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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Porta bene la maglia celebrativa indossata dal Lecce per festeggiare i 113 anni di calcio in città che ricorreranno lunedì. I salentini conquistano infatti contro il Chievo Verona la seconda vittoria di fila che li rilancia in classifica e nelle pagelle si trovano voti oltre la media per molti dei giallorossi scesi in campo. Sugli scudi il bomber Massimo Coda che, dopo quella contro la Reggiana, realizza un’altra doppietta, Stefano Pettinari alla sua prima rete con la maglia del Lecce, Christian Maggio che ha trovato il secondo gol dal suo arrivo a gennaio e Morten Hjulmad, sempre più anima di questo gruppo.

GABRIEL: Nessuna parata per tutti i primi 45′ anche se incassa una rete sugli sviluppi dell’unico corner battuto dai veronesi. Stesso copione nella ripresa quando incassa la seconda marcatura ospite su punizione di Mogos dal limite su cui non è impeccabile. Poi Aureliano gli fischia un dubbio fallo da rigore che però Leverbe calcia alto e poi viene graziato da De Luca che alza la mira su svarione della difesa. VOTO: 5,5

MAGGIO: Si toglie la soddisfazione di segnare un gran gol di sinistro, non il suo piede d’elezione, per il vantaggio giallorosso in avvio di match. Prezioso nelle diagonali difensive e puntuale negli inserimenti in avanti. In giornata di grazia, si traveste anche da uomo-assist fornendo due splendidi palloni a Coda e Pettinari. VOTO: 7,5

LUCIONI: Qualche indecisione con la palla tra i piedi rischia di costare cara alla sua squadra. Ma controlla comunque bene il diretto avversario e concede pochi spazi agli avanti di Aglietti in area. VOTO: 6

MECCARIELLO: Azzarda oltre il lecito nel giro palla che i salentini attuano. Poi Obi lo anticipa su angolo nell’azione del pareggio ospite. Poco dopo però si riscatta offrendo a Coda una bella palla per il 2-1. Nella ripresa è complice insieme ad Henderson di un’indecisione che poteva pesare non poco lasciando al Chievo un facile pallone da calciare in porta che però viene sprecato malamente. VOTO: 5,5

GALLO: Molte discese lungo la fascia sinistra a creare superiorità ed a scodellare palloni in area non sempre precisi. Resta in campo per tutta la prima frazione di gioco e non demerita. Uscito lui, il Lecce da quelle parti inizia a balbettare. VOTO: 6,5

→ (dal 1’st) ZUTA: Innesto che non garantisce la stessa resa rispetto al compagno di cui prende il posto. Tarda a prendere le misure all’avversario ed il Chievo da quella fascia crea non pochi problemi. Non a caso Aglietti manda in campo Ciciretti su quel versante a creare danni. VOTO: 5,5

MAJER: Gara attenta e caparbia in cui si impegna per schermare la difesa salentina negli sporadici attacchi che i gialloblù portano verso la porta leccese. Finisce sul taccuino dell’indisponente Aureliano e viene avvicendato nella seconda frazione per non correre il rischio di lasciare il Lecce in inferiorità numerica. VOTO: 6,5

→ (dal 1’st) NIKOLOV: Sua la prima conclusione in porta del secondo tempo su assist dell’altro neo-entrato Zuta, suo connazionale, a cui chiama la palla in macedone. Schierato sul versante destro non sempre garantisce adeguata copertura. VOTO: 5,5

HJULMAND: Pulisce ogni pallone che tocca e rende facili anche le giocate meno semplici. L’esempio più lampante è nell’azione del terzo gol leccese in cui prima salva nell’area piccola un pericoloso tocco poi recupera palla a centrocampo ed innesca una rapida ripartenza coast to coast coronata dalla rete di Coda su cui esulta come fosse sua. Alla fine non ne aveva più, ma anche se appannato ha dato il massimo. VOTO: 7,5

BJÖRKENGREN: Dà ordine alla manovra giallorossa e raddoppia la chiusura lungo la fascia di sua competenza. All’occorrenza cerca anche l’imbucata in area avversaria. VOTO: 6,5

HENDERSON: Da applausi il colpo di tacco in piena area clivense a smarcare Maggio in occasione del primo gol del Lecce. Per tutta la prima frazione di gioco è sempre nel vivo della manovra e fa ammattire i centrocampisti ospiti. Non altrettanto nella ripresa quando si vede molto meno e cala alla distanza fino alla naturale sostituzione che arriva dopo uno sciagurato retropassaggio per Meccariello su cui De Luca stava per riaprire il match. VOTO: 6

→ (dal 30’st) MANCOSU: Entra per dare più solidità alla squadra in un frangente complicato. S.V.

CODA: Sfrutta la lunga scia dell’entusiasmo portato dalla doppietta di Reggio Emilia e trova prima la sua quindicesima rete stagionale con la maglia del Lecce e poi anche la sedicesima che lo portano solitario in vetta alla classifica dei cannonieri di B. Due gol cercati con determinazione già in precedenza, ma la difesa gialloblù aveva salvato altre due occasioni non senza un pizzico di fortuna. Alla lunga si appanna e concede qualcosa agli avversari ma con lui lì davanti in coppia con Pettinari sembra che Corini abbia trovato la giusta combinazione. VOTO: 8

(dal 38’st) STĘPINSKI: Suo l’assist per Yalcin che l’attaccante turco non sfrutta come avrebbe dovuto. S.V.

PETTINARI: Interrompe la maledizione del gol col Lecce al 42′ del primo tempo segnando la prima rete nella sua doppia esperienza in maglia giallorossa. Un gol che arriva su incornata susseguente un perfetto cross di Maggio. Grande esultanza sua e dei compagni che sa tanto di liberazione e gol che premia un percorso di crescita costante che sta dimostrando da qualche settimana. Galvanizzato, cerca altra gloria e s’impegna fino al cambio. VOTO: 7

(dal 18’st) YALÇIN: Si dà molto da fare per trovare anche lui la prima gioia con la sua nuova squadra ma è troppo smanioso e fallisce sotto porta una ghiotta chance per arrotondare il punteggio. VOTO: 5,5

All. CORINI: Da doppio ex sente in maniera particolare la partita. Lo testimonia l’intensità con cui guida la squadra e l’ammonizione che riceve nel primo tempo per proteste verso l’arbitro. Partita per gran parte condotta con determinazione e grinta mettendo in ginocchio la seconda miglior difesa del torneo, anche se dopo i cambi la squadra si disunisce e perde in brillantezza, allentando la presa. La strada imboccata è quella giusta e conferma che, se questo gruppo resta concentrato e unito, nessun traguardo è precluso. VOTO: 6,5

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