagni dell’attacco che però non li sfruttano a dovere. Meglio quando si tratta di spezzare il gioco avversario che nel costruire quello della sua squadra. Più volte va a protestare con Maresca per alcune decisioni più che discutibili ma l’arbitro resta impassibile. Nella ripresa abbassa la visiera e si fa vedere al 65° con un rasoterra che sibila di poco alla sinistra di De Gea e partecipa attivamente alla ricerca del pareggio dando la carica al pubblico di fede leccese soprattutto dopo l’1-1 di Tiago Gabriel.

COULIBALY voto: 6,5
Riproposto nel ruolo di incursore avanzato del centrocampo, al quarto d’ora va al tiro di prima intenzione ma non inquadra lo specchio della porta. Dialoga spesso con Veiga e Pierotti e da quel versante il Lecce è inizialmente più pericoloso anche perché a destra i giallorossi creano ben poco con Gallo e N’Dri. Nel finale di prima frazione scodella un pallone sul secondo palo cercando forse la porta ma non trova né lo specchio né N’Dri che alla disperata cerca di arrivare su quel pallone alto e lungo. Secondo tempo di sostanza in cui continua a rimediare agli errori di alcuni suoi compagni e sventa un paio di ripartenze ospiti potenzialmente letali. Ci prova anche in una delle tante mischie davanti la porta viola ma il tiro viene respinto in corner.

N’DRI voto: 5,5
Resta un oggetto misterioso. A tratti inconcludente e arruffone col pallone tra i piedi. Al cross inanella una serie di palloni addosso a Dodò o all’avversario di turno. Si accende però all’improvviso nella ripresa quando crea alcune situazioni di pericolo, soprattutto poco prima della sostituzione, che il pubblico non gradisce, ed esce tra gli applausi dei tifosi visibilmente scontento pure lui della decisione del suo allenatore.

→ (dal 56°) BANDA voto: 6
Non è al meglio e si vede. Pur con i soliti limiti al momento del cross e le immancabili scivolate con e senza pallone tra i piedi, va vicino al gol con un bel tiro che impegna De Gea costretto ad allungarsi e deviare in angolo.

CHEDDIRA voto: 4,5
Per la legge dell’alternanza stavolta parte lui nell’11 titolare ma si conferma un problema anziché una risorsa. Al 17° va vicino al gol ma il suo colpo di testa a palombella trova la respinta quasi sulla linea di Fagioli. Resta quello l’unico squillo della sua serata in cui poi evapora senza rendersi mai più davvero pericoloso. L’emblema della sua ennesima gara da dimenticare è il tiraccio da quaranta metri che cerca di scagliare in porta ma che finisce col colpire la bandierina del calcio d’angolo tra i sonori fischi dei tifosi giallorossi che lo accompagnano anche al momento dell’uscita dal rettangolo verde.

→ (dal 56°) STULIC voto: 5
Il torpore che lo assale appena calca il prato verde è davvero stucchevole e incomprensibile. All’81° Gandelman gli serve un perfetto assist a pochi passi dalla porta avversaria che manda di testa fuori dallo specchio. Scelte dei tempi sui passaggi sbagliate e poca corsa infarciscono la sua scialba prestazione. Non alza il livello di pericolosità dell’attacco del Lecce che se fa tanta fatica ad andare a rete è soprattutto per la loro manifesta idiosincrasia verso il gol.

PIEROTTI voto: 5
Ci mette il fisico nei ripetuti corpo a corpo che ingaggia con gli avversari di serata. Accompagna bene la manovra che si sviluppa lungo la fascia destra in sintonia con Veiga e Coulibaly che gli danno supporto. Dopo la rete incassata, Di Francesco lo scambia di posizione con N’Dri, ma la mossa sembra spegnerlo. Va a fiammate nella ripresa quando partecipa con il resto della squadra all’assalto alla porta della Fiorentina ma si divora una clamorosa palla-gol calciando col corpo all’indietro alto oltre la traversa.

All. DI FRANCESCO voto: 6
Alla fine il Lecce recupera la rete incassata che pareva aver spezzato le gambe dei suoi ragazzi e già questa è una buona notizia. La gestione tetragona dei cambi gli sorride solo perché Tiago Gabriel evita una sconfitta che avrebbe avuto effetti devastanti sul morale dello spogliatoio e della piazza. I tifosi contestano soprattutto la sostituzione di N’Dri nel suo momento migliore per un Banda non al meglio ma alla fine ha ragione lui visto che porta a casa un punto che permette alla squadra di uscire imbattuta e agganciare la Cremonese. La condizione di molti calciatori è limitata da infortuni o fardelli psicoloigici e l’assenza dell’autore del gol nella prossima trasferta a Verona sarà un motivo in più su cui lavorare nel lungo ritiro in Veneto.

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