LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Buon primo tempo del Lecce che non basta per evitare la sconfitta contro un’Inter in difficoltà solo per una frazione di gioco ma poi salita in cattedra e abile nello sfruttare le palle inattive, tallone d’Achille dei giallorossi che confermano di soffrire i corner e le punizioni. Buona la prova di Siebert e Tiago Gabriel, come pure il primo tempo di Gandelman.
FALCONE voto: 6
Subito impegnato in avvio di match da Luis Henrique quando salva la sua rete in collaborazione col neo-entrato Siebert. Al 26° smanaccia in corner un tiro ciabattato di Esposito e, dieci minuti dopo, è reattivo e deviargli in angolo anche una spizzata da posizione angolata. Nella ripresa è salvato da un check del VAR che annulla una rete di Dimarco per iniziale fuorigioco di Thuram, poi dagli errori di mira degli ospiti in area ma deve capitolare al 75° su tiro deviato di Mkhitarian. Al 79° nega a Dimarco il raddoppio che però becca a breve giro di posta su inzuccata di Akanji da pochi passi e su cui non appare esente da qualche responsabilità per la mancata uscita.
DANILO VEIGA voto: 6
Grande corsa e grande applicazione nei primi 45 minuti in cui è un motorino inesauribile lungo la fascia destra leccese. In collaborazione con Pierotti mette il bavaglio a Dimarco e limita la pericolosità degli avanti ospiti che avanzano a difficoltà negli ultimi sedici metri. Si sgancia anche in attacco per mettere cross invitanti per la testa di Gandelman e Cheddira che tuttavia non trovano modo di incidere sotto porta. Finché mantiene lucidità e corsa resta a galla, appena cala di giri sono dolori. Da un suo affrettato alleggerimento in angolo nasce il raddoppio interista.
GASPAR voto: S.V.
Neppure un giro di lancette e deve abbandonare il terreno di gioco dopo uno scontro con Thuram.
→ (dal 4°) SIEBERT voto: 6,5
Entra a freddo e va aprendersi cura di Thuram. Al 9° salva sulla linea una conclusione di Luis Henrique deviata da Falcone. Da lì in poi è un crescendo di interventi risolutivi dentro e fuori l’area di rigore. Controlla senza affanni Thuram ed Esposito e ne limita la pericolosità. Anche dopo i cambi di Chivu si fa rispettare nei duelli che ingaggia con le punte avversarie.
TIAGO GABRIEL voto: 6,5
Lotta di fisico con Esposito ed al 18° viene ammonito da Manganiello per un prsunto fallo al limite. Gioca spesso d’anticipo ma al 43° rischia il secondo cartellino giallo per un’entrata in ritardo a centrocampo su Susic che l’arbitro non sanziona. Conclude bene comunque il primo tempo con chiusure tempestive e precise.
GALLO voto: 5
Molta corsa ma non accompagnata da altrettanta lucidità quando si tratta di servire il pallone al compagno di fascia Sottil. In marcatura deve spesso rincorrere gli esterni di Chivu che trovano spazi da sfruttare per mettere palloni pericolosi a centro area. Le cose peggiorano nel secondo tempo quando si fa saltare con snervante continuità.
RAMADANI voto: 5,5
Va in pressing sui portatori di palla nerazzurri con costanza e determinazione. Al 33° ha sul destro una ghiotta occasione ma affretta il tiro e la sfera termina alta oltre la traversa. Col passare dei minuti inizia a commettere errori tecnici a ripetizione che penalizzano la squadra e fatica a tenere il passo dei neo-entrati sul fronte opposto.
COULIBALY voto: 5,5
In mezzo al campo fa tanta legna nel primo tempo. Corre a perdifiato appresso ai centrocampisti dell’Inter che costringe ad accelerare la giocata con conseguente aumento della percentuale di errori. Sradica palloni su palloni per tutti i primi 45 minuti dai piedi avversari e li trasforma in potenziali ripartenze. La musica cambia nettamente nella ripresa quando annaspa assieme a tutta la squadra.
GANDELMAN voto: 6
Reduce dalle due reti nelle ultime due giornate, gioca sulle ali dell’entusiasmo anche se per tutta la prima frazione non trova il modo di impegnare Sommer. In compenso si fa apprezzare per la continua corsa a contrastare i centrocampisti interisti e la voglia di ribaltare l’azione da difensiva in offensiva. Spende tanto e viene sostituito dopo aver dato tutto anche se la sua uscita si fa sentire.
→ (dal 59°) NGOM voto: 5,5
Entra perché dovrebbe dare più solidità al centrocampo del Lecce ed interrompere le trame di gioco che i nerazzurri imbastiscono sulla trequarti cercando varchi per far aprire la difesa giallorossa. Il compit è improbo visto che entra nl momento in cui il Lecce va in apnea e soffee come tutti gli altri giallorossi la maggiore verve avversaria.
PIEROTTI voto: 5,5
La sua gara è tutta di sacrificio nel fare su e giù lungo la corsia destra a dare aiuto a Danilo Veiga in marcatura e chiudere la corsia alle sempre temibili discese di Dimarco. Ne consegue che diventa difficile essere lucido quando il Lecce tiene palla negli ultimi trenta metri non riuscendo a trovare la giocata giusta per imbeccare i compagni dell’attacco o tentare la via del gol personale. Esce nel finale per tentare l’impresa della rimonta che non arriva.
→ (dal 79°) STULIC voto: 5,5
Era un esperimento per vedere assieme le due punte ma non riceve lo straccio di un pallone giocabile.
CHEDDIRA voto: 5,5
Agisce da guastatore al centro della difesa interista. Al 10° costringe De Vrij ad un fallo che ne comporta l’ammonizione poiché l’attaccante giallorosso era lanciato verso la metà campo avversaria tutto solo. Non va al tiro per tutta la durata dell’incontro anche perché scarsamente servito dai compagni. Nel finale si potrebbe giovare di Stulic al suo fianco ma il Lecce è ormai evaporato ed anche lui affonda senza colpo ferire.
SOTTIL voto: 5,5
Sulla corsia mancina trova spazi inattesi che tuttavia non sfrutta a dovere. Corre lungo tutto quel versante nel tentativo di supportare Gallo che stenta a tamponare le incursioni interiste da quella fascia. La situzione diventa ancor più lampante nella ripresa quando l’Inter preme sull’acceleratore e tiene in apnea i salentini. Allora viene richiamato in panchina per immettere energie fresche.
→ (dal 59°) BANDA voto: 5,5
Viene cercato per sfruttarne la velocità e cercare di incunearsi in area interista. Torna però a dimostrarsi troppo precipitoso e fumoso nel controllare la palla che finisce col perdere puntualmente dai piedi. Una serie di giocate solo abbozzate e mai riuscite che mortificano le speranze di recuperare lo svantaggio.
All. DI FRANCESCO voto: 6
Prepara con meticolosità la sfida a Chivu e per tutto il primo tempo il Lecce si dimostra sul pezzo e sempre attento a non perdere equilibrio e distanze tra i reparti. L’Inter fatica a sfondare e la sua squadra trova il modo anche di insidiare la porta di Sommer senza fare inutili barricate. L’infortunio di Gaspar in avvio di gara complicherebbe i piani, ma l’ingresso di Siebert è impeccabile. Tuttavia, il secondo tempo si mette ben presto in salita non appenaa gli ospiti spingono sull’acceleratore mandando in fumo i buoni propositi di uscire indenni da questo scontro. I cambi stavolta tolgono anziché dare qualcosa ad il Lecce cade vittima dei soliti errori sulle palle inattive.















