LECCE – Alla vigilia di Bologna-Lecce a presentare il prossimo impegno dei giallorossi è stato stamattina il tecnico Eusebio Di Francesco. In avvio l’allenatore è tornato su quanto di buono ha visto nei primi 25 minuti con l’Atalanta, con la squadra salentina che dovrà ripartire da lì per tornare ad avere la propria identità e fare punti dopo tre sconfitta di fila. I felsinei tra le mura amiche si esprimono meno bene rispetto alle gare in trasferta ma le tante soluzioni in rosa per mister Vincenzo Italiano fanno sì che siano sempre temibili.

Per Di Francesco il Lecce deve tornare ad essere competitivo come quello visto prima della gara con la Dea, anche se c’è Gandelman che si è allenato a singhiozzo, come Gallo che è aggregato ma con un solo allenamento nelle gambe. Coulibaly è cresciuto di condizione e si candida a tornare titolare. In settimana si è lavorato anche sul piano psicologico per aiutare il gruppo dopo i fischi ricevuti lunedì da gran parte dei tifosi in tribuna. Per Di Francesco occorre avere uno spirito costruttivo e sostenere soprattutto i giocatori più giovani e fragili che sono i primi a patire un certo clima, come accaduto a Fofana.

L’allenatore dei salentini si è poi “scaldato” replicando ad alcune considerazioni arrivate da fuori che vorrebbero Camarda poco utilizzato nel Lecce ricordando che si tratta di valutazioni superficiali che non tengono conto del fatto che l’attaccante sia indisponibile per l’operazione alla spalla subita nei mesi scorsi. Inoltre, sul possibile utilizzo di Sala e Marchwinski la risposta è stata chiara: si predilige puntare chi finora ha dato qualcosa senza modificare l’assetto tattico della squadra giallorossa, il che significa che lo spagnolo può ambire a scendere in campo magari a gara in corsa, mentre il polacco continuerà a fare panchina nonostante l’impegno in allenamento.

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.