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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Tira molto poco, parliamo di spettatori, la Coppa Italia delle ’’grandi’’ o presunte tali, ancora meno quella dei campionati minori… E così, Lecce-Matera (3-0) convoglia sugli spalti dello stadio “Via del Mare non più di 2.600 spettatori, rappresentanza ospite compresa…

Pur non dannandosi l’anima, le due squadre si applicano con soddisfacente spirito di partecipazione anche se, come lo stesso Auteri come commenterà a fine gara, la coppa non sollecita le medesime motivazioni del campionato. E intanto Mancosu e compagni ci danno dentro con buona lena, ma ben lontano dai vertici delle partite di campionato.

I disegni più ariosi sono, in verità, quelli tracciati dal Matera, anche se si tratta soltanto di buone intenzioni volte a cercare sbocchi verso la porta avversaria con repentini cambi di settore; la palla viaggia bene, ma rigorosamente per linee orizzontali…

Riccardi, Di Matteo e Ciancio assicurano diligente copertura mentre Arrigoni, Mancosu e Costa Ferreira possono adagiarsi (si fa per dire, ovviamente…) sul quasi commovente sacrificio di un Megelaitis rivelatosi instancabile inseguitore di avversari ed inesauribile cursore di cucitura tra centrocampo e attacco: encomiabile per la totale dedizione al ruolo!

Del primo tempo di Lecce-Matera resta poco altro da raccontare; si può semmai aggiungere il racconto di una sequenza di sterili inziative tutte destinate ad abortire ben fuori dalle due aree di rigore ; ma con l’eccezione di quella sapientemente interpretata da Dubickas, al minuto 39, il quale infila il portiere materano assestando così uno scossone al risultato…

La ripresa è cosa diversa; si avvia con il pepe sotto coda: due consecutive percussioni nei primi due minuti di gioco protagonista Costa Ferreira. La prima approda ad una colombella che si spegne a fondo campo a fil di palo; la successiva è un diligente inserimento in area avversaria premiato dal gol del raddoppio. È sempre lo stesso Lecce del primo tempo, ma sembra decisamente diverso: più deciso e meno… generoso con gli ospiti lucani.

Anche il Matera, sotto di due gol, contribuisce a far crescere il tono della partita che prosegue su contenuti più spiccatamente da campionato e da derby; al punto che si deve registrare l’espulsione di Liverani al quale, probabilmente, deve essere sfuggita qualche tenerezza verbale evidentemente non gradita dall’arbitro D’Ascanio di Ancona arbitro dell’incontro…

I dieci minuti finali vedono il ritorno al tran tran del primo tempo, al ritmo cioè di Coppa Italia. A riscattare quei pochi minuti un tantino melensi provvede il bel gol messo assegno da Persano entrato incampo da qualche minuto, ma annullato per fuorigioco. Ma ancor di più provvede la sontuosa galoppata di Mancosu (42°) impreziosita da superbo invito al buon Megelatis che con freddezza esemplare firma il terzo gol.

Il regolamento suggerisce all’arbitro ben quattro minuti di recupero che il buonsenso avrebbe forse risparmiato, considerato il punteggio maturato; Le regole, però, sono regole e vanno dunque rispettate; certo! Talvolta anche il raziocinio…

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