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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Non brillano i voti dei giallorossi nelle pagelle di Lecce-Virtus Entella chiusa sullo 0-0 che mortifica la voglia di riscatto dei salentini dopo il pareggio di Pescara nello scorso turno. Prestazione senza acuti e pareggio che non serve né ai padroni di casa né agi ospiti per le rispettive ambizioni. Le tre occasioni da rete create dai giallorossi si infrangono sul portiere Russo bravo a dire no a Pettinari, Rodriguez e Stepinski.

GABRIEL: Inoperoso per tutto il primo tempo come ultimamente gli capita spesso. Quando ha la palla tra le mani vorrebbe velocizzare la ripartenza dei compagni che troppe volte restano fermi anziché proporsi in profondità. Stesso cliché nel secondo tempo quando urla nel tentativo di caricare gli altri dieci del Lecce nell’arrembaggio che non trova sbocchi. VOTO: 6

MAGGIO: Poco coinvolto nella manovra lungo il suo versante per tutti i primi 45′. Nelle poche volte in cui ha il pallone da crossare al centro non sempre risulta preciso. La ripresa lo vede più proiettato nella metà campo dell’Entella e dalla sua fascia arrivano un paio di palloni invitanti in piena area su cui non arriva il tocco vincente di un compagno. Esce nel finale per farlo rifiatare. VOTO: 6

→ (dal 36’st) PAGANINI: Non trova il modo di rendersi pericoloso nello spezzone di gara che gioca. S.V.

LUCIONI: A lui è affidato il compito di far iniziare il giro palla in fase di possesso e deve più badare a quello che a marcare gli avversari di turno che per tutta la prima frazione di gioco si tengono alla larga dall’area di rigore leccese. Si porta in area ospite nel convulso finale ma neppure a lui riesce il tocco vincente nelle mischie portate a ripetizione ma senza costrutto. VOTO: 6

MECCARIELLO: Smista un numero impressionante di palloni quando i giallorossi cominciano la manovra d’accerchiamento dell’Entella. Attento in copertura nelle poche volte in cui i liguri si affacciano nella metà campo salentina. VOTO: 6

GALLO: Si perde un paio di volte il diretto avversario che lo sorprende alle spalle e cerca di involarsi verso l’area di Gabriel. Per sua buona sorte se i biancocelesti sono ultimi in classifica è anche perché non sfruttano le occasioni favorevoli che creano col contagocce. Arruffone nei secondi 45′ quando non trova il guizzo buono sulla sinistra. VOTO: 5,5

BJÖRKENGREN: Meno coinvolto nella costruzione della manovra rispetto alle recenti uscite. Va a puntellare il centrosinistra e prova a dialogare con Mancosu o a scodellare palloni in area che non trovano mai la fronte di un compagno. Vivacchia in mediana e viene sostituito per dare più consistenza all’attacco leccese. VOTO: 5,5

→ (dal 36’st) CODA: Da quando entra in campo lui finiscono i rifornimenti aerei a centro area nonostante il 4-2-4. Misteri. S.V.

HJULMAND: Gioca con il freno a mano tirato per il timore di essere ammonito visto che, da diffidato, salterebbe il prossimo match. Ne consegue che da lui arrivano meno giocate al fosforo e il possesso palla del Lecce produce solo angoli a ripetizione senza esito. VOTO: 6

HENDERSON: Torna a giocare da mezzala dopo l’esperienza da trequartista e nei primi 45′ tende ad accentrarsi troppo. Molti i palloni toccati ma pochi i pericoli creati. La musica non cambia granché neppure nella ripresa e viene sostituito anche perché sembrava stanco ed appannato. VOTO: 5,5

→ (dal 31’st) MAJER: Partecipa anche lui all’assalto al fortino dell’Entella senza risultato, ma trova il modo di farsi ammonire. S.V.

MANCOSU: La maglia celebrativa che il presidente Sticchi Damiani gli consegna prima del fischio d’inizio del match gli dà una carica in più che prova a tramutare in sacro furore agonistico. Sia nel primo che nella seconda frazione di gioco cerca con insistenza il dialogo con i due attaccanti di turno e non disdegna le incursioni in area avversaria anche se alla fine non ottiene i frutti sperati. Col passare dei minuti va però in apnea e perde la lucidità per trovare la giocata più adatta per arrivare al gol. VOTO: 5,5

PETTINARI: Gioca titolare per la prima volta in campionato e fa molto movimento soprattutto fuori dall’area di rigore. Ma al 22′ rallenta troppo la corsa e sbaglia la più facile occasione da gol facendosi recuperare e deviare la botta a colpo sicuro su assist di Mancosu. Prova a rifarsi poco dopo ma calcia in bocca a Russo da buona posizione. Resta in campo fino a quasi metà ripresa senza lasciare il segno e viene richiamato in panca. La maledizione del primo gol con la maglia del Lecce che non arriva resiste. VOTO: 4,5

→ (dal 19’st) YALÇIN: Nella mezz’ora che stavolta gli viene concessa copre tutti i ruoli nella linea offensiva del Lecce finendo con l’agire da trequartista con il tourbillon di cambi che non danno esito. Vorrebbe strafare ma alla fine spreca in rovesciata, in sospetta posizione di fuorigioco, una delle ultimissime occasioni da gol che i salentini si procurano. VOTO: 5

RODRIGUEZ: Mobilissimo, è tra i pochi a cercare con puntiglio la verticalizzazione nel dettare i passaggi che poche volte risultano sfruttabili. Non trova tuttavia mai lo spazio per concludere in porta. Quando ce la fa, come in avvio di ripresa, calcia centrale tra le braccia di Russo da ottima posizione. Su di lui De Col commette un fallo da cartellino rosso, ma l’arbitro Meraviglia opta solo per un giallo. Esce per ridisegnare la linea d’attacco del Lecce. VOTO: 5,5

→ (dal 31’st) STĘPINSKI: Sulla sua fronte finisce l’unico cross degno di tal nome che incorna mandando la sfera verso la rete ma Russo d’istinto la alza oltre la traversa mortificando la giocata. Per il resto è confusionario e finisce con l’essere fagocitato dall’enorme numero di giocatori nell’area ospite dell’una e dell’altra squadra. VOTO: 5,5

All. CORINI: L’Entella ce la mette tutta per non finire infilzata in casa di una pretendente alla Serie A ma questo Lecce che non trova più con scioltezza la via del gol neppure contro l’ultima in classifica che, per di più, ha il poco invidiabile record delle reti subite è più di un campanello d’allarme che trilla da un po’ di tempo a questa parte. La voglia c’è pure, ma manca la lucidità e la serenità per imporre il proprio status, anche tra le mura amiche, con la paura di sbagliare che attanaglia le gambe e la mente di molti giocatori. Capire a chi affidarsi in certi frangenti è complicato e lo dimostra il continuo cambio di ruoli e uomini che non porta a nulla. Secondo pareggio di fila contro avversari più che modesti. Se non è crisi, poco ci manca. VOTO: 4,5

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