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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Sono in tremila i tifosi giallorossi convenuti allo stadio “Zini” di Cremona per sospingere la loro squadra del cuore, reduce da tre successi di fila tra le mura amiche; ritorneranno a casa delusi per il risultato, ma senza ammainare vessilli e bandiere, fiduciosi nei propri beniamini, non tutti al top, ma ora vedremo i perché…

La fascia di capitano, ultimamente ballerina, ritorna al braccio di Marco Mancosu; mister Liverani posiziona Falco in panchina, mandando Palombi a supportare l’ariete La Mantia. Si inizia a velocità da Gran Premio con tanti saluti alla calma, alla precisione e all’ordine: questo non è il terreno ideale per un Lecce razionale che sa fare calcio vero quando il clima non è da bagarre ed è possibile ragionare senza assillo. Alla Cremonese va bene così perché conosce bene la predisposizione al gioco dimostrata dalla squadra leccese; nel marasma dei primi venti minuti di gioco i lombardi sembrano a proprio agio…

Per rimettere ordine nella partita al Lecce non rimane da fare altro che far squillare qualche campanello d’allarme in area grigiorossa; ci pensa il solito La Mantia il quale, elusa la marcatura stretta di due avversari, fa la barba al “sette” della porta di un super-Agazzi

Ma al minuto 24 Vigorito fa la frittata: il portiere leccese esce fuori area per respingere di piede, ma maldestramente cicca la palla ed è quindi costretto ad atterrare platealmente Strizzolo che si involerebbe verso la porta sguarnita. È naturale che Vigorito non abbia il tempo per valutare se sia più conveniente incassare un gol sicuro, o giocare trequarti di partita in inferiorità numerica; Vigorito va d’istinto sull’avversario e si becca il rosso diretto

Liverani allora ridisegna la squadra richiamando Palombi per mandare tra i pali Bleve. In questa fase si distingue Tabanelli che si fa in quattro per tappare a centrocampo e non far mancare rifornimenti a La Mantia…

La ripresa si apre con il secondo palo colpito dal Lecce, mentre il punteggio resta ancorato allo zero a zero; è Maccariello a mangiarsi le mani per questa seconda occasione sfumata per un soffio. L’inferiorità numerica passa quasi inosservata perché il Lecce continua a tenere bene il campo concedendo davvero poco agli speranzosi ragazzi di Rastelli; ma è evidente che Mancosu e soci sono chiamati a sostenere uno sforzo supplettivo e prolungato per sopperire alla assenza di una pedina…

Anche Calderoni deve abbandonare il confronto: lascia il campo (15°) per infortunio muscolare a favore di Marino. I guai seri per il Lecce stanno per iniziare… Castrovilli, al 22° cavalca palla al piede la linea lunga d’area e di destro fionda a rete; Bleve para, ma non trattiene la sfera che Strizzolo, sotto lo sguardo benevolo di Marino, accompagna nella porta sguarnita…

A questo punto, Liverani manda allora in campo Filippo Falco richiamando in panca l’ottimo Andrea Tabanelli; ma il Lecce comincia a sbandare: una intera ora giocata con un uomo in meno ha un suo peso, un costo che alla lunga si è costretti a pagare… I salentini si aggrappano alla loro grande volontà e alle residue energie; lo fa con encomiabile spirito di sacrificio ben consapevoli che la Cremonese dispone di più carburante…

Il gol del raddoppio, ancora con Luca Strizzolo, è naturale conseguenza della impari situazione che il Lecce è chiamato da oltre un’ora a sopportare…

Colpire per due volte i pali è motivo blandamente consolatorio, ma non attenua lo sconcerto per i clamorosi strafalcioni che hanno pesantemente condizionato la recita della squadra salentina…

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