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ROMA – Non c’è stato un clima propriamente idilliaco nell’incontro programmato fra AIA, CAN A e società di Serie A che si è svolto oggi allo Stadio “Olimpico” di Roma per discutere del tanto criticato VAR, nonché del protocollo adottato in occasione del calcio di rigore sbagliato da Babacar in Lazio-Lecce e ribadito in rete da Lapadula, ma annullato dagli arbitri a supporto del direttore di gara Manganiello, anziché farlo ribattere.

La posizione dell’U.S. Lecce (che ha preferito non presentare ricorso, ma affidare a questo incontro ogni chiarimento a vantaggio di tutte le squadre) è stata esposta dal presidente Saverio Sticchi Damiani, accompagnato dal Dg Giuseppe Mercadante, dal collaboratore tecnico Cesare Bovo e da capitan Mancosu: “Il regolamento prevede che in caso di invasione dei giocatori delle due squadre il rigore vada ripetuto, senza vedere cosa succede dopo. Poi il regolamento prevede anche l’ipotesi in cui nell’area entrino o un attaccante o un difensore. L’idea che invadano entrambi e il Var punisca solo uno è una cosa che non regge. Su questo aspetto bisogna essere chiari altrimenti si crea confusione“.

Il designatore Nicola Rizzoli ha ammesso: “Il rigore di Lazio-Lecce, se l’arbitro avesse visto, sarebbe stato senza dubbio da ripetere. C’è un errore arbitrale, non siamo qui a nasconderci. Qui l’arbitro avrebbe dovuto applicare la regola. Pairetto al Var ha fatto quello che il protocollo prevede e ha annullato il gol perché Lapadula era entrato in area di rigore“.

Rizzoli, che ha anche avuto un acceso confronto col tecnico del Napoli Carlo Ancelotti, ha poi spiegato a presidenti, allenatori e capitani delle 20 società di Serie A che: “Il Var non nasce per eliminare gli errori, ma per restituire credibilità allo sport più amato. Siamo solo alla terza stagione, migliorerà certamente“.

IL FALLO DI MANO-La mia sensazione è che non tutti abbiano visto quello che abbiamo detto a Coverciano a inizio stagione, faccio mea culpa perché noi avremmo dovuto andare da ogni società per spiegare il regolamento. C’è un problema di comunicazione, noi dovevamo essere più selettivi e bravi. È la regola più difficile da applicare, rimane molto complicata ed è difficile trovare uniformità, molto dipende dalla cultura e della preparazione. Dobbiamo resettare la parola volontarietà, questo non vuol dire che non si debbano interpretare i falli di mano”.

La sala Var a Coverciano sarà qualcosa di innovativo” – ha aggiunto da parte sua il presidente dell’Aia, Marcello Nicchie servirà per comunicare con tutti“.

Viviamo momento difficile – ha dichiarato da parte sua il presidente della Figc, Gabriele Gravinaperciò c’è l’esigenza di dare risposte concrete. Il completamento della room control del Var centralizzata a Coverciano sarà grande passo avanti contro le polemiche e va nell’interesse generale“.

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