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LECCE – L’arte di Marina Colucci accolta dallo Studio legale Sticchi Damiani, uno dei più rinomati di Lecce. A partire da questa settimana, infatti, una delle opere più significative della pittrice di origini tarantine, da anni leccese d’adozione, è esposta nel noto studio legale con sede nel pieno centro leccese, nei pressi di Piazza Mazzini.

L’iniziativa nasce da un’idea della stessa artista, che ha deciso di avviare un nuovo progetto, assolutamente inedito, spinta dal desiderio di trovare spazi originali che possano diventare contenitori culturali innovativi. Come spiega Marina Colucci: “Si tratta di un progetto artistico che potrebbe funzionare e tornare utile in un momento purtroppo poco florido e penalizzante come questo, soprattutto per l’arte visuale messa in ginocchio dalla pandemia. L’idea è proprio legata alla possibilità di fruizione dell’opera d’arte, ritenuta per pochi, per l’élite, perciò doppiamente penalizzata e mi piacerebbe che ‘quei pochi’ si trasformassero in protagonisti pur rimanendo in pochi. Dunque l’obiettivo è far girare le mie opere in un percorso itinerante, in cui il luogo espositivo diventa luogo che accoglie, che ospita e che regala un piccolo spazio artistico, riservato esclusivamente a coloro che lo frequentano“.

Il primo ad abbracciare il progetto, tanto affascinante quanto ambizioso, è stato lo studio legale Sticchi Damiani, in particolare Saverio Sticchi Damiani che ha creduto nella bontà dell’iniziativa. Come previsto dal progetto, è stato il professionista stesso a scegliere l’opera da ospitare nella sede del suo studio, per un periodo di tempo di 15 giorni. In questo caso, il quadro scelto è “Ciarlatani?”, un acrilico su tela, che già in passato ha riscosso successo tra critica e pubblico. L’opera è stata esposta nella sala riunioni dello studio legale, con grande entusiasmo dei titolari.

E intanto la pittrice pensa già ad una prossima possibile tappa della sua iniziativa, che sembra già essere molto apprezzata dai grandi professionisti, con l’intento di continuare anche al di là della situazione pandemica. “Resta – conclude la Colucci – un’idea sempre attuabile quella di accostare la pittura a un contesto professionale, anche nel momento in cui le gallerie ripartono con le loro attività e le mostre riaprono al pubblico. In fondo la situazione pandemica ha rappresentato un pretesto, oltre che lo stimolo principale, per sviluppare un progetto già in mente da tempo“.

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