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ROMA – Se per la Serie A sarà stop o meno lo si capirà domani dopo lo svolgimento del consiglio federale straordinario indetto ieri dalla Figc a seguito del tira e molla tra la Lega Serie A ed il Governo, nella persona del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che aveva chiesto l’immerdiato blocco di ogni attività agonistica anche per il campionato di massima divisione, andando ben oltre la decisione dell’esecutivo nazionale di far svolgere le partite a porte chiuse.

Il caso è deflagrato in tutta la sua incongruenza e con toni da pantomima al momento dell’ingresso in campo di Parma e Spal, la prima sfida in calendario tra i recuperi della 26ª giornata. I calciatori, già in divisa da gioco, hanno tentato di non far disputare l’incontro.

Ciò anche in seguito alla presa di posizione dell’A.I.C., l’Assocalciatori, che nella persona del suo presidente, Damiano Tommasi, ha affermato: “La situazione è grave e seria, oggi non si può giocare a calcio in Italia. È un’amara constatazione e gli insulti nei miei confronti lo confermano. Il Paese deve cambiare abitudini. Il messaggio è: cambiamo vita. In più posti d’Italia la gente si ritrova a vedere le partite nei locali. Abbiamo già casi di contagio nelle squadre professionistiche, serve più attenzione. Non si può giocare a calcio in questo Paese, i giocatori non si possono toccare. E questo deve uscire martedì”.

A questo punto, pare sempre più probabile che domani, quando anche l’ultimo match in programma per le 18:30 di oggi tra Sassuolo e Brescia sarà stato giocato ed il 26° turno completato, la Federcalcio possa sancire la sospensione della Serie A. Il tutto, in attesa di capire quali sviluppi potrà assumere l’emergenza coronavirus nel nostro Paese.

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