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LECCE – Gli striscioni degli Ultrà Lecce affissi in città (oltre che esposti sui gradoni dello stadio) sono diventati negli ultimi anni quasi un leit motiv utilizzato dai tifosi della Curva Nord che usano questo mezzo di comunicazione per annunciare il proprio punto di vista su situazioni di stretta attualità che riguardano vicende della squadra giallorossa.

In un recente passato (era il 2014) furono i colleghi Lecceprima a “meritarsi” l’attenzione degli UL per alcuni articoli riguardanti gli arresti ed i processi in cui erano coinvolti alcuni membri del gruppo più acceso di tifosi. Allora vennero affissi nei pressi di via Tito Schipa e di Via S. Francesco d’Assisi, da allora divenuto un luogo “cult” per l’esposizione di tutti gli altri striscioni.


Succesivamente (2017), toccò all’allora allenatore giallorosso Pasquale Padalino finire nel mirino dei contestatori che lo “invitavano”, due stagioni orsono, ad andar via da Lecce dopo il pesante ko di Foggia e le foto in campo a fine gara che lo ritraevano abbracciato ad alcuni giocatori rossoneri. Seguirono contestazioni agli allenamenti e durante le partite, finché la società lo esonerò affidando la squadra a mister Rizzo.


Di tutt’altro tenore era proprio il drappo destinato a Roberto Rizzo, che si era dimesso da tecnico del Lecce dopo tre giornate dello scorso campionato senza creare polemiche e rescindendo il contratto che lo legava all’U.S. Lecce. Un gesto apprezzato dagli ultrà leccesi che gli tributarono un omaggio con un drappo dedicato al suo gesto.


striscione strambelliDiverso invece il messaggio esposto lo scorso mese di gennaio, in piena campagna acquisti invernale, quando radiomercato dava praticamente per concluso l’ingaggio di Nicola Strambelli da parte del club di via Costadura. Il fantasista, inviso per i famosi festeggiamenti dei gol segnati da avversario con il “trenino” inscenati negli anni scorsi, rimase a Matera ed al Lecce arrivò dal Padova Andrea Tabanelli.


In seguito, l’ultimo messaggio affisso in diversi punti della città, fin sotto lo stadio “Via del Mare“, era stato quello in cui si chiedevano a Lepore e compagni 5 vittorie nelle altrettante ultime gare della passata stagione per centrare la matematica promozione in Serie B. Il cammino improvvisamente altalenante dell’undici di mister Liverani metteva a rischio il primo posto in classifica, ma fu poi sufficiente vincere il 29 aprile con la Paganese per brindare al ritorno in Cadetteria.


Fino a ieri, con la comparsa dello striscione contro Mino Chiricò a cui si cui si chiede senza mezzi termini di trovarsi un’altra destinazione poiché inviso agli Ultrà Lecce dopo le vicende del dopo Lecce-Carpi del 2013 e le schermaglie dialettiche con i familiari del calciatore sui social media.


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