COMO (di Pierpaolo Sergio) – Il Lecce si illude in riva al Lago di Como passando in vantaggio al 14° con Coulibaly, ma da lì in poi è quasi un monologo dei lariani che schiacciano i giallorossi nella propria metà campo con percentuali di possesso palla da capogiro. I biancazzurri trovano così le reti di Douvikas, Rodriguez e Kempf che mettono a nudo le lacune tecniche e caratteriali dei salentini che cedono con eccessiva facilità e senza trovare più modo di impensiere minimamente Butez nella ripresa.

FALCONE voto: 5,5
Al 9° minuto respinge di piede una botta centrale di Douvikas abile ad inserirsi tra le maglie della difesa. I lariani iniziano a premere sull’acceleratore e dapprima vanno vicino al pari con Rodriguez per poi segnare l’1-1 al 18° con Douvikas che da pochi passi appoggia in rete su passaggio dello stesso Rodriguez. Al 19° rischia l’infortunio scivolando su un banner pubblicitario che gli fa girare una caviglia ma resta al suo posto dopo l’intervento dei sanitari. Becca la seconda rete da Rodriguez al 35° dopo un’uscita avventata che permette all’attaccante di aggirarlo ed appoggiare in gol. La terza rete la subisce al 44° su incornata da pochi passi di Kempf lasciato tutto solo libero di colpire a botta sicura ancora da pochi passi. Nella ripresa al 79° evita la quarta rete al passivo del neo-entrato Morata che calcia debolmente dopo una rapida ripartenza. Altra respinta di piedi su Diao all’86° nell’ultima occasione dei lariani per arrotondare il punteggio.

D. VEIGA voto: 5
Concede spazi mortiferi agli esterni comaschi che da quella parte attaccano a ripetizione e sfondano in area leccese come in occasione del gol del pari biancazzurro in cui Sieber viene lasciato solo nell’uno contro uno con Rodriguez. Lento nei recuperare la posizione, al 43° subisce una botta al capo ma Fourneau lascia proseguire. Il Como conquista una punizione da cui nasce il terzo gol di giornata con inzuccata solitaria di Kempf che sfugge alla marcatura proprio del portoghese. Un po’ meglio con il ritorno della difesa a 4 in cui subisce meno iniziative lariane e contiene con maggior efficacia le scorrerie nella propria metà campo. Trova anche modo di farsi vedere in avanti anche alla fine se non imbastisce neppure un cross.

NDABA voto: 5
Douvikas gode di eccessiva libertà in area salentina e puntualmente colpisce alla seconda occasione che gli capita. Inserito per rendere la difesa del Lecce più impermeabile, soffre la mobilità degli attaccanti di casa. È lui che tiene in gioco Rodriguez nell’azione del raddoppio comasco non facendo scattare il fuorigioco. All’intervallo viene lasciato negli spogliatoi per ridisegnare tatticamente la sua squadra.

→ (dal 46°) PIEROTTI voto: 5,5
Almeno si fa vedere fin dentro l’area di rigore del Como e qualche buon pallone recuperato sulla trequarti nonostante un secondo tempo soporifero del resto della squadra salentina, che gira a vuoto senza colpo ferire.

TIAGO GABRIEL voto: 5
Tanta fatica nelle chiusure sugli inserimenti in verticale del Como. Fin dalle prime battute appare in ritardo in marcatura e gli avversari hanno spesso modo di rendersi pericolosi negli ultimi sedici metri. Troppo facili gli uno-due fin dentro il cuore dell’area di rigore leccese che fanno girare la testa a lui ed ai suoi compagni. Qualche segnale di ripresa nel secondo tempo, poi è sostituito nel finale per far posto al compagno di reparto assente da lungo tempo.

→ (dall’83°) GABI JEAN voto: S.V.
Si rivede finalmente in campo dopo il grave infortunio e tanta panchina.

SIEBERT voto: 5,5
Si trova più volte in avvio di gara a fronteggiare gli avanti lariani in inferiorità numerica. Ne consegue che la squadra di Fabregas si fa minacciosa a più riprese fino a trovare l’immediato pareggio. In marcatura pure lui patisce il dinamismo degli avanti biancazzurri e deve ammainare bandiera sotto i colpi di una squadra tetragona e votata ad offendere. Al 68° nega al neo-entrato Nico Paz la gioia della segnatura sempre da pochi metri murandogli la deviazione sotto misura. Tra primo e secondo tempo rischia anche su due inteerventi su cui il Como chiede il rigore ma arbitro e Var sono di parere opposto.

GALLO voto: 4,5
Inizio incoraggiante con alcune discese nella metà campo avversaria a creare superiorità insieme a Banda. Sbaglia un cross per Cheddira tutto solo in area di rigore che poteva forse cambiare la storia della partita, poi comincia ad arretrare il proprio raggio d’azione sotto gli attacchi dei padroni di casa che mettono alle corde il Lecce, segnando con estrema facilità non appena imprimono velocità alla propria manovra. Davvero troppi gli errori di misura nei passaggi e pericoli maggiori che arrivano puntualmente dalla sua zona di competenza anche nella ripresa. 

COULIBALY voto: 6
Trova la rete che sblocca il match al quarto d’ora quando iuncorna con forza un preciso cross di Banda dalla sinistra trafiggendo imparabilmente Butez. Al 35° è sfortunato nello scivolare su rilancio di Falcone quando pe4rde il controllo della sfera che il Como tarsforma in oro con l’immediato appoggio in profondità di Perrone per Rodriguez che va a segnare il 2-1. Il seguito della sua partita è in linea con la pochezza espressa da tutto il Lecce che non trova modo e tempo di arrivare ad impensierire Butez nonostante ci provi fino alla fine.

RAMADANI voto: 5
Deve correre a destra e a manca per tentare di chiudere le linee di passaggio agli uomini di Fabregas. Il risultato è un’estrema confuzione con il pallone tra i piedi che scotta e che puntualmente finisce con il servire agli avversari. In avanti si fa notare al 40° con un tiro fuori dallo specchio da fuori area. Secondo tempo fatto di tanta corsa ma senza costrutto e tanti appoggi in orizzontale che non sortiscono effetti.

GANDELMAN voto: 5
Pur in non perfette condizioni fisiche, gioca titolare a supporto di Cheddira e Banda. La tendinopatia al ginocchio lo condiziona ma stringe i denti e tenta di portare in avvio di match il pressing fino a Butez. Il suo apporto è comunque limitato e ben presto se ne perdono le tracce, con il Como che approfitta di un elemento non al meglio tenuto pder mancanza di alternative sul rettangolo verde anche troppo a lungo con due gol da rimontare.

→ (dal 58°) NGOM voto: 5
Lento e macchinoso, brilla per errori in mezzo al campo e palloni persi ingenuamente mentre ne era in possesso. Poco filtro e tanta confusione in una prestazione non certo da ricordare.

CHEDDIRA voto: 5
SCome spesso accade, è abbandonato a se stesso lì in attacco. Mai servito dai compagni, prova a fare densità a centrocampo in fase di non possesso ma il suo contributo è ben poca cosa e i difensori lombardi trascorrono un pomeriggio tranquillo, solo scomposto per qualche minuto dall’improvviso vantaggio di Coulibaly. Resta in campo fino a quasi l’ora di gioco per poi essere richiamato in panchina senza aver minimamente inciso.

→ (dal 58°) STULIC voto: 5
Pure lui non al top della condizione per i postumi di un problema ad una caviglia, viene mandano in campo per sostituire il compagno di reparto. Si limita a meno del compitino e non ha maniera di rendersi mai pericoloso.

BANDA voto: 6
Al 10° del primo tempo è sua la prima conclusione nello specchio del Lecce ma Butez è attento e blocca senza affanni. Quattro minuti dopo, pennella un prefetto assist per la fronte di Coulibaly che segna e porta in vantaggio i giallorossi. Ci prova ancora a rendersi pericoloso da quella fascia ma i marcatori gli prendono meglio le misure e lo limitano da lì in avanti. Nella ripresa ricade nelle vecchie pecche commettendo due intereventi al limite che gli costano un’ammonizione sintomo della frustrazione che lo assale dopo diversi errori tecnici. Poco dopo viene richimato in panca per non rischiare un’altra espulsione.

→ (dal 73°) SOTTIL voto: 5
Dovrebbe imprimere energia e maggior dinamismo alla corsia mancina, invece si limita a trotterellare senza mai affondare i colpi.

All. DI FRANCESCO voto: 5
La tattica studiata in settimana per mettere in difficoltà il Como dura lo spazio di un quarto d’ora. Pur in svantaggio, i lariani imprimono la giusta accelerazione che gli permette di sbarazzarsi del Lecce con estrema facilità. La difesa a 5 con l’inserimento di Ndaba che non dà i frutti sperati ed anzi continua a beccare rete da palla inattiva. L’esperimento intendeva ricalcare quanto era riuscito alla Fiorentina, ma i giallorossi si confermano troppo molli per resistere sotto gli attacchi e finiscono ben presto col capitolare senza opporre una degna resistenza. Ridisegna tatticamente la formazione inserendo all’intervallo di Pierotti ed l’escludendo Ndaba per proporre una sorta di 4-4-1-1 che almeno argina l’emorragia di reti al passivo ma non serve per rendersi pericolosi in area avversaria.

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