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LECCE – “Terminato il restauro sulla porzione di lamiera di bronzo della Statua di Sant’Oronzo di Lecce, ora è tempo del trattamento conservativo nanotecnologico al fine di garantire nel tempo il mantenimento delle condizioni ottenute a seguito del restauro”. Ad affermarlo è Ray Bondin, ambasciatore emerito dell’Unesco, annunciando che per oggi l’azienda incaricata di eseguire gli interventi conservativi procederà all’interno del Comune di Lecce ad un trattamento su una porzione della statua del compatrono, per dimostrare come l’intervento conservativo nanotecnologico possa essere determinante per salvaguardare il monumento anche in futuro.

Dopo aver testato i prodotti prosegue Bondin – nelle prossime settimane sarà ultimato il restauro conservativo e, grazie alle nanotecnologie, siamo sicuri che la statua potrà essere adeguatamente tutelata. Sono molti i monumenti che avrebbero bisogno di interventi conservativi. Un sito ben salvaguardato è anche un volano per il turismo. L’abbellimento delle chiese pugliesi è indispensabile per proseguire il boom turistico e rilanciare l’economia ed il lavoro”.

“Abbiamo effettuato – sottolinea anche Sabrina Zuccalà, amministratore dell’impresa incaricata– diversi sopralluoghi per verificare la reale condizione della statua al fine di avere più informazioni possibili e porre i presupposti ideali per intervenire in maniera precisa su tutte le porzioni del monumento. I formulati prodotti da dalla nostra azienda sono assolutamente ecologici, biologici e atossici. Anche in questo caso sono stati studiati specificamente dai propri laboratori sulla base delle informazioni contenute nella scheda tecnica dei prodotti utilizzati per il restauro della statua del Santo. Questa prassi è simile al percorso compiuto insieme al compianto ex assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa,  per la conservazione del Relitto Navale di Marausa,

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