LECCE – Non entusiasmante nemmeno per i tifosi esterni la prova del Lecce di venerdì sera contro il Milan, che è passato 2-0 al “Via del Mare” alzando il volume della voce nel secondo tempo con i gol di Loftus-Cheek e Pulisic. Anche se, a dirla tutta, i rossoneri avevano segnato altre due reti annullate però a seguito di revisione VAR (Gabbia al primo tempo, Gìmenez nella ropresa). In questo senso, secondo diversi tifosi ed addetti ai lavori vari non è stata tanto la vittoria milanista a rendere negativo il giudizio sui ragazzi di Di Francesco, quanto le poche occasioni create soprattutto nella seconda metà di gioco. Anche Lele Adani, noto opinionista e telecronista sportico, non ha giudicato in maniera positiva la prestazione della compagine giallorossa.
Per l’ex difensore della Nazionale italiana oltre che di Inter e Brescia, fra le altre, un Lecce piuttosto modesto è stato superato da un Milan meritevole dei tre punti guidato da un tecnico consapevole dell’importanza della ricerca di un calcio più articolato: “Come mi dicono ormai da parecchie settimane e come vi ho ribadito settimana scorsa dopo la prima di campionato con questa sconfitta contro la Cremonese del Milan molto molto negativa, epica, leggendaria no? Riconfermo oggi, che c’è stata a maggior ragione la vittoria, che credo nel progetto di Massimiliano Allegri. Credo che Allegri, dopo tanti anni di difficoltà e scarsi risultati – per non dire nulli, perché sono più di sei anni che Allegri non lascia un segno importante nel calcio italiano – si renda conto che il lavoro vada migliorato e la ricerca di un calcio diverso sia necessaria. Deve partire certamente dallo spirito e credo che lui sia sempre stato credibile all’interno del suo gruppo di lavoro per il modo di pensare e fare calcio. Secondo me lui sa che è quasi al canto del cigno e sa che il Milan sia una grande opportunità. Non so come lavora il suo corpo tecnico onestamente, e vedo ancora tutto molto confusionario ancora. La vittoria di venerdì è stata meritata ed è stata ricercata attraverso lo spirito e qualche giocata, però secondo me alla fine è arrivata contro un Lecce davvero modesto, per non dire mediocre, che ha perso Baschirotto e Krstovic. Nel Lecce di oggi probabilmente i Francioso e i Palmieri avrebbero fatto meglio in attacco. Però se la vediamo in ottica Milan, va appoggiato il lavoro. Va sostenuto nel momento di difficoltà il capo del corpo tecnico e dunque l’allenatore, che ritorna con la necessità di rinnovare la proposta ed attecchire con la sua esperienza, la sua personalità e conoscenza“.