PADOVA – Con un lungo comunicato gli ultras del Padova della Tribuna “Fattori” hanno annunciato l’intenzione di disertare il proprio settore nella sfida interna contro il Lecce di mercoledì. Una scelta arrivata dopo la decisione della società biancoscudata di multare e mettere fuori rosa fino a fine stagione i calciatori Morganella, Calvano e Broh. I tre tesserati non erano rientrati in albergo con la squadra dopo la trasferta a Palermo restando in giro fino all’alba.

Intanto, anche l’AICB (Associazione Italiana Club Biancoscudati) ha diramato un lungo comunicato in cui si sottolineano gli errori commessi dalla società, confermando tuttavia la presenza sugli spalti nel match contro la banda-Liverani, anche se al presidente viene riservato un “grandissimo cartellino rosso”.

Questo invece il comunicato integrale degli ultras patavini:

Questo il testo integrale: “A percorrere una strada con gli occhi bendati, prima o poi ci si schianta addosso a qualcosa, poco ma sicuro! Questa stagione ne abbiamo viste e subite un po’ di tutti i generi, da un primo calciomercato fallimentare ad un secondo in cui se sbagliare per ‘inesperienza/scommessa’ è lecito, perseverare è diabolico, abbiamo visto allenatori cambiati come carte da gioco, più per irritazioni personali e di budget che per una reale strategia. Gli errori partono da lontano, da quando l’anno scorso si sono voluti rinnovare i contratti a tutti quei giocatori in rosa pur di essere sicuri di venir promossi in serie B, non si poteva perdere la ‘Scommessa’, vero? Ma come sarebbe finita, e parliamo dell’azienda Calcio Padova, se non avessimo raggiunto la promozione? La seconda scommessa è stata fatta con la scelta di non investire quei soldi ‘volutamente’, arrivati con la riduzione delle squadre in serie B, per cercare di rientrare dalle spese del campionato precedente e dei rinnovi scellerati dei contratti dei giocatori, era evidente anche agli asini che salvarsi quest’anno sarebbe stata molto più dura. Ma torniamo allo spettacolo sportivo, abbiamo visto buona parte di partite indegne giocate da uomini senza palle o confusi, abbiamo assistito a cartellini rossi presi con ingenuità disarmante, rigori sbagliati ma soprattutto presi quasi appositamente, leggerezze inaccettabili per dei calciatori di livello professionistico. Da buoni tifosi e con quel debito di riconoscenza per chi ASSIEME A NOI E AD ALTRE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ HA SALVATO LA NOSTRA STORIA, abbiamo sempre provato a dare fiducia, sostenendo squadra e società in ogni dove, con amore e passione (e tanto, tanto portafoglio). Ci sono però dei vasi che ad un certo punto si riempiono e iniziano a traboccare, in cui si solca il limite del non ritorno della pazienza di tutti. Ne possiamo mandar giù tante, tantissime anzi, ma vedere che vengono messi fuori rosa tre calciatori attraverso un comunicato che nulla spiega alla tifoseria, mentre non vennero esclusi al tempo i fenomeni Capello e Cappelletti, che hanno palesemente deriso, umiliato e offeso un intero popolo, non lo accettiamo e lo condanniamo fermamente. Non veniteci a dire che erano fondamentali per salvarci, hanno solo nociuto con prestazioni tristi e incolore. Il rispetto delle regole e la salvaguardia del gruppo è compito della società, solo quando fa comodo a voi, perché non riusciamo a comprendere che differenza passi tra tre giocatori che rientrano alle ore 6:00 dopo un ‘EPICO’ pareggio a tre giornate dalla fine, rispetto a quattro giocatori (Marcandella, Capello, Mazzocco e Clemenza) beccati e allontanati a modo nostro in discoteca, dopo la partita interna con il Crotone? Ve lo diciamo noi, ‘NESSUNA’. Ci avete stomacato anche con lo Stadio, ne avevamo già uno ‘PRONTO’ e bello, era un sogno quasi compiuto per la tifoseria, una società decisa e coesa lo avrebbe appoggiato con maggior vigore e decisione, senza che il tutto scadesse in uno stucchevole quanto improduttivo duello politico. Giordani aveva promesso una curva o una ristrutturazione dello schifo dell’Euganeo, non abbiamo visto nulla ma solo parole, qualcuno ci aveva detto che per l’inizio del girone di ritorno avremmo avuto una curva a bordo campo, troppo costosa e anche qua non abbiamo visto nulla ma solo parole, tante idee e ben confuse, un po’ come la gestione calcistica di questa annata. Del progetto del nuovo stadio con il famoso credito sportivo e investitori non abbiamo visto nulla, ma solo parole e articoli di giornale e francamente un investimento da 100.000.000 di euro ci lascia interdetti, dopo quello che abbiamo visto quest’anno. Sapete cosa abbiamo visto a differenza dell’anno scorso? Uno Stadio militarizzato, blocchi di cemento per far entrare nel prefiltraggio una persona alla volta, elicotteri con spese assurde, blocco del traffico, code chilometriche, bambini fatti uscire piangendo. Di mezzi uomini in campo ne abbiamo i co…oni pieni, siete colpevoli tutti, giocatori, staff, società! Di scommesse non ne abbiamo mai chieste, ‘LA RICONOSCENZA NON È ETERNA’, non per la retrocessione sportiva, tanto noi ci saremo sempre. Sappiate bene che questa presa di posizione non si ferma certo a due righe, ma continuerà faccia a faccia, da uomini, come è giusto e doveroso che sia, nel frattempo ‘CHIEDIAMO’ fin da subito di non gettare quello che di buono (poco) c’è stato quest’anno, e di costruire attorno a questo, una società che abbia il rispetto dei ruoli come regola fondamentale, che torni a fare calcio con una logica seria, scegliendo uomini adatti a questa piazza… PADOVA NON MERITA LA C! Venendo a noi, i Padovani che mai hanno mollato, vi chiediamo solo un ultimo sforzo, una ennesima reazione di orgoglio che solo questo meraviglioso popolo sa dimostrare, partecipiamo in massa agli ultimi tre incontri, perché se questa squadra non ci rappresenta, dobbiamo vegliare noi sui colori biancoscudati. Con il Lecce NON entreremo allo stadio, ma Padova non è non sarà MAI terra di conquista, nessuno qui deve sognarsi di passeggiare: dalle 11 i Padovani saranno alle biglietterie, pranzeremo assieme e faremo aggregazione, avete fatto tanto questa stagione, è giusto che ora facciamo qualcosa per voi, Esserci! BENEVENTO invece sarà l’ultima trasferta in serie B, la trasferta dell’orgoglio, la organizzeremo e sarà GRATUITA a chi si iscriverà. Un saggio disse: «Cosa volete che vi dica? Sono Padovano e di scudetti non ne ho mai vinti, sono fiero delle cicatrici che porto in testa e sono pronto per la prossima». Avanti ragazzi del biancoscudo, a testa alta, il Padova siamo noi!

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