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LECCE (di Riccardo Miglietta)* – Come ormai noto, l’alternanza scuola/lavoro è una modalità didattica innovativa che, attraverso l’esperienza pratica, mira a testare sul campo le attitudini di studenti e studentesse. L’attività è obbligatoria dal 2015, entrata in vigore con la legge 107 (quella della cosiddetta “Buona Scuola”).

Per quanto mi riguarda, ho avuto il piacere di provare ad essere un giornalista per una settimana grazie soprattutto all’appoggio del mio tutor, nonché direttore del giornale online “Leccezionale Salento”, Pierpaolo Sergio, il quale si è immediatamente dimostrato disponibile in qualsiasi maniera, portando me ed il mio compagno di avventura, nonché grande amico Pierandrea De Carlo, già nel primo giorno di lezione, allo stadio “Via del Mare” di Lecce per assistere alla conferenza stampa di presentazione di un nuovo giocatore acquistato dalla società salentina, Khouma Babacar.

Di certo non potevo pensare di poter vivere un’esperienza così entusiasmante e senza dubbio inaspettata ma, grazie ad essa, ho avuto la possibilità di poter pubblicare il mio primo articolo, mirato a raccontare quella novità così unica vissuta.

Nei giorni successivi, dopo aver conosciuto un altro giovane e bravo giornalista già laureato in Medicina, Italo Aromolo (anche lui un ex “palmierino” alla pari del direttore) nella sala computer del Liceo Classico “Palmieri”, la mia mente ha partorito parole e concetti trasportati subito su carta: da dichiarazioni di giocatori e dirigenti, a costi di biglietti per partite di calcio con annesse polemiche tra tifosi. Si potrebbe dire che, nonostante l’attività si svolgesse in ambito scolastico, le mattine trascorse sono state le uniche a non pesarmi al momento del risveglio.

Ora che ho avuto il piacere di poter condividere la mia esperienza con tutto il mondo social, ci tengo a spendere due parole per esprimere la mia opinione sul tema del progetto di alternanza spesso vissuto e immaginato come un’inutile perdita di tempo, due parole che ormai per molti studenti vanno di pari passo.

In questi ultimi anni, le lamentele da parte di studenti annoiati e delusi da simili attività non sono state poche, anzi, le strade delle città italiane talvolta hanno pullulato di giovani che, nelle manifestazioni, a gran voce, hanno espresso il loro pensiero, sia positivo che negativo, soprattutto nei confronti di chi ha reso obbligatoria tale esperienza senza assicurare che non si verificassero episodi di sfruttamento e demoralizzazione per noi ragazzi.

Spesso l’alternanza ha infatti comportato per molti studenti una perdita di tempo notevole a causa di compiti e mansioni con le quali alcuni non volevano avere nulla a che fare, guardando ciò che essi avevano scelto come un noioso impiego. Tra chi è stato costretto a rimanere chiuso in una stanza a non far niente e chi è stato obbligato a spargere volantini per strada o a portare caffè ai datori del momentaneo lavoro, si è creata una confusione disarmante per tanti.

In tutta sincerità, quando venne fuori questa novità, io rimasi molto, ma molto perplesso perché sapevo già, soprattutto dopo le lamentele di alunni di liceo, che anch’io avrei corso il rischio di provare la stessa noia che i miei “predecessori” avevano già sperimentato. Mi sarebbe inizialmente piaciuto, magari, fare una settimana in una questura o in una caserma, luoghi forse strani come scelta, ma che sarebbero stati inerenti al tipo di attività lavorativa che mi piacerebbe intraprendere una volta finiti gli studi. Così non è stato ma, quando si è presentata l’ipotesi di poter fare chiamiamola pure una sorta di “master di giornalismo”, non ci ho pensato due volte e sul registro delle preferenze ho espresso, appunto, la mia che, dopo poco tempo, è diventata una possibilità, quella che ora sto raccontando in questo articolo.

Voglio quindi concludere affermando che l’alternanza scuola/lavoro, se fatta nel modo giusto, permette ad uno studente di potersi confrontare con realtà diverse, interessanti e particolari, per poter scoprire come il mondo del lavoro sia un meccanismo complesso di persone e idee in cui, così come nella vita, la passione fa la differenza tra il fare e l’oziare.

* Articolo realizzato dagli alunni del Liceo Classico e Musicale “Palmieri” di Lecce nell’ambito del progetto di alternanza scuola/lavoro previsto dalla legge 107/2015

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