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Gabriele Gigante, centrocampista del Nardò

LEQUILE (di G. De Pandis)– Gabriele Gigante, 18 anni e il dovere di essere sempre disponibile ad ogni chiamata. Il centrocampo del Nardò ha proprio nel ragazzo leccese un elemento di sicuro affidamento, capace di entrare a partita in corso o per rendere concreto qualche cambiamento tattico senza batter ciglio. La stagione scorsa gli ha regalato l’importante successo della promozione in Serie D, conquistata dopo il play-off contro lo Scordia a coronamento di un finale di campionato in crescendo, totalmente diverso da un inizio in sordina dove sgomitare non bastava per crearsi occasioni. La chance in quarta serie offertagli dal sodalizio neretino è il giusto premio a un atleta che è stato già chiamato in causa in due appuntamenti importanti, gli ultimi incroci del Toro contro Francavilla in Coppa Italia e San Severo in campionato.

Nelle ultime due partite il centrocampista centrale è stato protagonista di buone prestazioni, coincise con il passaggio al 4-3-3 operato da mister Ragno dopo la defezione di Lanzillotta: “Essendo un centrocampista, mi trovo meglio nel terzetto di centrocampo, anche perché la mia posizione naturale è quella davanti alla difesa, dove risaltano le mie caratteristiche in fase difensiva. Il 4-4-2? È un modulo che mi piace ma non riesco ad esprimermi al cento percento

Il Toro è una squadra che fa leva sui giovani. Gigante è, con Mancarella e Caporale, uno degli under presente anche l’anno scorso. L’integrazione effettuata dalla campagna acquisti in estate ha creato una gran linea verde che lo fa felice: “Conoscevo già la maggior parte dei nuovi under. Con Prinari, Cassano, Versienti e Stranieri abbiamo disputato da piccoli tanti incontri da avversari. C’è un grande gruppo di under che messo insieme ai grandi forma una bella famiglia”.

Rispetto allo scorso campionato, il classe 1996 avverte segnali di crescita personale: “Sì, sono migliorato tanto soprattutto grazie ai consigli di mister Ragno. Le ultime partite dell’anno scorso mi hanno dato forza, poi l’aiuto dei compagni vecchi e nuovi mi ha permesso di incanalare la strada giusta”.

A centrocampo il duo titolare Vicedomini-Lanzillotta è un’opportunità per il mediano granata: “Vicedomini per me è un padre, o un fratello grande: dispensa sempre aiuti. Con Lanzillotta sono entrato subito in buoni rapporti, divenendo presto compagni di camera nei ritiri; è un calciatore dall’enorme esperienza da cui tutti dobbiamo imparare”.

Quest’anno Ragno sta cercando di sviluppare nuove idee tattiche, ma sempre con la stessa ricetta quotidiana: “Gli allenamenti sono sempre gli stessi, intensi come sempre. Sta cercando altre alternative al 4-4-2 ma ci stiamo adattando bene”.

Il ricorso accolto al Taranto, primo dopo i tre punti assegnati sub judice, non spaventa Gigante per il prosieguo del campionato: “Noi dobbiamo pensare a casa nostra, cercando vincere ogni domenica. Alla fine i risultati arriveranno solo con i lavoro. I tre punti dati al Taranto non ci cambiano la vita, noi proviamo a prendere il meglio da ogni partita”.

Il prossimo impegno contro la Turris nasconderà più insidie. Oltre alla forza indiscussa della squadra corallina, probabilmente, il Toro non potrà avere l’appoggio dei propri tifosi: “Sappiamo che è una bella squadra, davanti sono forti. Cercheremo di sfruttare la velocità in attacco per vincere. L’assenza eventuale dei tifosi? Sappiamo che ci seguono sempre, l’incitamento che ci tributano è grande. Cercheremo di tornare con i tre punti anche per loro”.

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