ROMA (di Pierpaolo Sergio) – Il Lecce rimedia un’altra imbarcata all’Olimpico cedendo di schianto alla Roma che si impone per 4-1 in una gara caratterizzata dai tantissimi errori dei ragazzi di Marco Giampaolo. Il tecnico ci mette del suo con scelte stavolta poco paganti al momento di effettuare i cambi. Il rigore realizzato da Krstovic resta l’unica nota lieta, ma fa da contraltare il brutto infortunio di Gaspar.
FALCONE voto: 6
Attento e reattivo in avvio su colpo di testa di Dybala sventato in due tempi. Poi è beffato al 13′ dal tocco di Saelemaekers deviato da Jean che porta in vantaggio la Roma. Poco dopo è aiutato da Krstovic nel disinnescare una conclusione verso la rete dei padroni di casa, quindi è salvato allo scadere dallo scudo che Jean fa alla sua porta su botta a colpo sicuro ancora di Saelemaekers. Al 49° blocca a terra senza problemi un bel destro al volo di Paredes e sibito dopo dice di no a Saelemakers che prova a superarlo in diagonale basso. Al 57° nega al neo-entrato Pisilli il raddoppio deviando di piede la botta di destro. A superarlo al 59° è però il colpo di testa di Mancini. Konè lo trafigge nel finale per la quarta volta ma di responsabilità non ne ha.
GUILBERT voto: 5
Benino nel primo tempo lungo la fascia destra quando il Lecce si affaccia nella metà campo della Roma. Va invece in sofferenza quando i capitolini attaccano dal suo versante con lo sgusciante El Shaarawy che porta fuori posizione sia lui che Baschirotto per facilitare gli inserimenti dei trequartisti romanisti. Nel recupero della prima frazione di gioco accusa un problema muscolare ma poi rientra in campo. Ad ogni modo, il suo secondo tempo è infarcito di errori tecnico-tattici con continui ritardi nelle chiusure e fuorigioco non fatti scattare.
BASCHIROTTO voto: 5
Ci deve mettere tutta la grinta di cui dispone per uscire a ringhiare sui fantasisti avversari che hanno il compito di portarlo fuori posizione per impoverire la retroguardia leccese. Attento per tutti i primi 45′ in area sulle palle messe in mezzo, tenta anche un paio di incursioni in avanti. Grave invece l’errore che commette all’ora di gioco, quando si inchioda sulle gambe e si fa aggirare da Mancini che in torsione colpisce la palla e insacca di testa il 2-1.
GASPAR voto: 5
Non gli riesce la deviazione sul bell’assist di El Shaarawy che serve a Saelemaekers la palla del vantaggio. Da lì in poi sono dolori con una serie di errori non provocati che metteno a serio rischio le coronarie dei tifosi leccesi. Fa infuriare Falcone che lo rimprovera per alcuni alleggerimenti troppo allegri e perché si fa saltare con eccessiva facilità dagli avanti romanisti. In chiusura di match si fa male nell’azione che porta al 4-1, è costretto ad uscire dal campo in barella a causa della torsione del ginocchio destro ed il Lecce chiude in 10 uomini perché i 5 cambi erano già stati fatti. Se il suo infortunio si confermerà grave per Giampaolo ed il Lecce saranno seri problemi vista la già cronica assenza di Bonifazi in quel ruolo e la mancanza di alternative.
JEAN voto: 5,5
Piazzato sull’out difensivo sinistro al posto dell’infortunato Gallo bada solo a non scoprire quel fianco sulle incursioni dei giallorossi di casa. Salvifico nell’opporsi nel finale di primo tempo alla conclusione di prima intenzione di Saelemaekers che devia col corpo evitando il possibile raddoppio della Roma. Timido tuttavia su altre giocate dei giallorossi fino a spingere Giampaolo al cambio.
→ (dal 65°) PIEROTTI voto: 5,5
Altra presenza per lui in giallorosso ma senza lasciare tracce.
COULIBALY voto: 6
Fulmineo e provvidenziale l’inserimento in area avversaria nell’azione creata in coppia con Rebic ed in cui subisce il fallo da rigore da parte del nuovo entrato Abdulhamid poi trasformato da Krstovic. In mediana il Lecce soffre l’inferiorità numerica rispetto alla formazione di Ranieri e deve raddoppiare le forze per sopperire alla disposizione tattica della sua squadra. Nello spezzone di secondo tempo in cui resta in campo non riesce ad arginare lo folate della Roma e viene avvicendato per tentare di riequilibrare le sorti dell’incontro.
→ (dal 65°) BERISHA voto: 6
Al rientro in campo dopo lunga assenza, deve assistere alla terza rete al passivo della sua squadra. Tenta invano di chiudere alla disperata sulla battuta a rete di Pisilli. Poi sfodera alcune giocate di classe a dimostrare di saper dare del tu al pallone ma in un contesto non all’altezza delle sue invenzioni. Sfortunato nel finale quando colpisce un palo a Svilar battuto che gli fa rimandare l’appuntamento con il suo primo gol in Setie A.
RAMADANI voto: 5,5
Girovaga a centrocampo cercando di tamponare gli inserimenti dei trequartisti avversari che tuttavia trovano troppo facilmente spazi per incunearsi in area del Lecce creando non pochi problemi a tutta la retroguardia salentina. Recupera qualche buon pallone come da sua abitudine ma Giampaolo sceglie di ridisegnare la squdra all’intervallo e lo toglie dalla contesa dopo i primi 45′.
→ (dal 46°) KABA voto: 5
Inizio incoraggiante del francese ma poi si perde in una serie di errori tecnici che, uniti all’eccessiva lentezza, lo portano a sbagliare davvero tanto. Rimedia anche un cartellino giallo per un’entrata in ritardo su Dybala che ne limita definitivamente l’apporto.
RAFIA voto: 5
Ha sulla coscienza la rete che sblocca il match per essersi fatto soffiare la palla da El Shaarawy che poi serve Saelemaekers che realizza la rete dell’1-0. Poco treattivo, continua a tenere troppo il pallone tra i piedi e favorisce le ripartenze dei capitolini. All’intervallo resta meritatamente negli spogliatoi.
→ (dal 46°) OUDIN voto: 6
Tenta di accendere la luce negli ultimi trenta metri ma il problema sono i restanti 60 che il Lecce non riesce a controllare a dovere. Qualche invenzione in area avversaria ma poi viene ammonito anche lui dal fiscalissimo Chiffi e chiude costretto ad abbassare la cresta.
DORGU voto: 5
In ombra e praticamente mai servito dai compagni per tutti i primi 45 minuti. Gioca in partenza nel tridente d’attacco nonostante l’assenza di Gallo ma il suo allenatore preferisce non impoverire il già asfittico reparto offensivo salentino schierandolo ancora in avanti. Serata comunque negativa visti gli erroracci che inizia a commettere nella ripresa. Uno di questi innesca la terza rete di Pisilli, prima di finire la gara a giocare da terzino sinistro dopo l’uscita di Jean.
KRSTOVIC voto: 6
Realizza con freddezza e precisione il primo rigore in stagione fischiato a favore del Lecce che si incarica di calciare al 40° e che riporta in momentaneo equilibrio la partita. In precedenza si era fatto notare per aver salvato quasi sulla linea una conclusione in porta di testa di Dybala smorzando la palla che era poi stata addomesticata da Falcone. Per tutto il primo tempo sbraccia e lotta contro i fisici difensori di Ranieri. Uscito Rebic, perde il sostegno che lo aiuta a rendere al meglio e si vede. Inizia a smarrire sicurezza e baldanza, sbagliando appoggi anche elementari e controlli di palla talvolta elementari.
REBIC voto: 6,5
Ci mette lo zampino nell’azione che porta alla concessione del penalty per fallo di Abdulhamid su Coulibaly che aveva ricevuto la sfera in piena area proprio dal croato. Si muove bene lungo il fronte d’attacco leccese e rappresenta una spina nel fianco per la difesa romanista. Tuttavia, il suo apporto si ferma al solo primo tempo, visto che in avvio di ripresa viene incomprensibilmente sostituito per scelta tecnica.
→ (dal 46°) TETE MORENTE voto: 5
Ha al 63° un’ottima occasione tra i piedi in rapida ripartenza ma si fa buttare giù a spallate al limite dell’area dai difensori avversari che lo disinnescano con irrisoria facilità. Il suo ingresso in campo toglie anziché dare qualcosa in più al Lecce, incapace com’è di offendere ma anche di garantire aiuto ai compagni della difesa.
All. GIAMPAOLO voto: 5
Se nelle precedenti due sfide il Lecce era stato galvanizzato dai suoi cambi a gara in corso, all’Olimpico ha invece il demerito di smontare l’assetto scelto per la sfida a Ranieri, togliendo dal campo soprattutto un elemento come Rebic che assicura all’attacco maggior peso e pericolosità. Il Lecce si smarrisce, sbaglia davvero troppo ed offre il fianco in ogni modo alla Roma che ringrazia e porta a casa un successo scaccia-crisi.