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PERUGIA (di Luca Manna) – Ne abbiamo sentite e dette di tutti i colori quel sabato pomeriggio quando, nell’uovo di Pasqua, abbiamo trovato la sorpresa amara di un pareggio casalingo col Siracusa che aveva messo il destino del Lecce nelle mani di qualcuno che, ai nostri occhi, era brutto, cattivo e con l’ordine di uccidere il nostro sogno. Abbiamo sfogato la nostra rabbia in molti modi, alcuni esagerando, altri invece semplicemente sottolineando come a quel punto fosse necessario che chi fino ad allora era stato trattato da “eroe” dovesse magari provare a dimostrarci nuovamente di esserlo realmente nelle nostre idee e nelle nostre fantasie. 

Il campo ed il tempo poi, in maniera abbastanza veloce, hanno rimesso le cose al punto di partenza, restituendoci il sorriso e, soprattutto, un altro paio di punti di margine in classifica sulle inseguitrici. I “cattivi” sono inciampati e adesso devono inseguire i nostri uomini ritornati ad essere un pochino più “eroi” e ai quali si chiede ora l’ultimo sforzo per aggiungere la parola “super” davanti all’appellativo riconquistato sul malandato prato del “Granillo” di Reggio Calabria
Ma per essere supereroi, a volte, nel calcio e nella vita non serve per forza scendere in campo o svolgere al meglio le proprie funzioni: talvolta per diventarlo bastano piccoli grandi gesti, regalare delle emozioni, lanciare segnali che facciano capire a tutti quello che forse fino a quel momento sembrava essere lontano dall’idea comune di moltissima gente.
Da un paio di anni, nel nostro Lecce, c’è Giuseppe Torromino, un ragazzone calabrese che di mestiere fa l’attaccante, che simpaticamente somiglia all’incredibile “Hulk” e che ogni volta che ci ha regalato una prodezza sul campo gonfiando le reti delle porte avversarie, ha esultato volutamente o solo perchè a noi piaceva immaginarlo così, assumendo le sembianze proprio del supereroe verde che quando si arrabbia diventa grosso grosso e va in giro a farsi e fare giustizia.
I supereroi si sa sono forti, magari muscolosi e certe volte sembrano essere immuni da emozioni, ma ognuno di noi poi in fondo sa che per essere tali bisogna avere un cuore grande, in grado di capire cosa sia giusto e cosa sbagliato, un cuore che sappia quando sia il caso di mettere da parte la ragione per compiere un gesto che sia per il bene di tutti, tralasciando il singolo interesse. 
È storia di ieri l’ufficialità della rescissione del contratto con l’Unione Sportiva Lecce di Torromino dovuta al suo infortunio e messa in pratica per permettere a Liverani di reintegrare in rosa Mario Pacilli, suo compagno e suo amico, che permetterà al mister di avere a disposizione un uomo in più e non uno in meno in questo rush finale che vede il Lecce arbitro del proprio destino. A noi non interessano i cavilli burocratici, gli accordi fra le parti, le eventuali “buonuscite” o le promesse fra le parti. A noi interessa ciò che questo gesto si porta dietro e cioè la consapevolezza che quel gruppo sia più unito di quanto molti di noi hanno voluto pensare ultimamente, che quei ragazzi che spesso pensiamo essere avari di emozioni invece hanno un cuore grande che li spinge a pensare più al “noi” che all'”io”, che in quello spogliatoio a meno di un mese dalla fine della regular season è ben chiaro a tutti quale sia l’obiettivo e che il comune denominatore si chiama “Lecce in Serie B” e nient’ altro.
E allora, è solo il caso di ringraziare il nostro supereroe Torromino, detto Hulk, per il gesto compiuto, per questo goal bellissimo anche se invisibile e sperare sempre più che ciò sia un altro passo verso il nostro sogno e che magari sia solo un temporaneo passaggio di consegne da un superore ad un altro… Dal verde e fortissimo Hulk, al piccolo e imprevedibile SuperMario!
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