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PERUGIA (di Luca Manna) – Feste finite, vacanze in archivio e rientro definitivo alla vita di tutti i giorni. Sembra il riassunto della triste storia di molti di noi, ma in realtà è la classica routine del post feste natalizie, che non lascia scampo a nessuno e che coinvolge anche i ragazzi di mister Liverani.

È stato un fine anno che ci ha lasciato in eredità diverse cose: l’entusiasmo dettato dalla bellissima classifica attuale, la felicità riconducibile alla bella prestazione di Trapani che ha acquisito ulteriore “valore” nella sconfitta interna del Catania con la Casertana, la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo e, ahinoi, l’inizio del calciomercato.

Non è mia intenzione approfondire qui l’argomento perché il fuoco è già bello e acceso e aggiungere ulteriore benzina o, in alternativa, provare a gettarci sopra dell’acqua potrebbe avere come unica conseguenza una nuova serie di discussioni infinite.

È chiaro però che in questo momento sarebbe disonesto non riconoscere che la sessione di gennaio del mercato sembra essere caduta a puntino per creare ostacoli su una strada che non ne era priva, ma che sembrava averne meno rispetto agli anni passati.

Reputo il mercato invernale un momento topico della stagione, nel quale le società possono compiere mosse decisive per spostare gli equilibri (vedi il Foggia della scorsa stagione) ed è per questo che non comprendo come mai invece a Lecce stia diventando fonte di nuove difficoltà da inserire nella lista di questa terribile categoria.

striscione strambelliHo una mia idea in proposito e la tengo per me, ma nulla mi vieta di pensare che probabilmente si stia montando un caso enorme su qualcosa di ancora aleatorio. Quindi ecco perché invito tutti i tifosi leccesi ad iniziare a meditare sull’unica cosa che conta davvero in questo momento, l’unica certezza che abbiamo: Lecce–Catania.

Il 21 gennaio non andremo sicuramente in campo a giocarci il campionato, ma sarà una di quelle tappe che possono dire molto su quanto possiamo aspettarci dal prossimo futuro. Bisogna arrivarci nelle migliori condizioni fisiche e mentali e sarà fondamentale gestire la partita di Coppa Italia col Matera con intelligenza. La nostra testa, così come quella dei ragazzi e del mister, deve essere concentrata solo su questa partita perché dentro di essa si nascondono molte indicazioni, possibilità e naturalmente insidie.

Sono convinto che Liverani, dalla ripresa degli allenamenti in poi, sarà capace di isolare la sua truppa e farla lavorare nelle migliori condizioni possibili, mentre mi auguro e spero vivamente che la tifoseria col suo entusiasmo sappia rendere il “Via del Mare” un inferno per gli avversari, perché queste sono partite che si vincono anche così.

Il Catania è avversario che, ultimamente, ha dimostrato di sapersi esprimere meglio lontano dal “Massimino” ed è una squadra forte che, sinceramente, mi ha anche sorpreso per continuità di rendimento: tenere il passo del Lecce in questo girone che ha diviso le due antagoniste dallo “scontrarsi” sul campo è impresa quasi allo stesso livello di quella compiuta nello stesso periodo da Lepore e compagni e devo dire che mi sembrano quantomeno strane le critiche a Lucarelli da parte della tifoseria etnea alla luce dei risultati conseguiti finora.

Sarà assolutamente un match da 1-X-2 e sembra quasi ovvio che saranno i dettagli o forse gli episodi a fare la differenza. Ricordo lo scorso anno come la partita di Foggia mi rimase impressa non tanto per la batosta subita, quanto per l’unità di intenti che si respirava allo “Zaccheria“; sembrava come se squadra, allenatore e tifoseria fossero un’unica entità in simbiosi, si aveva da subito la sensazione che probabilmente ogni componente, dal magazziniere al più vip dei tifosi in tribuna, sarebbe stato disposto a lasciare qualsiasi cosa sul campo pur di raggiungere l’obiettivo prefissato.

È questo ciò che servirà da questo momento in poi, ciò che deve accadere, che già con il Catania deve diventare “il fattore” che fa la differenza. E tutti, e lo sottolineo, dobbiamo compiere scelte mature che non intacchino la faticosa creazione di questo “paradiso” calcistico chiamato entusiasmo trascinante. Testa al Catania quindi, testa ad una partita che non dobbiamo assolutamente perdere e che, se dovessimo vincere (scongiuri di gruppo), non deciderebbe il campionato, ma aprirebbe scenari che le siciliane inseguitrici avrebbero molte difficoltà a gestire…

Sarà una domenica da aspettare con ansia e trepidazione, sarà un fine settimana dal sapore antico, sarà una partita che dobbiamo archiviare fra quelle che fanno la storia di un campionato e che tutti dobbiamo fare in modo che diventi anche storia di questo club che diciamo di amare come noi stessi. Mancano ancora tanti giorni, tanto tempo, tante ore e tante chiacchiere da leggere ed ascoltare e che proveranno a distrarci, ma io vi giuro non ce la faccio a non pensarci e la mia testa ha un solo ed unico pensiero… Lecce–Catania!

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