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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Alla vigilia del ritorno in campo del Lecce, sulle colonne dell’ultimo numero in distribuzione de “Il GialloRosso“, storico periodico del Lecce Club Centro di Coordinamento, abbiamo fatto il punto della situazione con il presidente Saverio Sticchi Damiani che, nelle scorse settimane, è stato impegnato su vari fronti per far valere le posizioni della società salentina in merito alla ripresa dell’attività agonistica ed in particolare delle modalità con cui il campionato 2019/’20 dovrà essere portato a termine. Tra i vari argomenti affrontati figurano la lotta salvezza, il difficile calendario che attende i giallorossi di Liverani e l’assetto della compagine societaria.

Presidente, ci siamo. Il Lecce torna in campo contro il Milan e si torna ad una presunta normalità.
Sì, condivido. Si tratta solo di presunta normalità perché, dopo tre mesi di stop, ci sono tante incognite, soprattutto dal punto di vista atletico. In più, senza il pubblico, il calcio perde una componente fondamentale e perciò credo proprio che si tratti di una ripartenza anomala”.

Il Lecce aveva interrotto il suo cammino dopo i ko con Roma e Atalanta. Ora si ritrova subito Milan e Juventus. Un calendario non certo amico in questa fase.
Sappiamo che il nostro cammino sarà impegnativo, però dobbiamo cercare di far punti contro tutti, anche contro le big in queste partite più ostiche. Ad ogni modo, anche se dovessimo subire qualche battuta d’arresto alla ripresa, abbiamo tutto il tempo per conquistare la salvezza che può arrivare anche nell’ultima parte di campionato. Guai ad abbattersi e pensare che debba arrivare tutto e subito. Bisogna restare sempre lucidi e concentrati e non farsi trascinare dall’emozione della singola partita”.

Queste settimane di stop sono state comunque intense per via delle varie battaglie in Lega ed in Federazione. Almeno sembra scongiurato il rischio di ricorrere all’algoritmo ed ai play-out.
Io sinceramente sono soddisfatto. Non nascondo che sono stati tempi per me faticosi in qualità di dirigente perché ho dovuto combattere, soprattutto quando si profilava lo spettro di verdetti a tavolino, algoritmo, tutti scenari che mi preoccupavano. La posizione del Lecce è sempre stata quella di preferire i verdetti sul campo ed anche le recenti notizie sull’alleggerimento del protocollo sanitario, con l’eliminazione della quarantena di squadra, mi lasciano pensare che si andrà verso una normale conclusione del torneo, che poi è l’unica garanzia che abbiamo. Tutte le altre soluzioni mi hanno fatto vivere giornate di apprensione…

Senza il calcio giocato l’attenzione dei tifosi è stata tenuta alta dalle voci su un presunto disimpegno verso la società da parte di René De Picciotto. Tutto sembra essere rientrato. Cos’è successo davvero?
È stato un falso problema. René mi aveva avvisato dalla sua volontà di investire soprattutto nel sociale nella zona di Taranto perché molto colpito dalle vicende che flagellano la salute dei tarantini. Da qui la decisione di occuparsi di varie iniziative, alcune anche nello sport, ad esempio nel basket, e non escludo che possa occuparsi anche di squadre di calcio minori giovanili del rione Tamburi. Non perché avesse voglia di fare un investimento nel calcio, ma solo per aiutare Taranto anche attraverso progetti del genere. Tutto ciò non ha nulla a che vedere col suo impegno nel calcio professionistico che è esclusivamente focalizzato sul Lecce.

Dunque la compagine societaria dell’U.S. Lecce veleggia sempre compatta?
Nella maniera più assoluta! In tutti i soci c’è la solita armonia e la solita amicizia che caratterizza questo rapporto ormai da tanti anni. Anche con René, arrivato per ultimo in ordine di tempo, si è creata una grande sintonia, facilitata anche dai risultati raggiunti”.

Un suo saluto a tutti i tifosi che per ora seguiranno il Lecce solo attraverso i media.
Il mio è un saluto affettuoso, nella speranza di ritrovarli tutti in buona salute dopo questo periodo così complicato. Da parte mia c’è un duplice impegno: innanzitutto, farli tornare prima possibile allo stadio e come U.S. Lecce faremo valere la necessità di far rientrare gradualmente la gente sulle tribune. In secondo luogo, come presidente, garantisco che da qui alla fine tutti daranno il massimo per raggiungere l’obiettivo della salvezza”.

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