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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Amara sconfitta del Lecce, la seconda consecutiva in tre giorni, che porta i giallorossi al quarto posto in classifica visto il successo al 96′ della Salernitana. Partita decisa dagli episodi, mai a favore dei salentini, che si rammaricano per il palo colpito nella ripresa da Hjulmand e l’occasionissima non sfruttata da Mancosu davanti al portiere brianzolo.

GABRIEL: Non ha colpe sull’incredibile punizione con cui Barberis sblocca l’incontro allo scadere del primo tempo. Sembra una macumba quella di cui è vittima visti i gran gol che gli avversari s’inventano ultimamente contro di lui. Non compie alcuna parata degna di nota e viene graziato da Boateng in avvio di secondo tempo che però spara alto. Nel finale prova ad andare all’assalto anche lui ma non è certo momento favorevole per questa squadra. VOTO: 6

MAGGIO: Meno lucido del solito, soprattutto quando si tratta di spingere lungo la fascia destra. Si fa prendere d’infilata su qualche ripartenza in velocità che i biancorossi. Nella ripresa accusa il gran caldo e la fatica delle partite giocate così ravvicinate e cala vistosamente, anche se è sempre generoso ma la gamba non l’accompagna. VOTO: 5

LUCIONI: Con la fascia da capitano anche oggi al braccio, controlla senza affanni gli avanti di mister Brocchi che pure provano a prenderlo sulla velocità per superarlo visto che negli uno contro uno è sempre il vincitore. Lui ricorre a tutta la sua esperienza per arginarne l’irruenza dei vari Mota Carvalho, Frattesi e Balotelli a cui lascia le briciole. VOTO: 6,5

DERMAKU: Commette un ingenuo, quanto inutile fallo da cui scaturisce il gol del Monza su punizione. Rientrato in prima squadra dopo tempo immemore, gioca con abbastanza tranquillità, ma non altrettanta intensità. Appena inizia a calare come rendimento Corini lo richiama in panca per puntare sull’usato garantito. VOTO: 5

→ (dal 58′) MECCARIELLO: Con lui in campo il Lecce diventa più sicuro nel chiudere gli spazi al Monza e concede il minimo sindacale agli avanti biancorossi. Ingenuo nel commettere fallo in attacco sugli assalti finali che il Lecce prova a portare verso l’area avversaria. VOTO: 6

GALLO: Fa buona guardia sull’out mancino anche se talvolta lascia troppi spazi agli esterni brianzoli che cercando di superarlo in rapidità. Migliora sotto questo aspetto nei secondi 45′ quando diventa più roccioso e intraprendente in attacco. Ma non basta. VOTO: 6

HJULMAND: Girovaga per la mediana senza gran costrutto per tutto il primo tempo. Perde diversi palloni per errore in appoggio o in controllo e fa a gara con Tachtsidis e Henderson tra chi sbaglia più passaggi. La ripresa lo vede finalmente salire di giri e diventa il play che al Lecce era fino ad allora mancato. Sfortunatissimo sull’inzuccata che prova nel finale ma che si stampa sul palo a Di Gregorio battuto. VOTO: 6

TACHTSIDIS: Non imprime al gioco del Lecce la necessaria velocità e precisione che ci si aspetta da uno con le sue doti tecniche. Anche lui spreca troppi palloni e fallisce le ripartenze che dovrebbero essere l’arma vincente della squadra salentina. Viene lasciato negli spogliatoi all’intervallo per ridisegnare il Lecce e la mossa non appare certo azzardata. VOTO: 5

→ (dal 46′) MANCOSU: Chissà per quanto continuerà a ripensare all’occasione da gol che si divora calciando addosso al portiere monzese. Poteva essere la svolta della stagione, invece resta uno dei tanti episodi contro su cui recriminare. Ad ogni modo, dà verve alla manovra giallorossa e cambia volto alla sua squadra a cui tenta di dare la scossa. VOTO: 5,5

BJÖRKENGREN: Primo tempo in chiaroscuro per lo svedesino che si limita a fare densità a centrocampo anche se stenta a partecipare alla manovra d’attacco giallorossa. Va un po’ meglio nella ripresa quando aiuta i compagni di reparto a portare più palloni verso l’area biancorossa anche se con scarsa lucidità poiché sovrastato dal ritmo dei monzesi. VOTO: 5

→ (dall’84’) YALÇIN: Nella manciata di minuti che gli viene concessa va al tiro una sola volta ma poteva essere quella buona per brindare al suo primo gol con la maglia del Lecce che invece non arriva. S.V.

HENDERSON: Tanta corsa ma altrettanti sbagli gratuiti che penalizzano la sua squadra al momento di concludere verso la porta di Di Gregorio. Si sfianca nel rincorrere gli avversari e ciò gli fa perdere lucidità al momento di finalizzare. In avvio di ripresa viene arretrato e gioca da mezzala, prima di lasciare il campo insieme a molti rimpianti. VOTO: 5

→ (dal 58′) NIKOLOV: Rispetto al compagno di cui prende il posto si dimostra più coriaceo e meno distratto con la sfera tra i piedi. Si fa vedere fin dentro l’area del Monza ed ha una ghiotta occasione per pareggiare ma il pallone carambola male e l’azione sfuma. Per lo meno stavolta non becca la solita ammonizione. VOTO: 5,5

CODA: Si danna l’anima alla ricerca del colpo risolutore che possa invertire l’inerzia del match. Sfortunato nei due tiri che mette nello specchio durante i primi 45′ ma su cui trova prima il portiere e poi Bellusci a dirgli di no. Nel secondo tempo si appanna e gira al largo degli ultimi venti metri allargandosi sulla destra dove però perde d’incisività. Fa quel che può, ma la difesa avversaria lo controlla a dovere. VOTO: 6

STEPINSKI: Non convince neppure questa volta. Torna a giocare titolare dopo diverse settimane ma del suo pomeriggio brianzolo resta un colpo di testa che non inquadra lo specchio della porta su cross di Nikolov e un mezzo assist per Mancosu nell’azione in cui il capitano calcia male anche a causa di un appoggio un po’ arretrato. Esce ad un quarto d’ora dalla fine senza visto che ormai non era più in grado di creare sussulti. VOTO: 5

→ (dal 74′) RODRIGUEZ: Prova a scuotere i suoi con un moto perpetuo lungo tutto il terreno di gioco alla ricerca di varchi da sfruttare con la sue velocità. Non ha occasioni per calciare a rete ma si fa apprezzare per il dinamismo che ci mette. VOTO: 6

All. CORINI: Il Lecce si conferma squadra incapace di imporsi contro le dirette concorrenti e regala un tempo agli avversari prima di destarsi e cercare di pungere un Monza che insuperabile non appare di certo. La buona sorte ha voltato le spalle a questa squadra ma ci sono anche scelte tecniche che non convincono e che solo l’urgenza di far ruotare tutti gli effettivi giocando ogni tre giorni può in qualche modo giustificare. Tutti servono alla causa, ma ci sono frangenti in cui bisogna tuttavia contare solo su chi effettivamente se la sente di dare fino all’ultima stilla di energia per la causa. Ora che la promozione diretta appare irrimediabilmente lontana sembra arrivato il momento di concentrare energie e fare scelte definitive in chiave play-off. VOTO: 5

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