LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Si scioglie come neve al primo sole primaverile un Lecce fin troppo timido e sperimentale che concede all’Atalanta tre reti ma che rischia di incassarne almeno altrettante. Partita di difficile lettura visti i tantissimi errori dei singoli e di squadra che segnano un incontro in cui a salvare la faccia è il solo Falcone. Discutibili le scelte di formazione iniziali così come quelle a match in corso.

FALCONE voto: 6,5
Il solo a salvare oggi la faccia. Tiene aperto inizialmente il risultato al 19° su piattone da pochi metri di De Ketelaere che smanaccia in angolo. La rete arriva poco prima dela mezz’ora con Scalvini che lo supera con un preciso e potente digonale a mezza altezza. Altra parata decisiva al 42° su Krstovic a cui nega il raddoppio. Le sue parate non bastano però e contenere il passivo visto che i bergamaschi affondano come lame nel burro e segnano altre due volte con lo stesso Krstovic prima e Raspadori poi nonostante altre sue parate degne di nota.

D. VEIGA voto: 5
Vive un pomeriggio di grande corsa e sacrificio con il Lecce che cerca di attaccare prevalentemente dalla corsia destra, dove agisce anche Pierotti. I capovolgimenti di fronte lo costringono a repentini recuperi e corse a perdifiato che talvolta lasciano scoperto quel versante. Anche lui scende in campo non in perfette condizioni e viene avvicendato nella ripresa ma da lì in poi aumentano i dolori e le reti incassate.

→ (dal 67°) N’DRI voto: 4,5
Semplicemente imbarazzante. Trova il modo di sbagliare ogni cross che effettua e fa spazientire il pubblico di casa che lo fischia a ragion veduta. Viene allora spostato sulla fascia destra ma scompare senza lasciare tracce.

TIAGO GABRIEL voto: 5
Anche lui vive un pomeriggio da dimenticare con errori insoliti e atteggiamento rinunciatario. Gli tocca badare a De Ketelaere che non è quel calciatore ammirato in altre occasioni ma capace di creare comunque pericoli e assist per i compagni d’attacco come accade al 28° quando serve il liberissimo Scalvini che sblocca il match. Fino al triplice fischio viene subissato dagli avanti atalantini che in area fanno i propri comodi.

SIEBERT voto: 5
Se la vede con l’applaudito ex Krstovic con cui ingaggia duelli fisici ed a tratti ruvidi. Il montenegrino cerca di eluderne la marcatura e dalla mezz’ora in avanti vive un pomeriggio da protagonista segnando una rete, servendo assist a ripetizione ai suoi compagni e cercando anche la doppietta. Nel frattempo il suo controllore gira a vuoto e gli lascia spazi mortiferi.

NDABA voto: 4,5
Schierato titolare al posto dell’infortunato Gallo, soffre le accelerazioni degli atalantini e si fa beffare da Scalvini nell’azione del vantaggio ospite quando una semplice finta basta a farlo sedere per terra e lasciare via libera alla battuta a rete con la complicità di Ngom. In avanti spinge molto poco e non offre a Banda sovrapposizioni in grado di creare superiorità sulla fascia mancina leccese. Quando i giallorossi iniziano a sprofondare palesa tutti i propri limiti tecnici e infarcisce la sua gara di errori imbarazzanti a ripetizione.

NGOM voto: 5
Primo tempo in semi-controllo in cui si vede poco ma almeno limita la pericolosità dei costruttori di gioco di Palladino. Di contro, in fase di possesso non dà un apporto tangibile al giro palla giallorosso che stagna sulla trequarti con infruttuosi tocchi in orizzontale o verticalizzazioni imprecise che creano mugugni tra il pubblico. Ha qualche responsabilità anche sulla prima rete ospite.

RAMADANI voto: 5
Nell’inedito centrocampo di giornata ha il suo bel da fare nel cercare di coordinare Ngom e Fofana ma il pressing accennato sui portatori di palla nerazzurri è spesso confusionario, lento e impacciato. L’Atalanta ringrazia e, dopo un avvio di gara in clima Pasquetta, comincia ad accelerare e creare pericoli per la porta leccese. Dopo lo svantaggio le difficoltà si moltiplicano e se il Lecce chiude i primi 45′ sotto di un solo gol è solo grazie a Falcone. Nella ripresa Ederson comincia a giocare sul serio e sono dolori. Al 67° esce per ridisegnare una formazione ancor più sperimentale e sconclusionata.

→ (dal 67°) COULIBALY voto: 5
In ombra e senza possibilità di dare il proprio pur limitato contributo a causa di una condizione ancora approssimativa dopo l’infortunio.

FOFANA voto: 4,5
Impacciato e fuori contesto perché fuori ruolo. Per larghi tratti abbozza pressing e buone intenzioni che però sbattono contro la realtà di una tecnica tutt’altro che sopraffina. In più, si divora all’11° la prima occasione da gol dell’incontro sparando in curva un pallone da centro area. Di Francesco spesso allarga le braccia dopo un suo errore ma la scelta di schierarlo dietro la linea d’attacco non è certo stata del calciatore. All’intervallo viene lasciato negli spogliatoi.

→ (dal 46°) GANDELMAN voto: 5
Dopo la chiamata (ed il gol segnato) in Nazionale, gioca solo da inizio ripresa. Per lui appena un tiro ciabattato tra le braccia di Carnesecchi ed un altro alto oltre la traversa.

BANDA voto: 5
Corre come un matto non appena entra in possesso del pallone anche se alla fine crea davvero poco. Va a schiantarsi contro i difensori ospiti e non trova mai modo di concludere nello specchio della porta di Carnesecchi, se non con un tiro a giro alto di poco.

CHEDDIRA voto: 4,5
Anche stavolta delude le attese pur partendo titolare e disputa una non-partita culminata con i sonori fischi al momento della sua tardiva sostituzione.

→ (dal 78°) STULIC voto: 5
Dovrebbe fare chissà quale miracolo per ribaltare uno 0-3, risultato sul quale viene spedito sul terreno di gioco per lo spezzone di match che gli è concesso ostinatamente da unico terminale offensivo anziché lasciare in campo un pur spento Cheddira a tentare di dare un senso al loro ruolo in questa stagione.

PIEROTTI voto: 5
Latita in marcatura e fa acqua sia in fase di attacco che quando viene arretrato nel secondo tempo ad agire da terzino per l’uscita di Danilo Veiga. Prestazione incolore anche da parte sua.

All. DI FRANCESCO voto: 4,5
Pur con l’attenuante delle tante assenze, la squadra che presenta in campo dall’inizio è un miscuglio mal riuscito di giocatori fuori ruolo e con la testa altrove. L’Atalanta mantiene una versione pasquettara solo per una ventina di minuti poi comincia a spingere ed a mettere alle corde un Lecce balbettante e senza sangue nelle vene. I fischi che piovono dalle tribune sono la logica conseguenza di scelte cervellotiche anche a partita in corso che lasciano non pochi dubbi.

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