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Alfredo Donnarumma

LECCE (di Gabriele de Pandis) – La sfida al vertice di domenica sera è anche e soprattutto la partita tra i due attacchi dominatori della Serie B. Il reparto avanzato del Lecce, forte dei 62 gol, è il secondo del torneo. Chi domina? Risposta facile: il Brescia capolista con 66 segnature, 2,06 a match contro le 1,88 dei salentini.

Andrea Caracciolo a segno contro il Lecce

Gli avanti delle Rondinelle stanno riscrivendo la storia. Prendendo in esame la coppia titolare Donnarumma-Torregrossa, si arriva a un bottino di 37 reti complessive, il secondo di tutti davanti davanti al “nostalgico” tandem Caracciolo-Possanzini (25+11), dietro a Bertoni (30) e Colosio (12) del 1949/’50 e insieme a Gei (23)-Dusi (14) del 1941. Curiosità: le 36 reti di Caracciolo e Possanzini bastarono per la promozione in A nel 2009/’10. Insomma, la coppia-gol di Corini è la più prolifica del Brescia moderno.

Fabio Lucioni

I freddi numeri dicono questo. La cronaca attuale, dall’altra parte, sancisce che la difesa del Lecce quasi sicuramente non sarà quella rattoppata vista a Perugia. Rientrerà dalla squalifica Fabio Lucioni, il totem necessario ad arginare il fiume in piena Donnarumma-Torregrossa. Con lui, si farà di tutto per recuperare anche Marco Calderoni, stachanovista della fascia sinistra. Il tutto va condito, infine, con Biagio Meccariello, reduce dall’ottima prestazione del “Curi” e voglioso di rivalsa da ex del Brescia.

Antonio Marino

Ci sarà poco margine di scelta per Fabio Liverani, orfano anche di Fiamozzi e Cosenza. In seconda battuta, e in preallarme in caso di condizioni non ottimali di Calderoni, ci sono solo Davide Riccardi e il fidato Antonio Marino, reduce da due prestazioni positive con Carpi e Perugia dopo l’errore di Cremona.

Tutti sappiamo come è finita all’andata. Brescia-Lecce 2-1 del 16 dicembre 2018, idealmente, potrebbe rappresentare uno spartiacque del campionato dei lombardi, presi in corsa da Eugenio Corini dopo il breve periodo di David Suazo e pian piano mandati in orbita.

Brescia-Lecce 2-1

Il 2-1 sancito dai gol di Donnarumma, La Mantia e Gastaldello segnò il primo filotto di vittorie (3) e fu parte delle 13 partite in serie positiva che hanno attestato il Brescia al comando del campionato. Sarà senza dubbio una partita diversa da quella del “Rigamonti”, sia per atteggiamento tattico sia per interpreti.

Cesare Bovo

Tornando al focus-attacco, risalta subito che due dei quattro interpreti difensivi non saranno del match. All’andata, con Vigorito, Lucioni e Meccariello, c’erano Bovo e Lepore. Il primo è stato a lungo fermo ai box, mentre il secondo è passato al Monza. L’ascesa di Venuti, assente in Lombardia, ha risolto la questione fascia destra.

Perchè tanta attenzione al dettaglio? Per fermare i Corini-boys, anche se non si preannuncia di certo una partita noiosa, bisognerà ridurre al minimo gli errori difensivi e oliare al meglio i meccanismi di squadra. Ad esempio, gli spazi lasciati al Perugia lunedì sera potrebbero essere mortiferi contro una squadra smaliziata qual è il Brescia.

Eugenio Corini

Sarebbe facile smuovere le preoccupazioni pensando al gol d’autore messo a segno da Ernesto Torregrossa contro la Salernitana, divenuto virale per la sua bellezza in tutto il coast to coast. Aggiugiamo che il Brescia è una squadra che sa soffrire e ribalta velocemente l’azione. Sovente si vedono le Rondinelle attaccare con 6 o 7 uomini: il duo Donnarumma-Torregrossa, le mezzali Bisoli e Ndoj, con Tonali a far la guardia dalla trequarti, un terzino in sovrapposizione e il trequartista. Di Alfredo Donnarumma, 25 reti dopo le 23 della stagione passata ad Empoli, c’è poco da dire altro.

Nicolas Spalek

Si è lasciata volutamente la figura del trequartista in coda all’elenco. La scelta dell’interprete tra le linee potrebbe essere un termometro dell’equilibrio tattico. Spalek, tra i migliori all’andata, è un trequartista completo, tecnico e pericoloso sì, ma anche propenso al sacrificio in fase di non possesso. Il 22enne slovacco cerca di raccogliere un’eredità pesante: a Brescia è esploso nel grande calcio il connazionale Marek Hamsik.

Luca Tremolada (4 gol e 4 assist in 16 presenze, molte a gara in corso) è invece il jolly d’attacco, più fantasioso rispetto a Spalek e autore del gol pesantissimo a Palermo per l’1-1 finale. Guai a lasciargli spazio alla lunetta.

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