LECCE (di Gavino Coradduzza) – È un Frosinone per niente intimorito dalla straordinaria striscia di risultati consecutivi tracciata dal Lecce nelle ultime settimane; parte a tavoletta costringendo i giallorossi alla prudenza talché, più di quanto per solito accade, anche Pettinari si sobbarca molto spesso il compito di sacrificarsi in compiti di copertura…

Anche i due cursori di fascia, Maggio e Gallo, accorciano le loro scorribande badando più alla marcatura che alla spinta. Tutto ciò non significa che il Lecce subisca passivamente l’iniziativa dei ciociari; piuttosto significa che, almeno in avvio di partita, non è sbagliato aspettare di capire quali panni vesta l’avversario. Ritmo elevato fin dalle prime battute di gioco; elevato anche a discapito, in qualche caso, della precisione nel dipanare la matassa del gioco. È una bella partita, ben alimentata dal Frosinone e altrettanto bene controllata dal Lecce anche con il solito significativo contributo al 23° di Gabriel, semplicemente miracoloso…

Il primo tempo si chiude con uno 0-0 assolutamente non striminzito, né arido, giocato da due squadre capaci di produrre emozioni ed apprezzabile interpretazione del gioco. Ho idea (parere strettamente personale) che quella iniziale, misurata prudenza dei giallorossi possa essere considerata come ulteriore prova di maturità: decidere ponderatamente di non buttarsi scriteriatamente in avanti rischiando di concedere eccessivi spazi e confidenza all’avversario, mi pare segnale di progressiva maturazione…

La musica della ripresa inizia con uno squillo di tromba del Frosinone: Tribuzzi colpisce il palo e quindi per il Lecce son brividi, ma saranno gli ultimi. Infatti, lì avanti c’è sempre Massimo Coda: una faina in un pollaio; è l’ottavo minuto quando Henderson crossa a centro area; la palla giunge proprio a Coda che la aggancia e spara cogliendo le gambe di un difensore giallazzurro; il centravanti, sul rimbalzo, ripropone il tiro e, ovviamente, gonfia la rete

Il Lecce rinserra le fila così che per il Frosinone diventa assolutamente problematico infilarsi in area giallorossa. Chi invece sa perfettamente infilarsi in area avversaria è Pettinari che provoca un ingenuo fallo da calcio di rigore di Vitale che però Coda, diciamocelo, si fa annullare senza eccessivo sforzo da parte del portiere Bardi. Ma il capocannoniere di questa Serie B, ormai è arcinoto, non è più capace di mettere a segno singoli gol; lui è uno specialista in doppiette e quindi nessuna meraviglia se, un solo minuto dopo quel calcio di rigore parato, raddoppia con la solita legnata in diagonale di sinistro…

Potremmo fermarci al 2-0 giallorosso; ma incombe l’obbligo di segnalare la sgroppata vincente di Rodriguez, (appena entrato al posto del generosissimo Pettinari) il quale; splendidamente innescato da Tachtsidis, inventa una “colombella” che arrotonda il punteggio sullo 0-3 finale. Questa corsa pazza non si arresta ma, in fondo, è ciò che tutti auspicavamo, no? E allora, Lecce: vamos!