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LECCE – È morto a 60 anni Diego Armando Maradona. La tragica notizia sta rimbalzando su tutti i mezzi d’informazione di mezzo mondo ed arriva direttamemte dall’Argentina, patria del campione che ha scritto pagina indelebili nella storia del calcio internazionale. L’ex Pibe de oro è stato stroncato da un attacco cardiaco e connessi problemi respiratori mentre era in casa a Buenos Aires con due delle sue figlie. Una notizia giunta del tutto inattesa che sta suscitando sgomento tra i milioni di sostenitori e ammiratori dell’idolo di intere generazioni.

Nelle scorse settimane Maradona aveva subito un delicato intervento chirurgico alla testa per la rimozione di un ematoma che gli aveva creato problemi di deambulazione. Oggi il popolarissimo Diego è stato però colpito da un arresto cardiacocircolatorio fatale per lui. Con Maradona se ne va un campione la cui abilità tecnica è stata probabilmente la più grande al mondo. In carriera ha vestito le maglie di Argentinos Juniors, Boca Juniors (con cui ha poi chiuso col calcio giocato), Barcellona, Napoli (dal 1984 al 1991), Siviglia e Newell’s Old Boys. Da allenatore ha guidato la Nazionale dell’Argentina, ma anche squadre di club come il Racing Club ed il Gimnasia La Plata, sua ultima panchina occupata da tecnico in questa stagione.

Il numero 10 per eccellenza ha reso grande e vincente il Napoli nei sette anni vissuti all’ombra del Vesuvio tra alti e bassi culminati nella dipendenza da stupefacenti che ha rovinato una simbiotica storia d’amore con una città ed un popolo che ancora oggi lo venera come una divinità. In maglia azzura ha vinto due scudetti, una Coppa Italia ed una Coppa Uefa, ma in bacheca da calciatore può annoverare il Mondiale in Messico del 1986 in cui ebbe come compagno l’ex attaccante del Lecce Pedro Pablo Pasculli e quello Under 20 nel 1979 in Giappone, insieme all’altro indimenticato argentino che ha giocato in maglia giallorossa: Beto Barbas.

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