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LECCE (di Gavino Coradduzza) – A Reggio Emilia il Lecce parte subito dopo il fischio d’inizio alla ricerca del bottino pieno; non ha alternative, non può essere altrimenti perché i 3 punti contro la squadra di quel mister Alvini che, dopo la scoppola dell’andata, diede appuntamento a qualche calciatore giallorosso per la gara di ritorno sono indispensabili per alimentare speranze mai sopite e perché Salernitana e Monza hanno già incamerato i tre punti mentre l’Empoli corre a parte anche pareggiando…

Le buone intenzioni appaiono subito evidenti e concretizzabili: Coda dispone di una comoda palla che chiede solo di andare in fondo al sacco piuttosto che al lato dove invece la indirizza il bomber; ottima occasione non sfruttata a dovere. Lo stesso Coda però (15°) non sbaglia, ci mancherebbe altro, trasformando con alta precisione il calcio di rigore procurato da una serpentina di Pettinari interrotta in piena area con un evidente fallo…

Pare che tutto funzioni a dovere: Gallo pedala su e giù lungo la corsia di competenza; lo fa con continuità quasi sorprendente spesso concludendo con tagli precisi; Maggio opera con maggior prudenza lesinando sugli affondo ed evitando, giudiziosamente, di lasciar scoperta la difesa quando (spesso) Gallo cerca le sgroppate dalla parte opposta, ma il suo presidio sulla sua fascia risulta fino al termine, prezioso ed efficace…

La Reggiana stenta a riprendersi, anzi sbanda vistosamente. A ben vedere questa squadra non è cambiata di molto rispetto a quella sommersa sotto 7 gol nella partita d’andata al “Via del Mare”. In aggiunta a questo manifesto disagio, il Lecce sembra aver capito che il vantaggio non va gestito micragnosamente e pilotato fino al termine, ma consolidato quando le condizioni lo consentono come accade al Mapei Stadium

Ed in effetti in tre minuti Majer e Coda fanno ancora centro portando il vantaggio giallorosso sullo 0-3: il centrocampista sloveno grazie ad un siluro scagliato da una ventina di metri che si insacca all’incrocio dei pali della porta di Venturi, mentre il bomber lo fa scaraventando in rete, indisturbato, una palla che gironzolava nei pressi dell’area di porta su assist di Pettinari…

E lo stesso Pettinari imperversa e riesce a districarsi tra le non proprio imperforabili maglie difensive avversarie, creando scompiglio, ma non trovando ancora il suo primo gol col Lecce. All’intervallo si ha la netta sensazione che lo zero a tre maturato in appena mezz’ora abbia ormai già segnato la partita e che il verdetto finale sia in dubbio soltanto per le dimensioni che il punteggio potrà ancora assumere…

In aggiunta al divario non soltanto tecnico tra le due squadre che il campo ha dimostrato di esserci eccome, la Reggiana trova anche il modo di collezionare insieme ai tanti cartellini gialli anche uno doppio che diventa quindi rosso per l’espulsione di Ajeti decretata dall’arbitro Santoro di Messina, protagonista di una direzione di gara impeccabile…

Allora il Lecce concede e si concede qualche minuto di pausa, trovando tuttavia il tempo di divorarsi un’altra rete facile facile con Henderson a porta vuota, poi i padroni di casa vanno molto vicini a quel gol che non sposterebbe neanche di una virgola l’esito del confronto, ma che non arriva e lascia la porta di Gabriel inviolata per la seconda gara di fila…

Il match però non è ancora chiuso: per un fallo su Nikolov appena entrato, anche il polacco Stepinski, da qualche minuto in campo al posto di Coda, trasforma con precisione il secondo calcio di rigore della serata per il quarto gol leccese: il poker è servito

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