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LECCE – L’ordinanza regionale firmata ieri dal presidente Michele Emiliano dispone su tutto il territorio pugliese il divieto di stazionamento all’aperto, salvo che ci si trovi in condizione di isolamento o con propri conviventi o per soddisfare esigenze primarie (ad esempio mettersi in fila per ricevere un certificato o fare la spesa o entrare in farmacia). A Lecce, il sindaco Carlo Salvemini annuncia per il weekend l’avvio di servizi interforze d’intesa con la Questura per il rispetto dell’ordinanza (previste sanzioni amministrative da 400 a 1000 euro), invitando i giovani leccesi a rispettare i divieti ed i salentini che quotidianamente raggiungono la città a farlo solo per ragioni di lavoro, salute e necessità.

In attesa di conoscere se e quando la Puglia diverrà arancione il provvedimento regionale ha l’obiettivo di restringere ancora di più forme di aggregazione considerate a rischio trasmissione del virus, per quanto all’aperto: assembramenti statici di persone per esclusivi ragioni di svago. Quello che è una legittima e innocente relazione sociale in tempi normali diviene purtroppo pericolosa in una pandemia e quindi va scongiurata. L’appello che rivolgo ai leccesi – soprattutto i più giovani – è di attenersi a questa nuova disposizione. Ricordo a tutti – aggiunge il sindaco – che la sanzione amministrativa previste in caso di violazione è di 400 euro fino ad un massimo di 1000. Impegniamoci ad evitarle. L’invito che rivolgo ai salentini è di venire a Lecce solo per motivi di lavoro, salute, necessità, rinviando a tempi migliori spostamenti dal proprio Comune. Consideriamoci, per il bene di tutti, zona arancione anche se ancora non lo siamo ufficialmente. Questo fine settimana restate a casa, cortesemente. D’intesa col Questore – a seguito di riunione tecnica programmata nelle prossime ore –  da questo fine settimana, quindi, saranno organizzati servizi interforze per verificare osservanza di queste disposizioni, principalmente nelle zone individuate come maggiormente sensibili. Chiedo la collaborazioni di tutti. Non viene disposta al momento la chiusura di nessuna attività. Ma introdotta un’ulteriore restrizione nelle nostre abitudini sociali: è il sacrificio che dobbiamo imporci per contenere il contagio”.

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