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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Una ripresa giocata con il piglio necessario (ma in gran parte giocata in superiorità numerica di un uomo prima e di due nel finale) non è bastata a conquistare la prima vittoria casalinga e a cancellare per intero un primo tempo da incubo. Libero sfogo alla fantasia, dunque, per individuare le cause della metamorfosi dopo il niente del primo tempo, ma urgono spiegazioni logiche…

Ci si accorge immediatamente che in campo c’è il Genoa che, classifica alla mano, non ti aspetti, o forse si, considerando che a plasmarlo c’è Thiago Motta, uno che al calcio dà del “tu”: il Genoa non butta via la palla, la gioca, tesse un’infinita ragnatela di passaggi in attesa del corridoio invitante per la punta o per gli inserimenti a sorpresa; il Lecce vive così il tradizionale inizio di partita insulso, impalpabile e da batticuore. Qualcuno magari commenterà che quella del Lecce è una partita “di attesa”, ma  per ora è una pietosa bugia perché i giallorossi non riescono proprio ad impossessarsi del pallino del gioco; errori e maldestra approssimazione in uscita dall’area di difesa, assenza assoluta di suggerimenti decenti per Babacar e La Mantia. La linea di centrocampo, per il Lecce, risulta un confine invalicabile o quasi…

Se il Lecce è in attesa, e abbiamo superato la metà della prima frazione, è il caso di dire che si sia concesso una attesa molto lunga e pericolosa perchè si è giunti al trentesimo e del Lecce non c’è traccia. C’è invece traccia di Pandev il quale approfitta di un maldestro rinvio di Gabriel per inventarsi il gol battendo palla da centrocampo a porta incustodita…

Per elencare i passaggi fuori misura dei giallorossi occorrerebbe un pallottoliere: una quantità industriale che sorprende oltre ogni dire. Altra cosa, ben diversa, la precisione,la disinvoltura e la sicurezza sciorinata dai liguri già a partire in uscita dalla propria area…

Nei minuti di recupero è Majer, per lunghi tratti inguardabile, a farsi rubar palla a centrocampo consentendo a Pandev di involarsi verso Gabriel: Lucioni lo abbatte in area ed è il calcio di rigore che Criscito trasforma per lo 0-2. Questo è il primo tempo di Lecce-Genoa in attesa di una ripresa riparatrice…

Dunque, Majer rimane sotto la doccia ed al rientro in campo c’è Tabanelli: l’intento è quello di accrescere il dinamismo del centrocampo e confortare la solitudine di La Mantia e Babacar abbandonati al loro destino. Nell’atteggiamento dei giallorossi è cambiata in positivo qualcosa; dovrebbe ancor più cambiare con l’ingresso in campo di Falco (51°) al posto di Babacar. Ma per rifornirsi di “palla”, almeno per i primi minuti, il giovanotto tutto estro deve farsi carico di profondi ripiegamenti spesso anche sotto la linea mediana e dunque la pericolosità in attacco è sempre chimerica salvo le spizzicate di testa di La Mantia mentre, sul versante opposto, è Pinamonti a divorarsi un quasi gol…

Allora dentro Farias e fuori Shakhov per trasformare il Lecce in vera squadra e tentare il recupero! Squilla la tromba di Falco (60°): sinistro imprendibile verso il sette lontano; obiettivo centrato perfettamente con un gran gol. Per i giallorossi è vera e propria linfa; la partita cambia radicalmente e può ulteriormente mutare a causa di un fallo tanto ingenuo e cattivo, quanto inutile, commesso nella propria area da Agudelo; il rosso è consequenziale, Genoa in 10 uomini

Immediato matura allora il gol del pareggio (70°) di Tabanelli preziosamente imbeccato da Falco. Si commette forse peccato affermando che il 10 giallorosso ha cambiato la partita? Non credo, non sarebbe certo un peccato sanzionabile…

Comincia il martellamento finale dei giallorossi nei confronti di un Genoa che annaspa e cerca di resistere ancora per quella ventina di minuti che manca alla chiusura finale. Il Lecce non concede tregua, accade di tutto; accade anche che Pandev, già ammonito, riesca a guadagnare il “rosso” lasciando in nove contro undici la sua squadra ormai alle corde. Il Lecce cerca di sfondare da destra, da sinistra, da ogni dove, ma Criscito e compagni tengono botta fino al 93°

Buona, ottima, anche se parzialmente facilitata dalle espulsioni di Agudelo prima e Pandev dopo, la reazione dei giallorossi concretizzata nel corso della ripresa. Operazione “vittoria giallorossa” comunque rinviata ancora una volta, ma si è evitata una sconfitta che sembrava maturare dopo i primi 45 minuti di totale sudditanza…

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