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LECCE (di Gavino Coradduzza) – La prima vittoria in casa sembrava cosa fatta per il Lecce: tre preziosissimi punti da incamerare sottraendoli ad una diretta rivale nella lotta per la salvezza. Sembrava cosa fatta ma, a 5′ dal termine, Berardi ha tolto due punti ai giallorossi regalandone uno alla propria squadra e lasciando i giallorosi con un pgno di mosche in mano…

È andata così: giocherellone sin dalle prime battute, il Sassuolo prova ad irrettire la partita puntando sul giropalla e su una ragnatela di passaggi a centrocampo in attesa della improvvisa fiondata per Traorè (3°) che si presenta a tu per tu con Gabriel ma alza la mira…

Palleggia egregiamente la squadra delle “piastrelle”, mentre i giallorossi di capitan Mancosu si industriano per trovare le opportune contromisure affidandosi anche ad un siluro di Majer (6°) che Consigli smanaccia brillantemente in angolo…

Da questi primi episodi si capisce che la partita si snoda e si snoderà per l’intero incontro con reciproca e piacevole vivacità. Ancora Majer (11°) in evidenza con un destro teso deviato ancora da Consigli. Al minuto 15, Babacar (che pare non averla presa bene) alza bandiera bianca per scelta di Liverani: lo sostituise molto egregiamente Falco che affiancherà un vivacissimo Lapadula nel duo d’attacco.

Il vantaggio dei giallorossi nasce da un lungo lancio che Lapadula addomestica con il sinistro un perfetto lancio dalle retrovie di Rossettini, uccellando il suo custode e fulminando, di destro, in rete. Tutto molto semplice (così parrebbe dall’esterno), tutto molto bello, molto efficace.

La velocità di Traorè palla al piede procura qualche imbarazzo al centrocampo giallorosso, così come le feline movenze di Boga che tiene in costante allarme Meccariello; ma il pacchetto arretrato del Lecce si dimostra assai compatto. Il Sassuolo pareggia al 35° con una manovra ampia ed incisiva che pone Toljan a tu per tu con Gabriel: tre scambi precisi ed una apertura smarcante in profondità per l’uno a uno

Non è meno apprezzabile, anzi di più, il sinistro al fulmicotone che Filippo Falco spedisce in rete battendo un calcio piazzato dalla lunetta: un vero e proprio “drone” che si insacca sotto l’incrocio dei pali: stupendo il suo primo gol in Serie A!

Il solito Lapadula prosegue nel devastare la difesa neroverde spesso costretta al fallo. Intanto, Shakhov sostituisce un malconcio Tabanelli che esce per infortunio e così si giunge all’intervallo ristoratore. Pare assai evidente che nel Sassuolo pesi non poco l’assenza di Caputo, per cui l’attacco di De Zerbi, privo del suo cannoniere, annaspa non poco stante anche il preciso e puntuale posizionamento di Lucioni e compagni.

La ripresa è tutto un tentativo di mantenere inalterata la vivacità della prima frazione anche se, occorre mettere in conto, che il caldo presenta il conto e le energie si impoveriscono progressivamente; pare tuttavia corretto sottolineare che la partita galleggia sempre su un elevato piano di qualità

Il vantaggio del Lecce suggerisce al tecnico Liverani la sostituzione di Majer con un difensore: l’esordiente Davide Riccardi. Ovvio che il baricentro arretri… L’intento evidente è quello di blindare il vantaggio, ma mancando ancora 20 minuti di partita (più recupero), come talvolta accade, l’avversario si proietta in avanti, schiacciando il Lecce nella propria area…

Dunque, si gioca prevalentemente nella metà campo dei padroni di casa facendo leva sulle accelerazioni ghirigoresche di Falco e la vena inesauribile di Lapadula. Ma non basta, perchè a 5′ dal termine Berardi infila in rete una facile palla originata da una corta respinta di Lucioni dopo un primo intervento di Gabriel… Il Lecce solo allora si scuote e torna ad attaccare in forze sfiorando la terza rete con Lapadula ma la difesa ospite sventa la minaccia sotto porta…

Il due a due finale non racconta fedelmente quel che si è visto in campo, ma il calcio è così e ci si deve adeguare, anche obtorto collo

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