Savino Tesoro dito in fronteLECCE – Pubblichiamo in maniera integrale la nota stampa dell‘U.S. Lecce con le ultime dichiarazioni del presidente Savino Tesoro riguardo la vendita della società di Piazza Mazzini e le voci dei papabili venute fuori dopo la conferenza stampa della scorsa settimana, trattative che sono state tutte smentite dal patron giallorosso.

Presidente i tifosi premono e sono preoccupati per il futuro, ci sono novità?

“Purtroppo nessuna novità tangibile al momento. Le novità che ci sono le leggo sui giornali esattamente come voi, visto che con me nessuno ha parlato. Leggo tante belle parole di gente disponibile ad aiutare il Lecce e ad intervenire in qualche modo e mi chiedo il perché in questi ultimi tre anni nessuno si è avvicinato per dare un contributo minimo o anche una semplice parola di incoraggiamento. Da parte mia ce la sto mettendo tutta, ho lasciato da parte anche il deposito cauzionale, che, inizialmente, avevo richiesto e sto lasciando la squadra gratis ed in condizioni migliori di come l’avevo rilevata. Questo è un dato di fatto incontrovertibile e facilmente riscontrabile dai bilanci, che sono anche pubblici. Si badi bene, però, che non è mia volontà iscrivere la squadra in promozione, sarebbe l’estrema soluzione, legale e razionale, se dovesse continuare il disinteresse totale nei confronti di questa realtà”.

Nell’ultima settimana c’è stata l’autorevole candidatura dell’onorevole Vincenzo Barba, che è sembrato intenzionato ad entrare in prima persona nell’US Lecce, cosa ne pensa?

“L’onorevole Vincenzo Barba è, sicuramente, una persona che ha le capacità economiche per sostenere una squadra di calcio importante come l’US Lecce. Ha detto che mi contatterà a brevissimo per espormi i suoi intendimenti ed i suoi progetti. Attendo con impazienza quel momento, a lui, sicuramente, non chiuderò la porta, tra l’altro è una persona che ha avuto una importante esperienza nel mondo del calcio, perciò, potrebbe essere più facile focalizzare gli obiettivi”.

Si rincorrono delle voci sulla cordata che sta mettendo in piedi l’avvocato Saverio Sticchi Damiani, ci può dire qualcosa?

“L’avvocato Saverio Sticchi Damiani è una persona molto vicina alla società, quindi prenderò, senza ombra di dubbio, in considerazione le proposte che mi presenterà. Ad oggi il suo mi sembra un tentativo di mettere insieme diversi imprenditori del posto e non e se riuscirà nel suo intento ne sarò felice”.

L’ipotesi-Corvino quanto è realistica?

“Non conosco Corvino e non ho mai parlato con lui. Quello di Corvino è un nome che in questi tre anni è sempre stato ricorrente. Se dovesse avere un interesse vero per rilevare l’US Lecce può contattarmi tranquillamente in maniera diretta. La cordata leccese capeggiata da Amorino Ingrosso ha rilasciato un’intervista, dettando le condizioni per rilevare il Lecce e sta attendendo una risposta. Il problema è che Amorino Ingrosso non sta parlando dell’US Lecce, ma di un altro Lecce, quindi non deve discuterne con me. Non esiste un Lecce senza debiti, crediti e giocatori, quindi non saprei cosa rispondere. Probabilmente dovrebbe mandare una lettera a Babbo Natale ed inserire quello che sostiene nella lista dei desideri. Ho rilevato la società dai Semeraro con i suoi debiti, i suoi crediti e con i suoi giocatori, come, probabilmente, lui stesso fece con Jurlano. Pur non avendo nulla contro il signor Ingrosso, lui parla di una situazione irreale. Aggiungo, inoltre, che trovo assolutamente ridicolo il fare presunte trattative a mezzo stampa”.

Inizialmente, subito dopo la messa in vendita della società, si erano affacciati alla sua porta le cordate rappresentate da Lippolis e Milani da una parte e da Fattizzo e Morabito dall’altra, cosa è successo con loro?

“Lippolis l’ho incontrato due volte presso lo studio dell’Avv. Pezzuto ed era accompagnato dal signor Moschettini, che mi diceva di essere interessato a diventare socio di minoranza di questa presunta cordata romana. Avevo chiesto loro il deposito cauzionale ed avevamo convenuto due date in cui si sarebbero dovuti presentare alla Banca Popolare di Bari con le suddette garanzie, ma hanno mancato tutti e due gli appuntamenti e poi non li ho più sentiti. Morabito non l’ho mai visto e Fattizzo l’ho incontrato una volta e mi disse che da li a breve mi avrebbe fatto avere il deposito cauzionale, mai più sentito neanche lui”.

Con Ferrero invece?

“Sembrava che volesse comprare il Lecce in mezz’ora, poi è sparito ed ho letto sui giornali che voleva comprare anche il Benevento, il Cosenza, il Piacenza ed il Messina”.

Cosa pensa dell’iniziativa portata avanti dalle Associazioni dei tifosi?

“Conosco gli sforzi economici che ci vogliono per portare avanti un’azienda nel mondo del calcio, quindi, pur ritenendo lodevole l’iniziativa, ci credo poco che possa sostenere e supportare in maniera concreta l’US Lecce. Comunque andassero avanti, se dovessero produrre qualcosa di buono, visto che si tratta di tifosi sarebbe doppiamente bello”.

Non ci sono possibilità di un suo ripensamento, rimanendo alla guida dell’US Lecce?

“Sono molto stanco e ritengo di aver fatto il mio tempo. Quest’anno c’è stata una convergenza di mal contento da parte di quasi tutte le componenti. Gli ultras ci hanno invitato ad andarcene, parte di stampa e politica sono tre anni che lo fanno e la squadra ha avuto un rendimento veramente al di sotto delle aspettative. Dopo tre anni è giusto che questa impresa la provi qualcun altro, magari, con maggiori risorse ed entusiasmo rispetto a quello che ho in questo momento. Detto ciò, mi impegnerò fino all’ultimo giorno utile affinché il Lecce possa rimanere nella categoria di competenza”. 

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