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PERUGIA (di Luca Manna) – La Serie C è indubbiamente la categoria che presenta più stranezze in assoluto, soprattutto se guardiamo alla stagione attualmente in corso. Dalle strane decisioni di chi “comanda” e ha stabilito che ci fossero, almeno in partenza, 60 squadre per rendere il campionato più avvincente, salvo poi perderne per strada alcune, avere club che non pagano stipendi o non arrivano a fine mese per i soliti problemi economici, fino ad arrivare alle sperimentazioni su numero di cambi e regolamenti “under – over, la categoria in cui il nostro Lecce naviga oramai da 6 anni non smette mai di stupirci per certe “innovazioni” figlie di un calcio nel quale veramente in pochi riescono a riconoscersi.

Facendo un giochino, però, ci rendiamo conto che anche il campo quest’anno ha deciso di unirsi al club delle stranezze, magari meno evidenti rispetto ad altre, ma che lasciano spazio ad alcune importanti riflessioni. Prendiamo le squadre capolista dei 3 gironi e stiliamo una classifica virtuale: Lecce 52, Livorno 51, Padova 42.

Andiamo poi ad analizzare le distanze che queste 3 compagini hanno accumulato con le immediate inseguitrici e ci accorgiamo che il Lecce, leader di questa classifica incrociata, nel suo girone vanta come tutti sappiamo 4 punti di vantaggio rispetto al Catania, il Livorno immediato inseguitore 6 punti sulla Robur Siena, mentre il Padova, nonostante la differenza netta di punti rispetto alle altre due, si fa forte di ben 8 punti di vantaggio sulla Sambenedettese seconda in classifica del Girone B (che ha perso per strada il Modena e quindi ha una squadra in meno rispetto agli altri) e possiamo dire che viaggia quasi indisturbato verso la promozione in Serie B.

Numeri alla mano, potremmo dire che il Lecce in entrambi gli altri gironi forse avrebbe vita più facile e addirittura che il Catania nel girone B potrebbe essere al comando e con ben 6 punti di distacco, ma sappiamo pure che i numeri dicono qualcosa che il campo avrebbe potuto smentire per tanti motivi. Allora, non resta che pensare all’orticello del girone meridionale, dove il duello, salvo clamorosa rimonta del Trapani, è ormai fra il Lecce e gli etnei di mister Lucarelli. Un duello veramente appassionante, un “botta e risposta” continuo, un confronto fra due formazioni che, bisogna pur essere sportivi, meriterebbero entrambe di andare in Serie B, almeno finora, per quanto sancito dal rettangolo verde.

Una sfida che ha visto prevalere i siciliani negli scontri diretti ma che, nonostante questo dato, vede il Lecce prevalere per continuità di risultati e, di conseguenza, numero di punti accumulati. Con altre 12 partite da giocare, 4 punti di distacco non danno massima sicurezza, ma è banale dire che è meglio averli a favore, che non averli e che il margine di errore per il Lecce è diverso rispetto a quello per il Catania.

È un campionato che probabilmente si deciderà al fotofinish, un girone che vedrà trionfare una sola squadra solo nelle battute conclusive e sarà, anche esso, condizionato dalle stranezze che il calendario ci riserva, come il turno di riposo che entrambe godranno e che non possiamo sapere a chi porterà i frutti migliori o il fatto che il Lecce, probabilmente, dovrà giocare un’altra volta ancora al “Massimino” contro la Sicula Leonzio, con tutto ciò che può comportare in termini ambientali.

Un duello comunque bellissimo, avvincente, una sfida in cui nelle ultime 2 settimane il Lecce ha “chiamato” ed il Catania ha “risposto” e nel quale anche i nervi e la psicologia faranno la propria parte. Un confronto fra squadre che giocano un calcio diverso: più sfrontato e magari spettacolare quello del Lecce, più solido e meno bello da vedere quello del Catania, fra 2 allenatori giovani ed in cerca del definitivo salto di qualità e con il passato da calciatori molto importante, un parallelo fra due società completamente diverse che preferiscono gestire la sala stampa con atteggiamenti e stili che viaggiano su binari che non si incontreranno mai.

Un duello di altri tempi, un duello strano, come la categoria che lo ospita; una sfida da vivere al 100% lasciando magari da parte le altrettanto strane polemiche che ogni settimana la tifoseria leccese cerca e trova per non si sa quale incomprensibile motivo e da vivere ignorando le oramai “simpaticissime “ settimanali dichiarazioni del signor Lo Monaco che, altra stranezza, continua a “pontificare” sul Lecce, piuttosto che provare a caricare la propria squadra e a ragionare sul perché i suoi dentini abbiano questa strana voglia di “mordere culetti” al posto di mostrarsi sorridenti dall’alto di una vetta , quella della classifica…

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