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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Una bella partita; giocata mettendo in campo molta parte del patrimonio calcistico che entrambe le squadre possono vantare; molte azioni di pregio, molti gol, tanto impegno e, cosa più importante, altra vittoria e altri 3 punti in classifica per i giallorossi. Dai blocchi di partenza scatta un Venezia pimpante, in intensa accelerazione, potenzialmente in grado di creare seri problemi a qualunque avversario. I primi minuti scorrono con il Lecce che si limita ad osservare con cautela e a contenere le iniziali sfuriate dei padroni di casa badando a non correre rischi più che ad insidiare la porta di Pomini

La partita è ancora lunga; ragionarci su non è male anche perché quando la posta in palio è molto alta (oggi lo è), può accadere di tutto, come per esempio che Ceccaroni (10°) smorzi di testa, con dolcezza, una palla da lungo cross di Pisacane adagiandola proprio sui piedi di Pettinari il quale deve semplicemente decidere con quale piede infilarla in porta: sceglie il sinistro ed è gol

Per i lagunari è una vera e propria frustata ed infatti ci danno dentro a testa bassa mentre i giallorossi lavorano con calma, giocando con la consapevolezza, o speranza, che prima o poi la generosa foga degli avversari possa prestare il fianco ad una seconda stilettata….

Alla mezz’ora il Venezia perde per infortunio il suo bomber Forte e lo sostituisce con Bocalon. Ora apriamo una doverosa parentesi: Gallo non è più una sorpresa; è qualità, è intelligenza calcistica; sta aggiungendo continuamente sostanza al suo patrimonio di cursore esterno; non si limita soltanto a questo, ma si fa apprezzare per le iniziative di cambio campo quando le sue sciabolate raggiungono Maggio (sulla corsia opposta) o Pettinari. Apprezzabili anche i suoi inserimenti senza palla con i tempi giusti, non sbaglia quasi niente: è un valore aggiunto

I minuti di recupero non giovano ai giallorossi: sull’ultimo calcio d’angolo, proprio a ridosso dell’intervallo, Lucioni interviene sulla palla spingendola alle spalle di Gabriel; si va all’intervallo sull’1-1…

Si rientra in campo e Gabriel manda in onda uno dei suoi miracoli: è il terzo minuto quando si oppone a Bocalon che potrebbe, da non più di due metri, superarlo e segnare la rete. Come si dice: ”Gol fallito, gol subìto” e quindi Majer edifica una parabola che offre a Coda il gol dell’1-2 con un colpo di testa perentorio…

Peccato che poco più avanti tentenni troppo alla ricerca del “gollazzo” cercando di dribblare un paio di avversari pur trovandosi all’interno dell’area di rigore potendo quindi tirare rete; peccato anche che quella palla giunga a Pettinari che la svirgola fuori bersaglio. Poteva essere l’occasione per chiudere definitivamente (o quasi) la gara. Ricordate la storiella del gol mancato e poi subito? Si concretizza ancora una volta: Maleh sfodera un imprendibile sinistro dalla media distanza: palla imprendibile per Gabriel e quindi è ancora pareggio

Esce Mancosu (oggi poco in palla) per far spazio ad Henderson. In campo si susseguono momenti di autentica frenesia calcistica; si lotta su ogni pallone e continuano ad alternarsi buone e belle trame su un versante e sull’altro. Accade dunque, non per caso, che Pisacane si spinga in area avversaria e conquista un calcio di rigore che, come da copione, Coda trasforma nel definitivo vantaggio…

capitanoNon vi è alcun dubbio che una partita così ricca di episodi di qualità e di gol, soddisfi i palati più esigenti; c’è dunque da essere soddisfatti per quanto le due squadre hanno fatto in campo; un pochino di più chi incamera i tre punti e fa sventolare la propria bandiera

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