LECCE (di Italo Aromolo) – Palo esterno-fuori, palo interno-gol: l’embrione della stagione del Lecce 2017/’18 è fecondato in quella beffarda sequenza di rigori che il 4 giugno 2017 consegna la semifinale play-off all’Alessandria e condanna al sesto anno di fila in Serie C il Lecce di mister Robertino Rizzo. È lì, nell’afa piemontese del “Moccagatta” che le lacrime versate da giocatori, dirigenti e tifosi per l’ultimo rigore sbagliato mutano in una certezza da scandire con gli occhi del lupo imbavagliato e la foga del leone ferito: “L’anno prossimo ce la faremo“.

IL PRECAMPIONATO– L’allenatore di San Cesario, profondo conoscitore dell’ambiente e trasmettitore di quella paterna tranquillità necessaria nella selva degli isterismi leccesi, è confermato alla guida tecnica ed il Lecce è la regina del calciomercato estivo, con quasi mezzo milione di euro speso per il solo riscatto di Caturano e l’acquisizione di Armellino. La rosa è ritenuta altamente competitiva, uno schiacciasassi in potenza condannato a vincere tutte le partite e su cui incombe la pressione di chi non può, ma deve vincere dopo anni di frustanti quanto fallimentari tentativi. Come ad ogni battesimo, i buoni propositi ci sono tutti e sono confermati dalle prime apparizioni ufficiali in Tim Cup: 3-0 al Ciliverghe Mazzano, vittoria per 2-1 a Vercelli prima di una clamorosa eliminazione a Pordenone maturata per 3-2 in rimonta negli ultimi 10 minuti.

DIMISSIONI SHOCK– Il gol last-minute pare un’accisa davvero troppo salata per questo Lecce di inizio stagione: nella prima giornata di campionato, di fronte a circa duemila innamorati in trasferta a Brindisi, l’ex Abruzzese tronca la prima vittoria infilzando la porta leccese a 15 secondi dalla fine: è 1-1 contro la Virtus Francavilla. Per la gestione fin troppo difensivista di un gruppo dalle qualità enormi esordiscono i primi mugugni, parzialmente sedati dalla vittoria per 2-1 sul Trapani ma drammaticamente amplificati dall’anemica prestazione in casa del Catania: il Lecce perde 3-0 e l’allenatore Rizzo è sotto accusa del tifo, della stampa e di gran parte della piazza. Il mister capisce l’antifona e se ne va: gesto nobilissimo quello di rassegnare le dimissioni, ma è solo il 9 settembre ed è già tutto da rifare per il Lecce, con la seccante consapevolezza di aver buttato due mesi di programmazione e lo spettro di un altro anno difficile alle porte. La scelta del sostituto viene abburattata per più di una settimana dalla dirigenza giallorossa, consapevole di non poter sbagliare: mentre si valutano i profili di Stellone, Toscano e Roselli, viene promosso ad allenatore ad interim il vice Primo Maragliulo: il ritorno al successo per 1-0 contro il Rende è solo un palliativo e ben pochi sono i sorrisi dei calciatori che abbandonano il prato verde sotto lo sprone della Curva Nord: “Son finite le vacanze…

UN NUOVO INIZIO– Un po’ a sorpresa, la scelta ricade su Fabio Liverani. Reduce dalla positiva esperienza con la Ternana ma dal pedigree ancora abbastanza acerbo e soprattutto senza alcuna esperienza in Serie C, l’uomo predestinato alla mission di portare il Lecce in Serie B è accolto con una certa diffidenza dalla piazza. Il campo però è eloquente ed impiega poco a parlare: 0-3 nel primo tempo della prima partita a Catanzaro ed altre 3 vittorie di fila (Sicula Leonzio, Bisceglie e Juve Stabia) che proiettano il Lecce al primo posto già all’ottava giornata. Quel primo posto che l’undici giallorosso non abbandonderà più, forte di un’identità vincente che va costruendosi sulla base di verticalità, corsa e la figura trequartista che piace davvero a tutti per scardinare le difese avversarie. Il pareggio interno ad occhiali con l’Akragas è un passo falso dettato solo dalla sfortuna: la squadra è brillante e produce gioco, tra i tifosi torna l’entusiasmo e quella consapevolezza di essere i più forti alimentata da altre 5 vittorie nelle successive 6 partite. C’è la potenza di Mancosu nei terra-aria che abbattono Matera (0-1) e Cosenza (1-0), le urla liberatorie di Riccardi nei gol all’ultimo minuto contro Casertana (2-1) e Andria (1-1), l’altalena di emozioni per la rimonta sulla Reggina (3-2) con un gol di Ciancio al volo da 25 metri e il piacere dell’estetica per l’interpretazione tecnico-tattica-atletica data alla miglior partita dell’anno: Siracusa-Lecce 1-3. Signori, è il Lecce di Fabio Liverani: 9 vittorie in 11 partite e primo tentativo di mini-fuga.

TRA CALCIOMERCATO E BIG-MATCH– Un calo di intensità è fisiologico e arriva nella doppia trasferta contro Fondi e Paganese: uno 0-0 ed un 1-1 contro squadre modeste, che annullano senza troppe difficoltà le velleità giallorosse in una fase in cui i primi riflessi psico-fisici sembrano avere la meglio su qualsivoglia discorso di tipo tecnico o tattico. Ricaricate le batterie nel turno di riposo, si riprende a correre per chiudere l’anno solare con prestazioni in crescendo: buona contro il Monopoli (2-0), ottima contro la Virtus Francavilla (4-0) ed eccellente nello scontro diretto a Trapani, dove il finale di 1-1 non rende giustizia al dominio e alla personalità di un Lecce capace di imporre il gioco e sfiorare più volte la vittoria nei minuti finali. Arriva la lunga pausa invernale e subentra il calciomercato di gennaio come must nelle discussioni nei bar e sui social: “Trequartista sì, o trequartista no? Un difensore centrale? O meglio un centrocampista?” le domande che dominano, mentre un’attesa snervante accompagna l’avvicinamento alla sfida crocevia per la vetta contro il Catania: prima contro seconda al “Via del Mare“, con i giallorossi che hanno la possibilità di portarsi a +7 di fronte a quasi 20.000 spettatori. Sotto la pioggia finisce 1-1, con Di Piazza che pareggia il rigore di Lodi con una memorabile serpentina in solitaria ai piedi della Curva Sud. Intanto si chiude il mercato: arrivano Tabanelli dal Padova, Saraniti dalla Virtus Francavilla, Selasi dal Pescara e Legittimo dal Trapani.

ACCENNI DI CRISI– Il trittico di partite Rende-Catanzaro-Bisceglie segna una fase di passaggio: il Lecce continua a vincere, conquista 9 punti e allunga in classifica, ma un alone di preoccupazione accoglie questi risultati frutto di spunti dei singoli nel complesso di una manovra progressivamente più farraginosa e prevedibile alle difese avversarie. Ma tant’è, i numeri ineluttabili dicono che il Lecce è a +6 sul Catania e che addirittura può mettere una serie ipoteca sulla promozione diretta nei match point contro la Sicula Leonzio (0-0) e in casa con la Juve Stabia (0-1), entrambi falliti: allora le riflessioni cominciano a trasformarsi in critiche manifeste, soprattutto sulla gestione di alcuni giocatori come Di Piazza e Dubickas. È l’inizio di un periodo nero per il Lecce, che rischia di compromettere tutto conquistando appena 10 punti in 8 partite: i successi esterni contro Akragas (0-2) e Cosenza (0-1) sono inframmezzati da grame prestazioni casalinghe contro Matera (0-0) e Fidelis Andria (2-2) fino al punto di non ritorno coincidente con la sconfitta a Caserta (0-1), autentica Waterloo dove di fronte a mille tifosi al seguito i giallorossi si esibiscono in un raccapricciante ammutinamento esemplificato dal numero di tiri in porta ed occasioni da gol nell’arco della gara: zero. La squadra perde fiducia in sé stessa e nei propri mezzi, è scarica dal punto di vista fisico e consegna il primato virtuale a Trapani e Catania pareggiando la partita successiva in casa contro il Siracusa (1-1): l’amarezza è tanta, almeno quanto la consapevolezza di aver dilapidato un vantaggio enorme in quello che sembrava essere il campionato giusto per il salto di categoria, ma ora non più. L’assenza di segnali di ripresa e la prospettiva di affrontare così il finale di stagione gettano l’ambiente-Lecce nello sconforto più totale, quando mancano appena 4 partite al termine del campionato.

REGGIO CALABRIA, LA SVOLTA-  La partita della svolta è a Reggio Calabria, domenica 8 aprile. Conta solo vincere e il Lecce lo fa, non importa come, perché o grazie a chi: Mancosu realizza il gol del vantaggio dopo 10 minuti, nel secondo tempo Liverani inserisce cinque difensori e contro una Reggina che le prova tutte per conquistare punti salvezza Perucchini compie il miracolo in uscita su Bianchimano e Legittimo salva la vittoria con un intervento sulla linea a pochi minuti dal termine. Nella stessa giornata, il Catania pareggia e il Trapani perde, il Lecce torna padrone del proprio destino e la strada verso la B è spianata, anche perché sette giorni dopo è ospite al “Via del Mare” il derelitto Fondi, regolato 2-0 davanti oltre 11.000 tifosi. Nel turno di riposo il Trapani dell’ex Drudi espugna il “Massimino” di Catania e regala il presupposto per la gioia più bella.

La gara contro la Paganese è storia di oggi, il Lecce vince 1-0 con un gol di Marco Armellino e fa festa insieme ai suoi tifosi: è in Serie B. La passerella finale a Monopoli servirà solo a mettere il punto esclamativo su uno splendido e memorabile campionato.