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LECCE – Verrebbe quasi da dire: “Tanto rumore per nulla”. Ma non è stato certo un “nulla” il polverone sollevato dall’annuncio ufficiale di sabato scorso di aver dato vita alla SuperLega Europea. Dopo gli sviluppi di queste ultime ore, il progetto è però naufragato ancor prima di partire, con i promotori che sui sono via via defilati, rendendo inattuabile il nuovo format.

Nei giorni scorsi c’era stata una vera e propria levata di scudi da parte di FIFA, Uefa e ben 55 federazioni nazionali che si sono schierate contro la scelta di poche società pronte a suddividersi una ghiotta quota plurimilionaria di benefit, senza badare all’opinione delle rispettive tifoserie e alle reazioni della governance del calcio.

L’idea era stata lanciata con tanto di comunicato e sito internet ufficiali da 12 top club del Vecchio Continente quali Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Juventus, Inter, Milan, Manchester City, Arsenal, Manchester United, Liverpool, Tottenham e Chelsea, più altre 8 società che si sarebbero affrontate in un nuova competizione internazionale a 20 squadre. Ma da subito si sono defilati i club tedeschi del Bayern Monaco e del Borussia Dortmund, come pure i francesi del Paris Saint Germain.

Le forti resistenze della FIFA e della Uefa, che hanno visto i presidenti Gianni Infantino ed Aleksander Ceferin intimare il dietrofront ai “ribelli“, hanno sortito, almeno per ora, l’effetto sperato da addetti ai lavori e dai tifosi di ogni Paese contrari allo scisma che avrebbe avuto conseguenze inimmaginabili e lunghi strascichi giudiziari.

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