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LECCE – Ore frenetiche per le future sorti dell’Amministrazione comunale di Palazzo Carafa. Come spiega il sindaco Carlo Salvemini attraverso un post appena pubblicato sulla propria bcheca facebook, la Prefettura ha concluso nei tempi annunciati la correzione del verbale dell’Ufficio Elettorale Centrale e proclamato eletti 6 nuovi consiglieri comunali. Pertanto, come da impegni pubblicamente assunti, domani mattina alle 9:30 è convocato il Consiglio Comunale per la presa d’atto del provvedimento col quale i neo-eletti s’insediano ufficialmente determinando, quindi, la nuova composizione dell’assemblea.

Le alternative-Abbiamo così garantito – scrive Salvemini – nel più breve tempo possibile il rispetto della sentenza definitiva del giudice amministrativo. Ora spetta alla politica – legittimamente – prendere le proprie decisioni, manifestare le proprie scelte, indicare le proprie volontà. Quelle che mi spettano le ho annunciate e argomentate: se mi dimettessi la città verrebbe commissariata fino all’estate del 2019 (come accadrà nel Comune di Avezzano, dove un identico caso di ‘anatra zoppa’ ha convinto il sindaco a tornare a casa); avvertiamo la responsabilità politica – in virtù di una legittimazione popolare di oltre 22mila leccesi – di verificare in aula la possibilità di poter garantire un governo alla città sulla base del programma presentato e validato dal voto, implementato da eventuali proposte che dovessero giungere; lo faremo partendo dall’ approvazione del bilancio di previsione 2018-2020, che è lo strumento fondamentale di gestione ordinaria e straordinaria del comune, attraverso il quale si stabiliscono entrate e si prevedono spese che garantiscono servizi ed investimenti per la città“.

Parola all’opposizione- Salvemini poi aggiunge: “Chi ha sempre sostenuto che questa amministrazione è fallimentare nei risultati (governata da una sindaco espressione di una minoranza di leccesi e privo dei numeri per dare attuazione al proprio programma) ha due possibilità davanti a sé: presentare entro venerdì mattina le firme per lo scioglimento del consiglio comunale, e portare la città al voto entro l’estate del 2018, con un commissario in carica per pochi mesi, o bocciare il bilancio di questa amministrazione quando verrà presentato in aula (entro la metà di marzo) e quindi – nel ribadire il giudizio politico negativo sul sindaco e al sua giunta – portare la città al voto entro l’estate del 2019, con un commissario in carica per oltre un anno. Tertium non datur. Non posso accogliere, infatti, la proposta di chi nel centro destra mi invita ‘a seguire le indicazioni della maggioranza consiliare nella guida politico-amministrativa della città’. Sono stato eletto sindaco per portare un cambiamento dopo un lungo ciclo di governo, non per essere il portavoce di un continuismo deciso da altri“.

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